lobbisti ue bruxelles lobbying

A BRUXELLES A COMANDARE NON SONO GLI EURODEPUTATI, MA I LORO ASSISTENTI – L'INCHIESTA QATARGATE HA SVELATO IL POTERE DEI COLLABORATORI PARLAMENTARI, COME ANDREA GIORGI, CHE LAVORAVA PER IL DEM COZZOLINO. È A LORO CHE SI RIVOLGONO I LOBBISTI E GLI AGENTI DI STATI EXTRA-UE CHE POPOLANO I PALAZZI EUROPEI – E AGLI EX EURODEPUTATI, COME PIER ANTONIO PANZERI, RESTANO APERTE TUTTE LE PORTE, SENZA ALCUN CONTROLLO…

Estratto dell'articolo di Gabriele Rosana per “Il Messaggero”

 

antonio panzeri

Il badge che apre tutte le porte è per sempre. Al termine del mandato da eurodeputati, gli ex conservano il tesserino identificativo blu notte che continua a mantenere la propria validità senza scadenza. E a consentire loro di accedere liberamente ai palazzi dell'Eurocamera, a Bruxelles come a Strasburgo, senza doversi registrare né dover segnalare il proprio arrivo. [...]

 

È il destino degli ex europarlamentari diventati lobbisti, che attraversano le porte girevoli facendo leva sulla propria rete di contatti. È così che, nei capannelli bipartisan di fronte all'aula plenaria, al termine del voto di mezzogiorno che ha destituito la greca Eva Kaili dalla vicepresidenza, c'è chi ricorda le chiamate con insistenza e le richieste di appuntamento da parte di Pier Antonio Panzeri. Pressioni in particolare nei confronti di quegli eletti molti italiani che siedono nelle delegazioni parlamentari con i Paesi del Golfo e del Maghreb, o che si occupano, a vario titolo, di politica estera e diritti umani.

 

IL VASO DI PANDORA

PARLAMENTO EUROPEO VOTAZIONE

Insomma, l'inchiesta della magistratura belga scoperchia il vaso di Pandora di un Parlamento che è «fisiologicamente iper-penetrabile» (parola di un diplomatico di lungo corso), un sottobosco popolato da personaggi poco noti ai più. Da lobbisti e rappresentanti di interessi organizzati, anzitutto, la cui figura è disciplinata dal registro Ue per la trasparenza.

 

Più che i deputati Ue, però, i loro interlocutori privilegiati, quando si abbandonano i convenevoli e si entra nel vivo della discussione tecnica, sono le schiere di assistenti e collaboratori parlamentari. Non semplici portaborse come vorrebbe la vulgata, ma veri e propri consiglieri politici spesso altamente specializzati sui dossier.

LOBBISTI

 

E che all'Eurocamera costruiscono vere e proprie carriere, passando dagli uffici di diretta collaborazione degli eurodeputati, talvolta anche di diversa appartenenza politica (è prassi diffusa che siano reclutati direttamente a Bruxelles, senza arrivare dai territori) fino al segretariato del gruppo politico e, quindi, all'amministrazione del Parlamento. Insomma, non sorprende che, per il potere spesso accentrato, alcuni di loro vengano talvolta considerati degli eurodeputati-ombra.

 

EVA KAILI FRANCESCO GIORGI

Ma accanto ai binari classici ci sono anche contatti meno trasparenti, che fuggono agli stessi obblighi di pubblicità. Sono i rappresentanti dei governi extra-Ue e gli agenti stranieri che si aggirano per i corridoi di Bruxelles e Strasburgo facendo leva sul loro status diplomatico per agire, sostanzialmente, nell'ombra. [...]

 

francesco giorgi

Accanto alle lobby più o meno strutturate si espande anche tutto un universo di piattaforme informali che servono a fare rete, e che vengono attivate all'occorrenza. È il caso, ad esempio, del gruppo di amicizia con il Qatar, un raggruppamento di una dozzina di europarlamentari i cui nomi campeggiano ancora sul sito Internet dell'ambasciata di Doha a Bruxelles. Costituito nel 2019, a inizio legislatura, tuttavia, non si sarebbe mai riunito né avrebbe svolto attività in concreto, anche se non sono mancati inviti a buffet da parte degli emissari qatarioti. Che a svariati parlamentari avrebbero pure promesso biglietti gratis per assistere al Mondiale. Ieri mattina il gruppo di amicizia è stato sospeso «finché non sarà fatta chiarezza sulla vicenda» delle presunte mazzette degli emiri [...]

PARLAMENTO EUROPEO VOTAZIONELOBBISTI 1banconote sequestrate a pier antonio panzeri e eva kaili 1Eva Kaili Francesco Giorgi Niccolo Figa-Talamanca Pier Antonio Panzeri

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…