ovuli cocaina

CORPO DEL REATO - UN PERUVIANO DI 44 ANNI E' MORTO TRA ATROCI SOFFERENZE DOPO CHE UNO DEGLI OVULI DI COCAINA CHE STAVA TRASPORTANDO E' ESPLOSO NEL SUO STOMACO - L'UOMO, UN CORRIERE DELLA DROGA ARRIVATO DA MADRID A ROMA IL GIORNO PRECEDENTE, NE AVEVA INGOIATI 12 - A TROVARLO E' STATO IL CUSTODE DEL B&B IN CUI ALLOGGIAVA: QUANDO HA APERTO LA PORTA DELLA SUA STANZA, LO HA VISTO...

Alessia Marani per "il Messaggero"

 

Pusher morto a Roma 2

È morto tra atroci sofferenze un corriere della droga peruviano di 44 anni, Denis Manrique Zerpa. Aveva ingoiato almeno 12 ovuli imbottiti di cocaina, ma un involucro è esploso nel suo stomaco senza lasciargli scampo. Non ha fatto in tempo nemmeno a chiamare i soccorsi o, più probabilmente, non ha voluto, pensando di potersela cavare da sé senza rischiare guai con la legge.

 

Il corpo del sudamericano è stato rinvenuto alla mezzanotte di giovedì dal custode del b&b di via Simone de Saint Bone, in Prati, a due passi dai Musei Vaticani, dove era arrivato il giorno precedente. Il gestore non lo aveva più visto, né sentito uscire dalla sua stanza. Eppure doveva essere un soggiorno breve perché sarebbe ripartito da lì a poche ore.

 

Pusher morto a Roma 3

Quando il gestore ha aperto la camera lo ha trovato riverso sul pavimento, in una pozza di sangue e feci, con i 12 involucri di lattice già espulsi. La salma si trova ora a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'autopsia che sarà effettuata al Policlinico Gemelli e dirà se e quanti altri ovuli lo straniero stesse trasportando nella Capitale.

 

LE GANG LATINOS Agli investigatori del Commissariato Prati e della Squadra mobile, invece, spetterà stabilire a chi era diretta la droga e da chi Zerpa l'avesse ricevuta. Se anche lui fosse in affari con chi aveva organizzato il carico o, come più probabile, fosse solo stato assoldato - risulta incensurato - per effettuare il trasporto via aereo.

 

Pusher morto a Roma

Il telefono, i bagagli e tutti i suoi effetti personali sono stati sequestrati. Compreso il passaporto che riportava il timbro dell'aeroporto di Madrid. Gli inquirenti (la Procura ha aperto un fascicolo per ora contro ignoti per detenzione, spaccio e morte in conseguenza di altro delitto) stanno anche vagliando una pista che porta a Milano.

 

Qui nei giorni scorsi la polizia ha arrestato quattro peruviani tra i 25 e i 51 anni. Erano stati notati girare in auto in viale Monza per poi fermarsi in un hotel di Sesto San Giovanni dove gli agenti hanno deciso di effettuare una perquisizione, facendo irruzione proprio mentre il 25enne stava espellendo 20 ovuli di cocaina. Nella stanza di un altro albergo, inoltre, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato altri 120 ovuli di cocaina dal peso totale di oltre un chilo.

 

Pusher morto a Roma 4

Dai controlli è emerso che tre dei peruviani erano arrivati a inizio settimana dal Perù, guarda caso, con scalo a Madrid. Il sospetto è che i corrieri, compreso il 44enne trovato morto nella Capitale, facessero parte tutti di una stessa spedizione organizzata per rifornire di coca le maggiori piazze italiane, quelle di Roma e Milano.

 

LE SCUOLE DEGLI OVULATORI C'è un'altra variabile da non sottovalutare. Anche nella Capitale sono sempre più emergenti i gruppi stranieri che da manovalanza del narcotraffico cercano di fare il salto di qualità per mettersi in proprio. Per sfruttare le rotte della droga che dal SudAmerica passano prevalentemente dalla Spagna, dall'Olanda e dalla Germania prima di approdare nello Stivale, sono anche le bande di latinos o nordafricane. Il carico di coca, dunque, nel suo complesso poteva valere centinaia di migliaia di euro.

 

Pusher morto a Roma 5

Da vent' anni nelle scuole dei narcos colombiani a Bogotà, ma anche a Lima e Caracas, per mesi i futuri corrieri imparano a ingerire e trattenere gli involucri di caucciù o lattice pieni di droga, imparando anche le tecniche per non tradire preoccupazioni ed emozione alle dogane. Tutti sanno che se l'ovulo dovesse scoppiare, infatti, si va incontro alla morte. Come successo al 44enne nel b&b.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…