christopher santa caterina dei funari

A COSA SERVONO I LIBRI – L’INCREDIBILE (E ROMANZESCA) STORIA DI UN CLOCHARD TEDESCO CHE A ROMA DORME DAVANTI ALLA CHIESA DI SANTA CATERINA DEI FUNARI SOPRA UN MATERASSO DI LIBRI: “LI COMPRO A PORTA PORTESE, TALVOLTA ME LI REGALANO.  I VOLUMI SERVONO COME RIALZO, SE PIOVE TENGONO L' ACQUA LONTANA. SONO ARRIVATO A ROMA NEL 2008, AVEVO STUDIATO POLITICHE SOCIALI ALL' UNIVERSITÀ, DOPO IL LICEO, MA..." - "STO LEGGENDO “IL PENDOLO DI FOUCAULT” DI UMBERTO ECO. BELLO MA DIFFI-TZI-LE"

FABRIZIO PERONACI PER IL CORRIERE DELLA SERA - ROMA

 

CHRISTOPHER SANTA CATERINA DEI FUNARI

C' è un uomo che sta leggendo «Il pendolo di Foucault», seduto davanti a una chiesa nel centro di Roma, e anche lui era giovane negli anni '80, amava i libri e gli studi classici, coltivava miti e desideri di fuga... Alza lo sguardo. Sorride. «Cosa vuole sapere?» È gentile, timido.

 

Mostra la copertina blu, edizione Bompiani. «Umberto Eco? Sono a metà... Bello. Ma diffi-tzi-le ...» Pronuncia quasi perfetta, se non fosse per la tendenza a sbagliare gli accenti e a indurire le consonanti. «Di origine sono te-tte-sco ...

Ora vivo qui, mi trovo bene. I miei libri sono i miei amici, tencono compagnia...»

 

E li indica: centinaia di volumi impilati davanti al portone sbarrato di Santa Caterina dei Funari, a pochi passi dalla targa commemorativa di Aldo Moro in via Caetani, la traversa delle Botteghe Oscure diventata una delle strade più tristemente famose d' Italia da quel terribile 9 maggio 1978.

 

SANTA CATERINA DEI FUNARI

Eccolo, il clochard che sembra uscito da un romanzo: si chiama Christopher, ha 49 anni e viene da Cottbus, seconda città del Brandeburgo, 120 chilometri da Berlino. Lunghi capelli increspati e barba folta. È sabato mattina: mi chiede l' ora («le undici») e si alza di scatto.

 

La lettura deve averlo distratto.

«Scusi, ho fretta... Devo andare a lavorare in un magazzino di idraulica all' Aventino. Cinque ore al giorno tutti i giorni, ma non mi danno tanto, poche decine di euro a settimana...» Nella zona lo conoscono tutti. Ne apprezzano i modi garbati e, forse, il profilo involontariamente letterario: l' uomo che dorme sotto le stelle e sopra un materasso di libri, in un città stressata dal traffico, dall' incubo Covid e dalla nevrosi dei telefonini, appare un anti-eroe perfetto per raccontare i nostri tempi incerti e confusi. E invece è realtà, vita vissuta.

CHRISTOPHER SANTA CATERINA DEI FUNARI

 

Gli abitanti di Portico d' Ottavia, rientrando a casa, non credono ai loro occhi: Christopher ogni sera, attorno alle 23, si stende con cautela in cima alla pila di volumi («li compro a Porta Portese, talvolta me li regalano»), si avvolge come una mummia in un plaid beige , testa compresa, si volta verso il portone e incredibilmente riesce a prendere sonno, in un equilibrio all' apparenza precario, ma a lui congeniale...

 

Mai caduto sbattendo la testa di notte?

«No, io sto comodo e i libri servono come rialzo, se piove tengono l' acqua lontana», risponde con naturalezza, stupito dello stupore. Poi racconta, a piccole dosi: «Sono arrivato a Roma nel 2008, avevo studiato politiche sociali all' università, dopo il liceo, ma...» Esita, abbassa lo sguardo. «Fatti lontani, scusi...»

 

Fa un gesto rapido come a scacciare una mosca. O i brutti pensieri. Un lutto. Un amore finito.Chissà.

«Cose private, scusi...»

 

Riprende: «Fui preso in qualche ristorante, facevo lavoro fisico, si dice così, giusto? Però volevo andare via, mi piaceva Roma, è tanto bella...»

 

aldo moro

Christopher ora indica la facciata rinascimentale di Santa Caterina e, chinandosi, solleva la coperta-tenda per mostrare il suo tesoro: ci sono i classici, da Maupassant a Mann, autori di gialli e storie noir come Van Dine e Capote, il Vecchio testamento, le guide d' Italia, saggi storici e l' Antologia liviana, fascicoli di enigmistica e naturalmente «Il milione» di Marco Polo, come non potrebbe esserci, il libro più amato dai viaggiatori di tutti i tempi...

umberto eco

«Mi piace la storia, la letteratura, tutto. E i cruciverba, che servono a imparare la lingua».

Adesso Christopher deve proprio andare. Passa sotto la targa di via Caetani e ricorda a se stesso:

«Qui fu trovato Aldo Moro nella macchina rossa, ormai è storia...»

Ti serve qualcosa? Mi guarda sinceramente stupito. «No, grazie. Io sono contento della mia sopravvivenza onesta. E dei miei libri».

umberto ecoUMBERTO ECOUMBERTO ECO TRA I LIBRI UMBERTO ECO TRA I LIBRIUMBERTO ECO

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?