giorgia meloni pm magistrati magistrato

SUL CASO ALBANIA LE TOGHE PRENDONO TEMPO – LA PROCURA GENERALE DELLA CASSAZIONE CHIEDE DI ATTENDERE IL VERDETTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA PRIMA DI PRONUNCIARSI SULLA QUESTIONE DEI “PAESI SICURI”, DOVE RISPEDIRE I MIGRANTI SBARCATI IRREGOLARMENTE IN ITALIA – IL VIMINALE AVEVA PRESENTATO RICORSO DOPO CHE I TRATTENIMENTI NON ERANO STATI CONVALIDATI DAL TRIBUNALE DI ROMA. E DOMANI È PREVISTA L’UDIENZA AL “PALAZZACCIO” – PER I SOSTITUTI PROCURATORI È MEGLIO ASPETTARE UN GIUDIZIO “SUPERIORE”, ANZICHÉ DECIDERE CON IL RISCHIO DI ESSERE POI SMENTITI…

Estratto dell’articolo di Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

PALAZZO DELLA CORTE DI CASSAZIONE - PALAZZACCIO

Meglio aspettare un giudizio «superiore» anziché decidere con il rischio di essere successivamente smentiti. A questa conclusione è giunta la Procura generale della Corte di cassazione in vista dell’udienza di domani al «palazzaccio» di piazza Cavour, davanti ai giudici della prima Sezione civile, sulla questione dei cosiddetti «Paesi sicuri» dove rispedire i migranti sbarcati irregolarmente in Italia. Della quale altri magistrati hanno già investito la Cgue, vale a dire la Corte di Giustizia dell’Unione europea con sede a Lussemburgo.

 

centro migranti DI GJADER IN ALBANIA

Di qui la richiesta dei sostituti procuratori generali Luisa De Renzis e Anna Maria Soldi, sintetizzata nelle ultime righe della requisitoria depositata agli atti: «Voler sospendere il presente giudizio sino all’esito del procedimento pendente dinanzi alla Cgue».

 

Tutto è cominciato un mese e mezzo fa, quando la Sezione immigrazione del tribunale di Roma non ha convalidato il trattenimento nel Centro di permanenza albanese di otto migranti provenienti da Bangladesh ed Egitto, «in applicazione dei principi vincolanti enunciati dalla recente pronuncia della Cgue del 4 ottobre 2024».

 

giorgia meloni - migranti albania - vignetta altan

Un provvedimento, quello dei giudici romani, contestato da governo e maggioranza, prima con gli sferzanti commenti della premier Giorgia Meloni e dei suoi vice Matteo Salvini e Antonio Tajani nei confronti dei magistrati accusati di fare opposizione politica, e poi con il ricorso in Cassazione da parte del ministero dell’Interno.

 

Secondo l’Avvocatura dello Stato, che s’è mossa per conto del Viminale, il tribunale aveva interpretato in maniera non corretta sia le norme europee che quelle nazionali, alla luce di una sentenza (proprio quella del 4 ottobre della Corte di Lussemburgo) che non si poteva applicare ai casi in esame.

 

La Cgue, infatti, aveva preso in considerazione «porzioni di territorio» di un Paese (nello specifico la Moldavia) per considerarlo non sicuro, mentre i giudici di Roma (come altri di altre città avevano già fatto prima) hanno esteso quella distinzione anche ad alcune categorie di persone: se c’è il rischio di subire trattamenti persecutori per ragioni politiche, religiose, sessuali o altro, quel Paese (compresi Bangladesh ed Egitto, a differenza di quanto sostenuto dal governo italiano) non può essere ritenuto sicuro; si deve valutare la situazione di ogni richiedente asilo e quindi non si può applicare la procedura accelerata di rimpatrio.

Su questa interpretazione è chiamata a decidere la Cassazione, e in vista dell’udienza di domani — dove prenderanno la parola anche gli avvocati dello Stato e dei migranti coinvolti nella vicenda, rientrati in Italia dopo il decreto del tribunale — la Procura generale ha detto la sua.

 

giorgia meloni carlo nordio

Prendendo una posizione interlocutoria: aspettiamo prima di decidere. Sostiene infatti l’ufficio dei pubblici ministeri che la sentenza del 4 ottobre non esclude, ma nemmeno dà per scontata, «una sostanziale equiparazione tra l’insicurezza geografica e quella per categorie soggettive».

 

Tuttavia «le eccezioni personali (o meglio per categorie di persone) non hanno formato oggetto specifico della decisione della Cgue, e non sono state ancora compiutamente esaminate quanto alla loro incidenza sulla nozione di Paese sicuro». […]

ALBANIA QUI NON E HOLLYWOOD - MEMELA QUESTIONE MIGRANTI IN ALBANIA SPIEGATA DA NATANGELO

Ultimi Dagoreport

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…

donald trump nato iran

DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO TANICHE DI CAFFÈ E MALOOX: IL TYCOON RIBADIRÀ IL SUO “DISGUSTO” PER I PARTNER DELLA NATO, MINACCIANDO DI NUOVO L’USCITA DEGLI STATI UNITI (“A NOI L’ALLEANZA NON SERVE, CI PROTEGGIAMO DA SOLI”), E POI ANNUNCERÀ LA VITTORIA SULL’IRAN – SE VUOLE SALVARSI LE CHIAPPONE, IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DEVE FARE UN PASSO INDIETRO E RITIRARSI DAL MEDIORIENTE, PROCLAMANDO DI AVER ANNIENTATO GLI AYATOLLAH, IL LORO NUCLEARE E LA LORO MINACCIA. TUTTE CAZZATE: IL REGIME È PIÙ VIVO E INCAZZATO CHE MAI, E TIENE IL MONDO PER LE PALLE CON LA MINACCIA CONTINUA SULLO STRETTO DI HORMUZ…

sigonella donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE CACCIA AMERICANI A SIGONELLA, HA SBAGLIATO DI GROSSO: IL NERONE DI MAR-A-LAGO È STATO MOLTO INDULGENTE CON GIORGIA MELONI. E TE CREDO: A FURIA DI MINACCE, ULTIMATUM E BULLISMO, S’È GIOCATO IL FAVORE DI TUTTI I LEADER UE. SFANCULARE ANCHE LA “TRUMPETTA” AVREBBE SIGNIFICATO RIMANERE SOLO CON L’AUTOCRATE ORBAN (CHE TRA DUE SETTIMANE RISCHIA IL PRE-PENSIONAMENTO DA PARTE DEGLI ELETTORI) – IL DRONE-SPIA ANDATO E TORNATO DA HORMUZ IL 20 MARZO E LA “FORZATURA” DI VENERDÌ SCORSO: COSA È SUCCESSO NEI CIELI DELLA SICILIA…

sigonella trump meloni crosetto

DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA È UN ULTERIORE PASSETTINO PER PRENDERE LE DISTANZE DALL'INFERNALE TRUMP - LA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" ANCORA 'GNA FA' A MANDARLO DEFINITIVAMENTE AL DIAVOLO E SI BARCAMENA: "IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI USA RIMANE SOLIDO" - MA CON LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA, IL GOVERNO MELONI RISCHIA DI SALTARE IN ARIA IL GOVERNO, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…