esercito afgano

COME HA FATTO L'ESERCITO AFGANO A DISSOLVERSI COSÌ IN FRETTA? - NOVANTA MILIARDI DI ARMAMENTI, 330 MILA SOLDATI A LIBRO PAGA, EPPURE 40 MILA TALEBANI SI SONO RIPRESI L'AFGHANISTAN IN DUE SETTIMANE, IN MOTOCICLETTA: LE RAGIONI VANNO RICERCATE IN UN INTRECCIO DI PAURA, EGOISMO, FEDELTÀ A CLAN E TRIBÙ, OLTRE A UNO STATO DI CARTONE - GLI AMERICANI HANNO CHIUSO GLI OCCHI SU FRODI ELETTORALI CLAMOROSE, DELEGITTIMANDO QUELLA DEMOCRAZIA CHE UFFICIALMENTE PROMUOVEVANO...

Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera

 

talebani nel palazzo presidenziale 8

Novanta miliardi di armamenti, 330 mila soldati a libro paga, eppure 40 mila talebani si sono ripresi l'Afghanistan in due settimane. In motocicletta. Quasi senza combattere. L'intelligence Usa, coerente con la sua politica ventennale, non se ne capacita, eppure la grammatica di sopravvivenza di ogni afghano non dava scelta.

 

ESERCITO AFGANO

Davanti al ritiro americano, si sono affidati all'intreccio di paura, egoismo, clan ed etnie che li ha fatti sopravvivere sino ad oggi. Le diffidenze etniche sono state un tabù nell'Afghanistan filoamericano.

 

Gli addestratori sapevano, ma negavano, eppure era chiaro che i militari non erano fedeli allo Stato, ma prima alla famiglia, poi alla tribù e infine al gruppo etnico. «I miei soldati - raccontava un colonnello - ascoltano i miei ordini e poi chiedono l'autorizzazione via cellulare al capo famiglia. Se la risposta è no, disertano».

 

TALEBANI

In questi giorni di disfatta sono state spesso le famiglie ad imporre ai soldati (con gli sms) di non difendere lo Stato afghano, ma tornare a casa dove c'era più bisogno di loro. Gli «anziani» avevano capito che, senza la presenza americana, «quel» governo era finito.

 

L'etnia pashtun è maggioritaria nel Paese, comanda (con una sola interruzione) dal 1727. Agli americani è sembrato logico affidare a loro il governo tanto da appoggiare due presidenti pashtun come Karzai e Ghani. Ma pashtun è anche l'etnia che ha espresso il movimento talebano.

 

i talebani prima dell'11 settembre

Due le conseguenze. Per far vincere i loro candidati nonostante l'astensione delle aree pashtun, gli americani hanno chiuso gli occhi su frodi elettorali clamorose, delegittimando quella democrazia che ufficialmente promuovevano.

 

Secondo, i sospetti di doppiogiochismo sui soldati pashtun hanno reso impossibile la coesione dei ranghi. Perché tanta insistenza Usa? Perché i pashtun (e i talebani) sono alleati del Pakistan, Stato nucleare, a sua volta alleato di Washington. Ubi maior...

 

talebani 3

Il generale Giorgio Battisti, primo ufficiale ad arrivare a Kabul nel 2001, la chiama così. È il tarlo che toglie il sonno, è la paura che fa mollare armi e divisa per scappare appena ti offrono un salvacondotto. «Il 15 agosto afghano è un po' come il nostro 8 settembre. La maggioranza degli alti comandi e dei governatori ha barattato la propria salvezza con la resa. Persino il presidente Ghani avrebbe ordinato di non resistere. I miei ex allievi dell'accademia mi scrivono vergognandosi: noi avremmo combattuto. Il coraggio non basta se dietro c'è un governo corrotto».

 

TALEBANI 1

«Non puoi comprare un afghano, solo affittarlo». I proverbi abbondano, significano «capacità di sopravvivenza». I talebani, prima che a Kabul, si sono presentati in città tradizionalmente loro ostili e non hanno incontrato resistenza. Neppure i vecchi signori etnici (come Ismahil Khan, Atta e Dostum) hanno combattuto.

 

Un po' perché anziani. Un po' perché il presidente Ghani ne ha limato l'influenza, sino a quando, disperato, ne ha chiesto l'aiuto. Pochi giorni fa, quando era troppo tardi. L'unico Corpo d'Armata che sta (ancora) resistendo è il 215 di stanza ad Helmand. E l'unica area dove i talebani non hanno (ancora) preteso la resa è la valle del Panshir.

soldati americani a kabul nel 2006

 

Il generale che combatte e la valle sono entrambe tajike. Dal 2001 la colonna vertebrale dell'esercito afghano era fatta di tajiki del Panshir, eredi del comandante Massoud. Pochi mesi fa, il presidente Ghani, spaventato da voci di un golpe militare, ha sostituito i più alti gradi tajiki con gente della sua tribù (pashtun). Sono loro ad essersi arresi. I tajiki stanno tornando in valle. Se l'ennesima guerra afghana deve proprio cominciare sarà da lì.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…