antony blinken - benjamin netanyahu

TRA UNA BOMBA E L’ALTRA, “BIBI” DETTA LE SUE CONDIZONI – NETANYAHU, SOSTENUTO DAI SUOI GENERALI, È DISPOSTO A UN CESSATE IL FUOCO IN LIBANO A PATTO DI AVERE MANO LIBERA PER IMPEDIRE CHE HEZBOLLAH SI RIARMI O SI RIPOSIZIONI SUL CONFINE ISRAELIANO. MA È IMPROBABILE CHE BEIRUT E LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE ACCETTINO LE RICHIESTE – IL SEGRETARIO DI STATO USA, ANTONY BLINKEN, TORNA IN ISRAELE E TENTA L'ENNESIMA MEDIAZIONE: PIÙ POTERI ALL’UNIFIL, CON L’AUTORITA’ DI PERQUISIRE CASE E AVAMPOSTI...

'PIANO USA, HEZBOLLAH LONTANO DA CONFINE, POTERI A UNIFIL'

ANTONY BLINKEN - BENJAMIN NETANYAHU

(ANSA) - L'inviato americano Hochstein, da ieri a Beirut, ha presentato una proposta per arrivare al cessate il fuoco in Libano, del piano parlerà il segretario Usa Antony Blinken che arriverà oggi in Israele. Lo riferisce la tv Kan.

 

Il quotidiano libanese al Akhbar, vicino a Hezbollah, riporta il documento Usa: "Lo scopo è impedire qualsiasi presenza armata nelle zone libanesi e nei villaggi vicini al confine", ossia espandere l'area dove non ci sarà la presenza di Hezbollah a qualche chilometro oltre il fiume Litani. L'Unifil verrà rafforzato e avrà l'autorità di perquisire case, veicoli o avamposti sospettati di contenere armi.

 

LIBANO, LA MOSSA DI BIBI E DEI GENERALI: SÌ A UN CESSATE IL FUOCO ALLE NOSTRE CONDIZIONI

Estratto dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

benjamin netanyahu

La risoluzione 1701 suona troppo tecnica per il gergo aggressivo dei militari. Così la fonte nello stato maggiore aggiunge subito: «Per noi potrebbe anche funzionare, ma deve avere i denti». A mordere sarebbe lo stesso esercito israeliano. È questa la proposta che Benjamin Netanyahu sta portando avanti per lasciare aria alla diplomazia, mentre l’offensiva in Libano toglie l’ossigeno a Hezbollah, anche quello finanziario con i bombardamenti sulle sedi della sua «banca» a Beirut.

 

I portavoce delle forze israeliane accusano il movimento di possedere un bunker sotto a un ospedale con 500 milioni dollari in oro e contanti e avvertono di evacuarlo.

 

netanyahu meme by carli

Su come raggiungere un cessate il fuoco che permetta il ritorno nel Nord del Paese degli oltre 60 mila sfollati israeliani, il primo ministro e i generali sono in sintonia: le condizioni consegnate agli americani richiedono la possibilità — scrive Axios — d’intervenire e impedire che il gruppo sciita si riarmi o si riposizioni sul confine, oltre alla libertà di operazione, ovvero di raid, per i jet nei cieli libanesi. È improbabile che il governo a Beirut e la comunità internazionale accettino le richieste.

 

Amos Hochstein, inviato della Casa Bianca, è arrivato ieri nella capitale araba per cercare di raggiungere un’intesa e ammette che la risoluzione approvata dalle Nazioni Unite nel 2006 non basta. In qualche modo lo riconosce pure Najib Mikati, premier ad interim libanese: «Potremmo accettare nuovi patti per implementarla».

 

BOMBARDAMENTI ISRAELIANI A BEIRUT - 5- FOTO LAPRESSE -

Perché in questi 18 anni passati dai 34 giorni tra luglio e agosto — ribadiscono gli israeliani — i paramilitari non sono rimasti a Nord del fiume Litani, come prevede il documento Onu, e le loro mosse offensive non sono state bloccate né dall’esercito libanese né dalla missione Unifil. Hezbollah ieri ha bersagliato lo Stato ebraico con un centinaio di missili, uno è esploso vicino a Tel Aviv; cinque droni sono stati intercettati al largo della costa.

 

[…]

Nella regione arriva oggi anche Antony Blinken, il segretario di Stato americano: sembra l’ultimo tentativo della Casa Bianca per premere verso una pausa nei combattimenti, soprattutto nella Striscia, dove i palestinesi uccisi sono quasi 43 mila e la situazione umanitaria nel Nord è catastrofica.

 

ANTONY BLINKEN - BENJAMIN NETANYAHU

Fonti di Hamas dicono all’emittente Al Jazeera , di proprietà del Qatar, che «una donna ostaggio è morta in quelle aree». Blinken discuterà anche della risposta israeliana all’attacco missilistico iraniano che sarebbe «pronta».

 

Netanyahu – scrive Haaretz – ha cercato in questi giorni di rassicurare le diplomazie internazionali: l’incursione massiccia dell’esercito iniziata due settimane fa non punta a spingere con la forza la popolazione di Gaza verso il Sud del territorio. Il problema è che allo stesso tempo ministri nel suo governo, e qualcuno del suo partito, a pochi chilometri dalla Striscia hanno celebrato il progetto per la ricostruzione delle colonie evacuate su ordine di Ariel Sharon nel 2005.

benjamin netanyahu - discorso onu

bombardamenti israeliani a beirut 6 foto lapresse

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)