coronavirus corea del sud 1

COVID DELL’ALTRO MONDO - COME MAI GIAPPONE, COREA DEL SUD, AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA HANNO POCHISSIMI CONTAGI? ERANO GIÀ ABITUATI ALLE MASCHERINE, HANNO INCENTIVATO LO SMART WORKING SVUOTANDO I MEZZI PUBBLICI E PRESO MOLTO SUL SERIO IL CONCETTO DI TRACCIAMENTO, USANDO DALL’INIZIO TECNOLOGIA E BIG DATA (SENZA FISIME SULLA PRIVACY). ESSENDO GIÀ STATI COLPITI DA SARS E MERS, HANNO IMPARATO LA LEZIONE...

 

 

Claudio Del Frate per www.corriere.it

 

coronavirus corea del sud

Cronache dell’altro mondo del Covid. Mentre l’Italia e l’intero Occidente fanno i conti con la seconda ondata della pandemia e stentano ad contenerne i numeri, c’èuna parte del pianeta dove il virus sta registrando numeri bassi, Paesi in cui le statistiche avanzano al ritmo di poche centinaia o qualche decina di casi giornalieri . È l’Estremo Oriente che, dopo aver adottato severe misure la primavera scorsa oggi sta vivendo al riparo da nuove emergenze. Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia ma anche Australia e Nuova Zelanda sono alcuni di questi territori risparmiati per ora dal coronavirus.

in corea del sud tutti con le mascherine

 

I dati dell’Oms e della Ue

A lungo hanno fatto discutere i dati relativi alla Cina: due giorni fa le autorità di Pechino (secondo quanto riporta il sito dell’Oms) avevano comunicato una crescita di appena 22 casi in un giorno in tutto l’immenso Paese e un totale, da inizio pandemia, di 4.700 morti.

 

coronavirus a itaewon il quartiere della movida di seul 2

Trasparenza, privacy, controllo sociale in Cina non sono intesi allo stesso modo che in Europa e di tanto in tanto vengono avanzati dubbi sui dati che arrivano da quell’area. Ma altri Stati, con modelli giuridici e sociali più simili ai nostri registrano comunque numeri opposti a quelli con cui facciamo quotidianamente i conti da questa parte del mondo.

 

coronavirus giappone 2

Il Giappone ad esempio (la fonte è sempre l’Oms) aveva ieri 699 casi, in costante discesa dopo un picco di 2.000 ai primi di agosto, e 5 morti. La Corea del Sud fa ancora meglio: 61 nuovi contagi e nessuna vittima. Appena 5 sono invece i nuovi malati in Thailandia, dove il virus secondo le statistiche ufficiali non circola più ormai da aprile. Identico indice fa registrare l’Australia , uno solo malato la Nuova Zelanda. Eppure in Asia il virus circola eccome: India, Malesia, Bangladesh, Indonesia sono alle prese con una situazione più vicina a quella europea che a quella giapponese stando ai dati «fotografati» stavolta dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc).

shinzo abe coronavirus giappone

 

Giappone: la mascherina come abitudine

Ma quali possono essere le chiavi che hanno garantito un «cordone sanitario» a questi Paesi? Prendiamo il caso del Giappone. Qui il successo nella lotta al coronavirus è attribuito innanzitutto all’uso diffusissimo tra la popolazione della mascherina anche prima della pandemia, anche solo per proteggere se stessi e gli altri da raffreddori e allergie.

cheerleader con mascherina alla riapertura del campionato di baseball in corea

 

Ma una nota disponibile sul sito dell’ambasciata di Tokyo in Italia spiega anche di più. «L’intuizione fondamentale che ci ha aiutati nella lotta contro il Covid è la nozione di cluster di trasmissione», scrive Yosutoshi Nishimura, ministro incaricato della lotta al Covid. Cioè: pochi gruppi determinano una altissima contagiosità e dunque è necessario intervenire su quelli in maniera «chirurgica», isolandoli.

 

coronavirus australia

Un criterio di mappatura e di incrocio dei dati che ha comportato un ampio impiego di nuove tecnologie di fronte al quale il Giappone non è stato colto impreparato. «Gli esperti della sanità giapponese», prosegue il documento, «hanno utilizzato la tecnica del “tracciamento retrospettivo”», ricostruendo i movimenti del paziente molto precedenti il contagio. In secondo luogo si è cercato di prevenire le situazioni considerate a più alto rischio: spazi chiusi, spazi affollati, contatti ravvicinati.

 

coronavirus corea

Il tutto facendo ampio ricorso a tecnologie informatiche ed intelligenza artificiale. «Il nostro “new deal digitale” - scrive ancora il ministro Nishimura - ha reso il lavoro da casa più facile promuovendo aggressivamente la tecnologia del telelavoro, liberando le persone dalla necessità di utilizzare i treni di Tokyo affollati di pendolari». La tecnologia si è rivelata infine un supporto indispensabile per la pratica dei test rapidi salivari e per gli anticorpi.

 

Corea: tracciamento e big data

jacinda ardern 8

Digitalizzazione e uso dei big data sono considerati la chiave del successo nella lotta al coronavirus anche in Corea del Sud. Qui all’inizio la situazione pareva sfuggire di mano: la curva epidemiologia era stata vertiginosa anche se i casi si concentravano principalmente nelle grandi aree urbane di Seul e Daegu.

 

CORONAVIRUS IN AUSTRALIA - LOCKDOWN NOTTURNO A MELBOURNE

Poi si sono adottate politiche di tracciamento massicce della popolazione attraverso app per smartphone ma anche facendo ricorso a raccolte di dati «a strascico» attraverso «tracce» lasciate da carte di credito o immagini di videocamere in luoghi pubblici. Una politica che ha suscitato perplessità dal punto di vista giuridico, a cui ha aperto la strada una riforma adottata dal governo coreano nel 2015 proprio per fronteggiare l’epidemia di Mers, scoppiata nel Paese in quel periodo.

 

Australia: Melbourne 112 giorni isolata

jacinda ardern

Altro esempio virtuoso è l’Australia anche se i Paese ha attraversato momenti difficili. I casi e le morti quasi azzerate di questi giorni fanno seguito a una stagione in cui l’epidemia ha colpito «a macchia di leopardo». La situazione più problematica si è verificata a partire da luglio nella regione di Melbourne, dove si è contato il 90% dei 905 morti per coronavirus dell’intera nazione. E proprio in questi giorni le autorità locali hanno dichiarato la fine del lockdown dopo ben 112 giorni. Nessuno era inoltre autorizzato a entrare o uscire dalla regione se non per motivi di stretta necessità. Un intervento molto drastico ma che ha subito circoscritto il diffondersi della malattia . Il Paese ha inoltre attuato una rigorosa quarantene verso chiunque provenisse dall’estero .

coronavirus australia tamponi a melbournejacinda ardern 6australia stato di victoria in lockdowncoronavirus australia 6coronavirus australiabambino chiuso in casa a melbournetamponi a melbourne coronavirus corea del sud 7coronavirus giappone 5coronavirus australia 2in corea del sud ricomincia il campionato di baseball 1coronavirus australia 2coronavirus corea del sud 1test anche ai guidatoricoronavirus corea del sud 9paziente sospetto a daegu, corea del suddisinfestazione nella metro di seulin corea del sud controlli anche drive incoronavirus a itaewon il quartiere della movida di seul

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…