yacoob, il figlio del mullah omar 2

CHI SARA' IL NUOVO CAPO IN AFGHANISTAN? IL NUOVO EMIRO VOLUTO DAI TALEBANI POTREBBE ESSERE YAQOOB, TRENTENNE FIGLIO DEL MULLAH OMAR, CHE HA GUIDATO L'OFFENSIVA, ANCHE SE LA GERARCHIA INTERNA PER ORA RICONOSCE COME CAPO HIBATULLAH AKHUNDZADA, NOTO PER LA SUA DEDIZIONE ALLA RELIGIONE - MA IL LEADER AFGANO HA CONTRATTO IL COVID E...

Francesco Boezi per Insideover.com

 

Yacoob, il figlio del Mullah Omar

La sua storia suona un po’ come quel consiglio dato da Al Pacino ne L’Avvocato del Diavolo al giovane Keanu Reeves, l’indicazione per cui è meglio “arrivare” senza farsi sentire, in modo che nessuno se ne accorga e che tutto il potenziale rimanga nascosto. Solo che questa non è finzione, ma cruda e drammatica realtà.

 

L’uomo che sta guidando l’offensiva dei talebani in Afghanistan, il signore della guerra che anima la fulminea riconquista di tutte le province da parte degli islamisti, si chiama Yaqoob, trentenne figlio d’arte, per così dire, che presiede la commissione militare dei jihadisti. Le cronache internazionali sono da tempo in grado di disegnare un profilo di questo leader, che è in ascesa. Almeno dal punto di vista formale, però, il figlio del Mullah Omar non dovrebbe essere il vero e proprio vertice dell’organizzazione dei fondamentalisti. Ma oltre la forma, appunto, c’è la sostanza.

 

Yacoob, il figlio del Mullah Omar 2

Hibatullah Akhundzada, che è conosciuto per alcune peculiari caratteristiche per lo più legate alla religione, oltre che politiche in senso stretto, sarebbe il capo del talid, mentre Yaqoob, che si è fatto le ossa in Pakistan, prima di prendere le redini delle forze armate, tecnicamente sarebbe il vice. Rispetto al giovane trentenne, Akhundzada è il portatore di un’immagine meno decisionista e meno combattiva in questa fase. Questo non significa che Akhundzada sia un pacifista, intendiamoci. Ma il figlio del mullah Omar rischia di diventare in breve tempo un leader eletto per acclamazione per la facilità con cui i talebani si sono ripresi l’Afghanistan. E per questo il condizionale su chi sia il vertice degli islamisti diviene d’obbligo.

 

Hibatullah Akhundzada

Riguardo la gerarchia interna dei talebani, del resto, emerge spesso qualche mistero o qualche forma di dubbio. Yaqoob è nella condizione di rivendicare buona parte dei “meriti” per quello che l’Occidente non può che considerare una tragedia, ossia l’avanzata dei talebani che si sta consumando in queste ore, con la sempre più probabile capitolazione di Kabul a svolgere la funzione di finale di una scenografia disastrosa. Un fallimento occidentale aggravato pure da quanto messo in campo, per ben vent’anni, da Stati Uniti ed Italia, ma anche da Regno Unito e Germania in termini economici.

 

Haibatullah Akhundzada

Ma perché tutto questo spazio concesso a Yaqoob? Hibatullah Akhundzada, come si legge ad esempio sul sito dell’Ispi, è stato contagiato dal SarsCov2. Da quel momento in poi, la leadership del comandante in capo, oltre che della massima autorità religiosa, sarebbe stata messa in discussione. Non tanto per la malattia in sé, quanto magari per gli strascichi che può comportare: in questi anni pandemici, abbiamo preso confidenza anche con l’espressione long-Covid, ossia con le conseguenze che il virus che ha sconvolto il pianeta può lasciare sul lungo periodo. Ecco, il vertice dei talebani potrebbe esserne una “vittima” di quella “sindrome”, con tutto quello che ne consegue.

 

Mullah Omar

Come ripercorso sempre dalla fonte appena citata, sembra che, dopo essere stato istruito in Pakistan, Yaqoob abbia avuto bisogno della “raccomandazione” della sua nazione adottiva, per fare il gran rientro. Altre fonti annotano un ruolo che sarebbe stato esercitato persino dall’Arabia Saudita. Il suo atteggiamento può stupire: una volta compreso di aver vinto, Yaqoob ha sostanzialmente fatto presente come i talebani siano disposti ad evitare rappresaglie nei confronti di chi sta lasciando l’Afghanistan. Si tratta dell’urgenza con cui si sta misurando l’Occidente, con le evacuazioni in corso e tutto il resto.

 

mullah omar 4

Possibile che già nel corso delle prossime settimane il mondo sia in grado di conoscere il nome del nuovo “emiro”, perché quella è la forma di Stato che i talebani hanno in mente. Stando così le cose, non bisognerebbe stupirsi molto se quel nome corrispondesse a quello del figlio del mullah Omar.

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