morgan polizia milano crimini criminalita

LA CLASSIFICA DEL “SOLE 24 ORE” RIBALTA I LUOGHI COMUNI SULLA DIFFUSIONE DEI CRIMINI IN ITALIA: AL PRIMO POSTO C'È MILANO, CON 7MILA DENUNCE OGNI 100MILA ABITANTI, SEGUITA DA ROMA (+11% RISPETTO AL 2022) E DA FIRENZE (PRIMATISTA PER NUMERO DI RAPINE) – NAPOLI È SOLO 12ESIMA. MA IL SINDACO MANFREDI AMMETTE: “RIMANE UNA BASSA PROPENSIONE ALLA DENUNCIA SUI PICCOLI ABUSI” – L’INCONTINENTE MORGAN IN DIFESA DI MILANO: “NON È LA CITTÀ DEL CRIMINE. BASTA STRATEGIA DELLA PAURA” (E SE LO DICE LUI CHE E' A PROCESSO PER STALKING...)

1. IL 30% DEI REATI NEI GRANDI CENTRI MILANO, ROMA, FIRENZE PIÙ COLPITE

Estratto dell’articolo di Marta Casadei e Michela Finizio per “Il Sole 24 Ore”

 

MILANO POLIZIA

Poco meno di una denuncia su tre (il 30%) nel 2023 è stata depositata nei capoluoghi delle 14 città metropolitane. Più nel dettaglio il 15% dei reati viene rilevato all’interno dei municipi di Milano e Roma. La concentrazione della delittuosità spinge i due centri metropolitani ai primi posti dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, ordinato in base al numero di denunce ogni 100mila abitanti: Milano si conferma il territorio con più denunce (7.093 ogni 100mila abitanti), seguita dalla Capitale che balza dal terzo al secondo posto con un incremento dell’11% su base annua (6.071 denunce ogni 100mila abitanti).

 

CLASSIFICA DELLA CRIMINALITA' - IL SOLE 24 ORE

Subito sotto: Firenze (3ª), Rimini (4ª), Torino (5ª), Bologna (6ª), Prato (7ª), Imperia (8ª)e Livorno (10ª). Tra le poche novità c’è Napoli (12ª) che cede il posto a Venezia (9ª) tra le prime dieci province per numero di reati registrati nel 2023.

 

L’incidenza delle città

Il peso delle aree metropolitane (e delle città più turistiche) non deve stupire: a Milano e Roma vive circa il 13% della popolazione italiane e sulla frequenza degli illeciti gioca un ruolo chiave la presenza di visitatori e city users che spesso diventano bersaglio di reati predatori, come furti o rapine, andando ad alimentare le statistiche. «Il dato di Rimini - afferma il prefetto di Rimini, Paola Cassone - è fortemente condizionato dall’incremento dei reati nel periodo estivo a causa dell’afflusso di persone in Riviera, a cui si affianca il forte senso civico dei romagnoli».

 

Milano è prima, tra le 106 province mappate dai dati del dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno, in particolare per numero di furti denunciati in rapporto alla popolazione, seconda per rapine, terza per violenze sessuali e quinta per reati connessi agli stupefacenti.

 

beppe sala

Nel complesso, i reati denunciati nell’area metropolitana sono in lieve aumento: +4,9% rispetto al pre Covid. Il 2 ottobre 2023, quasi un anno fa, il sindaco Beppe Sala ha nominato l’ex capo della Polizia, Franco Gabrielli, a delegato per la sicurezza e la coesione sociale e proprio in queste ore il capoluogo lombardo sta discutendo sul possibile cambio del Comandante della Polizia locale.  […]

 

Dietro al balzo di Roma (+11% anno su anno, +16,7% rispetto al 2019), invece, giocano un ruolo la crescente criminalità predatoria e i fenomeni correlati al degrado urbano (si veda l’intervista a destra): la Capitale quest’anno raggiunge il secondo posto per numero di furti (con 3.465 denunce ogni 100mila abitanti), in crescita del 17% su base annua; nel 2023 le rapine in pubblica via sono aumentate del 24% rispetto al 2022; per i reati connessi a traffico e spaccio di stupefacenti, la Capitale segue a stretto giro il primato di La Spezia.

 

roberto gualtieri foto mezzelani gmt 097

I numeri vanno comunque messi in prospettiva, osservando l’andamento storico delle denunce nella Capitale: il recupero della criminalità dopo “l’interruzione pandemica” sta tornando ai livelli del 2017-2018, ma resta comunque lontano dai volumi di denunce del decennio precedente.

 

L’aumento delle rapine, in particolare, pesa su molte grandi città. La turistica Firenze diventa maglia nera per denunce di rapina (136 ogni mille abitanti): quelle in pubblica via - 1.034 episodi nel 2023 - sono cresciute del 56% solo nell’ultimo anno. […]

 

Le reazioni dei territori

Tra le province con la più elevata incidenza di denunce depositate nel comune capoluogo rispetto all’area extra urbana spiccano Trieste (87%), Prato (83%), Genova (81%) e Roma (80%). A Milano e Rimini il capoluogo è responsabile rispettivamente del 63% e del 60%, mentre, per esempio, a Napoli le denunce in città sono poco più del 43% del totale: circa la metà rispetto al “peso” della Capitale sull’area metropolitana di Roma.

 

polizia municipale milano

«Nel caso di Napoli città, la maggior parte degli eventi delittuosi sono di origine criminale, nascono in ambienti organici alla malavita organizzata - commenta Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli - . I reati più violenti sono dovuti a una circolazione troppo facile delle armi e su questo fronte, occorre fare di più in termini di controlli preventivi. Ho chiesto e ottenuto dal Governo un maggiore coordinamento tra le forze di polizia sul territorio, con l’invio di ulteriori risorse umane da utilizzare in tal senso. I primi risultati, soprattutto in alcune zone, si stanno ottenendo».

 

Rimane, però una bassa propensione alla denuncia «sui piccoli abusi, dal parcheggiatore al conferimento scorretto dei rifiuti. Ciò attiene all’educazione civica, su questo ci stiamo adoperando molto coinvolgendo l’associazionismo, i comitati, la libera impresa: i reati diminuiscono quando i cittadini si appropriano nel modo giusto degli spazi pubblici senza prevaricazione ma con la partecipazione», chiosa Manfredi. […]

 

2. MORGAN DIFENDE MILANO: "NON È CITTÀ DELLA CRIMINALITÀ, BASTA STRATEGIA DELLA PAURA"

Estratto dell’articolo di www.adnkronos.com

 

morgan

"Sono un'artista e giro spesso la notte: nella mia esperienza, Milano non è certo la città dello scippo, dell'accoltellamento o della sparatoria. Bisogna smetterla con questa strategia della paura". Così Morgan Castoldi, in arte Morgan, commenta all'Adnkronos la classifica del Sole 24Ore, secondo cui Milano si conferma la città con il maggior numero di reati denunciati nel 2023.

 

"Non voglio negare che ci siano episodi di criminalità, ma non ho mai vissuto esperienze simili, quindi non posso dire di riscontrarle personalmente. Vivo in un quartiere non centrale, abitato prevalentemente da stranieri, ma non è mai accaduto nulla di rilevante in termini di sicurezza", afferma Morgan. "Mi sorprende, sinceramente, sentir dire che Milano sia considerata una delle città più pericolose. Nella mia percezione, Milano è una città ordinata, pulita, con molti pregi rispetto a tante altre città italiane. Trovo strano che abbia questa cattiva reputazione".

 

morgan

Secondo l'artista, il problema è semmai all'opposto. "Milano ha un grande potenziale per essere più vivace. Creare un allarme continuo peggiora soltanto la situazione. Bisognerebbe promuovere un approccio positivo alla vita, incentivare le relazioni sociali, uscire di più e abbandonare le paure. Restare chiusi in casa per timore – aggiunge – non fa altro che peggiorare le cose. Dobbiamo imparare a uscire, conoscere nuove persone, fare gruppo e scoprire luoghi mai visitati. Solo così possiamo evolverci socialmente".

 

Se si continua a propagare la paura, spiega, la città rischia di deprimersi e implodere su se stessa. "Non vedo una vera gioia di vivere. Mancano eventi e opportunità per incontrarsi. Mi ricordo che negli anni '80 e '90 c'erano tanti locali dove si suonava musica dal vivo la sera. Oggi, invece, sono pochissimi. Questo clima negativo che si associa alla vita pubblica è ciò che soffoca Milano".

 

morgan 8

[...] Per Morgan, continuare a diffondere l'idea che Milano sia pericolosa non fa che peggiorare la situazione. "La gente, già restia a uscire, si barricherà in casa ancora di più. Io esco di notte e non ho mai avuto timore. Milano è una città tecnologicamente avanzata, piena di telecamere che garantiscono sicurezza. Dire che sia pericolosa mi sembra più una strategia della paura che una realtà".

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…