lisa gabriele maurizio abate

COLD CASE ALLA COSENTINA – A 17 ANNI DALL’OMICIDIO DI LISA GABRIELE, I CARABINIERI HANNO ARRESTATO MAURIZIO ABATE, AGENTE DELLA POLIZIA STRADALE ALL’EPOCA DEI FATTI – È ACCUSATO DI OMICIDIO DOLOSO PREMEDITATO, AGGRAVATO DAI FUTILI MOTIVI E IN CONCORSO CON UN IGNOTO – LISA GABRIELE VENNE TROVATA MORTA IN UN BOSCO ACCANTO AL CORPO DEGLI PSICOFARMACI, UNA BOTTIGLIA DI WHISKY E UN BIGLIETTO DI ADDIO. MA L’AUTOPSIA ACCERTÒ CHE NON ERA UN SUICIDIO, MA ERA STATA SOFFOCATA…

Da www.leggo.it

 

lisa gabriele

Omicidio Lisa Gabriele, arrestato l'ex poliziotto Maurizio Abate a 17 anni dal delitto. I carabinieri del Comando Compagnia di Rende (Cosenza) hanno arrestato il 50enne in esecuzione di un'ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip di di Cosenza, in accoglimento delle richieste avanzate dalla Procura locale.

 

Maurizio Abate all'epoca dei fatti era in forza alla Sottosezione della Polizia stradale di Cosenza Nord: è accusato dell'omicidio doloso premeditato, aggravato dai futili motivi ed in concorso con altro soggetto allo stato ignoto, di Lisa Gabriele (22 anni), avvenuto il 7 ottobre del 2005. L'ex poliziotto è accusato anche di spaccio e cessione di marijuana nei confronti del figlio.

maurizio abate.

 

Suicidio inscenato

La ragazza venne trovata priva di vita in un bosco con accanto al corpo degli psicofarmaci, una bottiglia di whisky insieme a un biglietto di addio. Un suicidio inscenato, dunque, ma l'autopsia accertò che Lisa, in realtà, non si era suicidata ma era stata soffocata, probabilmente con un cuscino, in un luogo diverso da quello del ritrovamento del cadavere.

 

Inoltre, gli accertamenti calligrafici stabilirono che a scrivere il biglietto d'addio non era stata la giovane Lisa. Ora la svolta nelle indagini con l'arresto dell'ex agente.

 

Cold case riaperto dopo un esposto anonimo

lisa gabriele 2

Il caso, archiviato dopo le prime indagini nell'ottobre del 2009, è stato riaperto nell'ottobre del 2018, quando alla Procura di Cosenza è pervenuto un esposto anonimo nel quale si ripercorreva la vicenda della morte di Lisa Gabriele e venivano indicati particolari veritieri noti soli agli inquirenti.

 

I primi riscontri, effettuati dai carabinieri di Rende, hanno consentito alla Procura di riaprire le indagini. Gli inquirenti hanno così effettuato ulteriori acquisizioni documentali, una lunga serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali, plurime escussioni di persone informate sui fatti e nuove consulenze medico legali attraverso la riesumazione del cadavere della vittima.

 

Ciò che è emerso dalla nuova fase investigativa ha consentito di verificare, in maniera più approfondita, quanto raccolto nella prima fase, colmando quelle che gli investigatori definiscono 'lacune investigativè, e facendo così emergere un quadro indiziario grave e tale da collegare il reato contestato all'indagato. Quanto acquisito sul piano investigativo, dunque, ha permesso alla Magistratura inquirente e giudicante di valutare gli elementi indiziari raccolti come convergenti, gravi, univoci e coerenti.

maurizio abate

 

Le indagini

Le indagini, nello specifico, hanno consentito di inquadrare l'omicidio nell'ambito di una relazione sentimentale intrattenuta dalla vittima con l'uomo, già impegnato in altra stabile relazione, ritenuta sbilanciata, ossessiva e connotata da episodi di reiterate violenze e brutalità - come anche da dichiarazioni di un collaboratore di giustizia - emersi dalle dichiarazioni di persone informate sui fatti che hanno tratteggiato un quadro degradato fatto anche di serate a base di sesso, droga e perversioni.

Inoltre, stando agli inquirenti, è emerso che il movente dell'omicidio sarebbe da ricondurre all'esasperata volontà dell'indagato di interrompere la relazione allontanando definitivamente da sé la vittima, determinata a frequentare l'uomo nonostante la moglie di quest'ultimo avesse partorito un figlio ed alla luce del rischio che la moglie sapesse della relazione extraconiugale sottraendogli, così, il neonato.

 

omicidio lisa gabriele

Inoltre, gli inquirenti avrebbero ricostruito l'ultimo periodo di vita della vittima, connotato dai tentativi della stessa di trattenere nella relazione l'uomo, temendo, tuttavia, di subire ancora violenze ed arrivando a temere per la propria vita anche a seguito di strani accadimenti, quali danneggiamenti all'autoveicolo ed ai cavi elettrici dell'abitazione, nonché la morte sospetta della cagnolina deceduta appena dieci giorni prima di Lisa.

 

lisa gabriele 1

Sono, inoltre, state intercettate frasi ritenute parziali ammissioni dell'indagato ed altre propalazioni di parenti dell'uomo fortemente indizianti, nonché conversazioni con linguaggio criptato che attesterebbero l'acquisizione, la suddivisione e l'occultamento del narcotico e lo spaccio dello stupefacente.

 

Quanto alla droga, infine, è stato accertato l'utilizzo della cassetta delle lettere come deposito temporaneo dove la droga poteva essere prelevata dal figlio avvisato dal padre circa l'arrivo di una «bolletta» o «raccomandata»; e sarebbero anche stati accertati plurimi acquisti di marijuana (denominata «gelato») effettuati dall'uomo e conseguenti cessioni in favore del figlio a cui veniva sequestrato dai Carabinieri di Rende, nel 2020, una modica quantità di stupefacente del tipo marijuana. Il procedimento pende nella fase delle preliminari.

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