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COL TRATTORE IN TANGENZIALE, ANDIAMO A INSTAGRAMMARE - COSTANZA BERTUZZI È LA PRIMA INFLUENCER "AGRICOLA" D'ITALIA: "LE PALLE CHE HO IO PER LAVORARE QUESTI CAMPI, NON LE HA NESSUN ALTRO SUI SOCIAL. C’È ALLE SPALLE TANTA FATICA, CHE SPESSO LA GENTE NON VEDE" - "LE MIE AMICHE FANNO SERATA O VANNO A FARE SHOPPING. IO PREFERISCO ANDARE A UNA FESTA CON I TRATTORISTI DI PARMA" - "SE SUL MIO PROFILO CI SONO FOTO UN PO’ PIÙ SCOLLATE, È PERCHÉ IO DAVVERO LAVORO IN CANOTTIERA…"

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Riccardo Canaletti per www.mowmag.it

 

Lei ha scelto di lavorare nel settore agricolo e niente può farle cambiare idee. "La passione è nata insieme a me". Costanza Bertuzzi si sveglia ogni mattina presto e va a dormire tardi, "lo adoro", e di fare shopping neanche la minima voglia: "preferisco le serata con i Trattoristi di Parma". Vi presentiamo Stormy, la prima influencer di trattori italiana

 

Il mondo social ha partorito nel corso degli anni influencer di ogni tipo, con una tendenza sempre crescente a fare emergere i soliti contenuti: moda, spettacoli, qualche volta (raramente) libri. Ma non tutte le influencer amano fare shopping e usano la loro vita pubblica per consigliarti abiti e trucchi. C’è chi, per esempio, ti parlerà con cognizione di causa e professionalità di trattori. Avete capito bene.

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Se eravate convinti che fosse un mondo per soli uomini, dovrete ricredervi, perché Costanza Bertuzzi (Stormy) non è una parvenu del settore agricolo, ma una ragazza che si è fatta le ossa e non ha mai chiesto sconti. Non vuole fare altro nella vita, non le interessano soldi, notorietà o vacanze incredibili. Voleva che quel mondo che la lega ai suoi genitori fin dall’infanzia, fosse anche il suo. Ed è ora una protagonista del settore, soprattutto sui social, dove è una delle poche che può vantare oltre 60mila follower e tantissime collaborazioni con aziende serie del settore. Costanza Bertuzzi è la prima vera influencer dei trattori e noi le abbiamo fatto qualche domanda.

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Chi è Costanza Bertuzzi?

Una ragazza che ha sempre sognato di lavorare in un’azienda agricola, fin da piccola, e ho lavorato in due aziende importanti. Nella prima azienda mi hanno aiutato molto e mi hanno sempre spiegato la loro maniera di lavorare, e questo l’ho apprezzato davvero tantissimo. Però dove lavoro ora mi hanno lasciata davvero libera. Quando mi sono presentata gli ho detto: “Voglio imparare a guidare il trattore qua”, con campi solo in pendenza e trattori non così moderni che poi tu, alla fine, fai molto poco.

 

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Già lavoravo in stalla, con altri allevatori, e loro mi hanno semplicemente mandato in un campo non pianeggiante e man mano in campi sempre più difficile. Ora sono in grado di cavarmela su tutti i tipi di campo, anche quando si tratta di portare avanti lavori più complicati. Vengo tutti i giorni a lavoro, con orari che cambiano in base a quello che c’è da fare, e amo essere qui. In due parole? Sono una persona che ha realizzato il proprio sogno.

 

Il sogno di lavorare nel settore agricolo. Non è da tutti. Com’è nata questa passione?

 

Ce l’ho fin da quand’ero piccola. Direi che è nata con me. Ho iniziato a lavorare con i telescopici, a spostare dei balloni, cose così, finché non sono arrivata a guidare trattori da 400 cavalli. I trattori più potenti di così, da noi, non possono andare per strada.

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Le altre ragazze cosa ti dicevano?

Io ho studiato lingue, perché volevo conoscere qualcosa in più fuori dal mio settore. E le lingue mi rende molto felice, perché mi permette di cavarmela sotto molti aspetti. Puoi capire che avevo una classe quasi solo di femmine e le ragazze che facevano lingue con me ora fanno tutt’altro. Per me è molto difficile avere amiche femmine in generale. Perché non ho molto tempo da dedicare. Se ho una serata libera, preferisco andare a una festa con i trattoristi di Parma, che è una compagnia della mia zona di agricoltori, oppure fare una cosa aderente a quello che faccio. Le mie amiche fanno serata o vanno a fare shopping, ma io non sono proprio il tipo.

 

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E invece che mi dici delle altre ragazze che lavoro nel tuo stesso settore (se ci sono)?

Non ne parliamo. C’è tantissima invidia, come in altri ambienti, è c’è tanta voglia di scavalcare gli altri anche denigrandoli. Essendo una delle più seguita in Italia, mi è capitato più di una volta di vedere storie in cui facevano delle frecciatine nei miei confronti, solo per sperare che io rispondessi, così da ricever pubblicità o da cogliermi nel torto. Poi c’è anche di peggio, come le ragazze che si fanno le foto con il trattore del moroso, solo per inserirsi in questo settore, perché hanno capito che la concorrenza è poca.

 

Qual è secondo te la cosa che ti distingue dalle altre?

Le palle che ho io per lavorare questi campi, non le ha nessun altro sui social. Le altre lavorano quasi tutte in pianura o con trattori molto più facili da usare. I trattori satellitari vanno da soli, alcuni hanno anche la manovra assistita. Io qua vado su e già per le pendenze. Ma non è solo questo. C’è alle spalle tanta fatica, che spesso la gente non vede, ma che poi dà questi risultati. Perché è difficile lavorare qui. Non abbiamo la possibilità di irrigare, di coltivare certe colture, ci sono tante difficoltà. Se un anno fa secco, in pianura vanno a irrigare, qua ci attacchiamo e la stagione va male. Serve tanta forza, anche di carattere.

 

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Quanto pensi che abbia inciso il tuo aspetto nel diventare un’influencer?

Purtroppo dico tanto. Tante persone guardano solo questo. E infatti vanno a seguire quelle che si fanno le foto tanto per farle, mezze nude di fronte a un trattore, mentre io posto foto di quando lavoro sul serio. Purtroppo è un settore di persone spesso ignoranti, soprattutto tra gli uomini. Fanno ancora i calendari con le donne nude da appendere in officina, per dirti.

 

A te hanno mai chiesto di fare un calendario?

Sì, ma non ho mai accettato. Io non farò mai cose del genere. Se sul mio profilo ci sono foto un po’ più scollate, è perché io davvero lavoro in canottiera, perché sudo, ho caldo, o mi sto spezzando la schiena. Poi ci possono essere foto in vacanza, ma sono immagini che scatto da sola e scelgo io se pubblicarle. Ma quando vado, per esempio, alle fiere, sono tra le più coperte.

 

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In quante siete sui social a fare quello che fai tu?

Letteralmente in tre, almeno che conosco di persone. Le altre sono spesso fatte con lo stampino, e lo fanno per entrare nel giro ma quando ci discuti capisci che non sanno niente del settore. Mi dà molto fastidio, perché passa l’idea che le donne sul trattore sia lì solo per farsi qualche foto, ma non lavora.

 

Tu fai anche tante collaborazioni esterne, come ti trovi?

Benissimo. Ho lavorato sia con aziende italiane che internazionali, e mi sono trovata davvero benissimo. Sono molto serie. Alcune potrebbero non esserlo, ma non mi è mai capitato.

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Pagano bene?

Mi hanno offerto soldi più di una volta, ma io non li ho mai accettati. Se devo avere un impegno effettivo, e mi mangio una giornata di lavoro, allora ci sta un rimborso, ma altrimenti io lo faccio senza chiedere nulla. Anche perché comunque si istaurano dei bei rapporti e magari ti mandano anche dei pacchi con cambi o merchandising.

 

Davvero non chiedi niente?

È un settore che sta nascendo. Io non voglio farmi foto e basta. Io amo il mio lavoro e nella vita non sono un’influencer. Se posso dare una mano al settore, la do, ma puntano sulle relazioni e le collaborazioni anche umane.

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Hai intenzione di metterti in proprio in futuro?

No. Di mettermi in società direi di sì. Ma di aprire un’azienda mia no, soprattutto ora. Non è una cosa che può andare. Essendo in questo settore da un po’, vedo le ingiustizie che ci sono e sarebbe iniziare solo per andarci in perdere. Mi piace dove sono e quello che faccio. Sto bene ad alzarmi presto la mattina e andare a letto tardi la sera, sto bene andare a lavoro e sostituire i colleghi e non me ne andrei mai.

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