colt ar 15

CESSATE IL FUOCO - COLT, IL PIÙ ANTICO TRA I COSTRUTTORI STATUNITENSI DI ARMI D'ASSALTO, HA DECISO DI FERMARE LE VENDITE AI CIVILI DEL SUO POPOLARE “AR-15”, IL FUCILE DELLE STRAGI - NON SOLO SENSO CIVIO: DOPO AVER PIAZZATO NEL MERCATO UNDICI DEI QUINDICI MILIONI DI ARMI D'ASSALTO CHE CIRCOLANO NEGLI USA, LE VENDITE SOFFRONO L'EFFETTO DELLA SATURAZIONE…

Flavio Pompetti per “il Messaggero”

LOGO COLT

 

Colt, il più antico tra i costruttori statunitensi di armi d'assalto, ha deciso di fermare le vendite dei suoi popolari AR-15 ai civili. La mitragliatrice sarà prodotta d'ora in avanti solo per le forniture militari, ma scomparirà dai negozi e dalle fiere che fino ad ora l'hanno esibita sui banchi, e offerta ai propri clienti, dai diciotto anni in su.

 

L'ANNUNCIO

L'annuncio fatto ieri dall'amministratore dell'azienda centenaria Dennis Veilleux è in linea con la risposta che molti dei negozi al dettaglio hanno adottato negli ultimi anni, via via che il numero di morti nelle stragi spesso causate dall'AR-15 e da altre armi simili cresceva. Colt erano le mitragliatrici che hanno aperto il fuoco nella scuola di Sanndy Hook nel Natale del 2012, così come in quella di Parkland in Florida a febbraio del 2018, e al concerto di Las Vegas l'anno precedente.

 

COLT AR 15

La più grande catena di supermercati: Walmart, li ha già ritirati dagli scaffali cinque anni fa. All'inizio di settembre, dopo le sparatorie a El Paso e a Dayton che hanno mietuto tra l'altro la vita di due dei suoi dipendenti, Wallmart ha anche cessato la vendita di pistole a canna corta e di munizioni per armi a ripetizione. Tutto quello che si può comprare oggi in uno dei loro supermercati sono fucili da caccia.

 

MOTIVAZIONI

L'azienda ha anche iniziato a chiedere ai clienti che posseggono un permesso di esibire a vista un arma, di consegnarla all'ingresso del negozio e di ritirarla all'uscita, in modo da identificare più facilmente chi gira tra i corridoi e gli scaffali con cattive intenzioni.

Le motivazioni che hanno spinto la Colt a prendere la decisione sono invece di tutt'altra natura. Dopo aver piazzato nel mercato civile undici dei quindici milioni di armi d'assalto che circolano negli Usa, le vendite soffrono l'effetto della saturazione.

COLT AR 15

 

Gli acquirenti sono diminuiti su scala nazionale, molti in seguito alla vergogna e al sospetto che ormai vengono associati al possesso di un mitragliatrice. L'equazione economica per continuare a distribuirle al dettaglio non funziona più, mentre la Colt può contare ancora su commesse militari.

 

«Se verrò eletto presidente, provvederò a sequestrare gli AR 15 e gli AK 47 in circolazione» ha promesso l'aspirante democratico alla presidenza Beto O'Rourke. La promessa ha suscitato un autentico furore tra gli elettori conservatori che sono schierati a difesa del diritto di possedere armi. La costituzione non conferisce al momento una tale autorità, nemmeno al presidente, e l'idea della confisca stuzzica le teorie complottistiche che vedrebbero il governo intenzionato a disarmare la popolazione, per poi soggiogarla ad un regime illiberale.

 

COLT AR 15

PROPOSTE

Le proposte più moderate di alcuni degli altri candidati democratici parlano di un incentivo alla rottamazione nella forma del riacquisto, quando un proprietario sceglie volontariamente di liberarsi dell'arma. Non è nemmeno certo che il calo degli acquisisti di AR 15 in casa Colt dipenda dalla disaffezione dei clienti. Qualcuno sottolinea che sono i problemi di qualità. Sta di fatto che nel giorno in cui la casa di Hartford, nel Connecticut, ha lanciato lo storico annuncio, due delle principali concorrenti nella fabbricazione di automatiche d'assalto: Sturm Ruger and Co. E Smith & Wesson, hanno entrambe visto i propri titoli azionari crescere di valore in borsa.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…