dago arbore laurito presepio

DAGO: BREVE STORIA DI UN PRESEPE "BLASFEMO" - 1985, CHIUSO "QUELLI DELLA NOTTE", ORGANIZZAI UNA NATIVITA' "VIVENTE" CON ARBORE BAMBINELLO, TRA LA MADONNA LAURITO E SAN GIUSEPPE DE CRESCENZO, RE MAGI: VILLARI, BRACARDI, DAGO ETC. LA FOTO FU GETTATA NEL CESTINO DA TUTTI I GIORNALI PER BLASFEMIA - MA LA VERA NATURA DEL PRESEPIO È LA FINZIONE, SOSTANZA PRIMIGENIA DEL GIOCO, DEL RITO E DEL TEATRO, PRIMO VIDEOGIOCO DELL'OCCIDENTE CRISTIANO

Maurizio Bettini Il Presepio

DAGONOTA

Correva il 1985 verso la fine e pensai, da estremo adoratore del prespio, di radunare sul mio terrazzo i miei compagni di "Quelli della notte", che aveva da poco abbassato il sipario, per celebrare la natività. Dal vivo. Un presepe vivente, come era tradizione nei piccoli borghi e paesi dell'Italia del sud.

 

Chiesi al più grande costumista  del teatro e cinema, Umberto Tirelli di fornire l'abbigliamento necessario per Renzo Arbore nel ruolo del bambinello, per la madonna Marisa Laurito, per San Giuseppe De Crescenzo, per i re Magi (Dago, Bracardi, Lucio Villari), a seguire Renato Nicolini, Dario Salvatori, Gegè Telesforo, angeli del paradiso, Paolo Zaccagnini fratacchione, i pastorelli Maurizio Bianchini e Glauco Benigni e Massimo Catalano, più la mia prima moglie Tina Semprini e la coppia Norma Rangeri e Guglielmo Pepe.

 

La foto che vedete -scattata dal grande e compianto Claudio Abate - la mandai a tutti i quotidiani. Mai pubblicata: fu gettata nel cestino perché considerata "blasfema".

 

IL PRESEPIO, PRIMO VIDEOGIOCO DELL'OCCIDENTE CRISTIANO

Marino Niola per la Repubblica

 

Il presepio è una finzione fragile, per questo è incantevole. È l' incipit del libro che il classicista Maurizio Bettini dedica al primo videogioco dell'Occidente cristiano ( Il presepio, Einaudi). In realtà questo passatempo devoto che affascina grandi e piccini ha come materia prima proprio l' incantesimo. Sia che lo si consideri un "sabba pudico", per dirla con Giorgio Manganelli, sia che lo si consideri una macchina per ritrovare il tempo, la vera natura del presepio, o presepe che dir si voglia, è la finzione.

 

presepe dago, de crescenzo, laurito, arbore

 

 

 

 

Sostanza primigenia del gioco, del rito e del teatro. Riuniti insieme per mettere a disposizione di chi, anno dopo anno, tira fuori dalle scatole pastori e suonatori, stella e stalla, bue e asinello, Magi e bambinello, un cast completo per una sceneggiata teologica. Di cui però è difficile, ci avverte Bettini, ritrovare la sceneggiatura originale, il primo draft.

presepe 2020 a piazza san pietro 4

 

 

E in questo i Vangeli ci aiutano ben poco. Anzi, se per montare la Natività di cartapesta che da bambini ci faceva sognare, dovessimo seguire le indicazioni evangeliche, potremmo anche rimettere tutto in soffitta e andare a fare shopping. Per fortuna, dice l' autore, la gran parte di coloro che a Natale fa il presepe non pensa ai Vangeli. Ma in realtà qualcosa gli Evangelisti ce la dicono, solo che la loro testimonianza è frammentaria, ai limiti della reticenza.

Per esempio nel racconto di Matteo ci sono i Magi e la stella.

BERGOGLIO AL PRESEPE VIVENTE

 

Ma tutto il resto? Ci arriva da Luca, il più collaborativo in materia di indizi e circostanze. È lui a parlare della stalla, dell' angelo che dà l' annuncio ai pastori e soprattutto della mangiatoia. È lui che dispone davanti a noi un abbozzo di scenografia, con Giuseppe e Maria, la schiera angelica, le pecore e i loro custodi in preda allo stupore.

 

Un particolare di estrema importanza perché quell' immobilità meravigliata e abbagliata in cui sono fissate le figurine, rappresenta il fermo immagine dell' Incarnazione, l' attimo di sospensione cosmica del tempo che precipita nell' eternità. Ed è proprio questo precipizio, questo cortocircuito tra storia e teologia, a costituire il nucleo incandescente della recita presepiale. Che resta una fiction costruita pezzo dopo pezzo, assemblando frammenti di verità.

presepe

 

Teologia, filologia, archeologia, letteratura, filosofia, pittura, scultura. Il risultato è una mitologia ad assetto variabile, narrazione al tempo stesso domestica e liturgica, personale e sociale.

In realtà il presepe è il Vangelo in dialetto, è la Buona Novella che diventa immagine, prima ferma e dopo in movimento, poi sacra rappresentazione, successivamente teatro popolare e infine teatro e basta.

 

Ma di fatto è la trasformazione pop della sacra scena a rappresentare il fattore decisivo della sua diffusione virale. Perché colora di umanità le pallide astrazioni del dogma, le trasforma in memoria vissuta, in condivisione affettiva, in incanto festivo. Ma paradossalmente accostando personaggi e figure con la perspicuità associativa di un casting disinvolto, va vicino al cuore del mistero. Per esempio assegnando al bue e all' asinello un ruolo da protagonisti e facendo balenare analogie con altre religioni che, prima del cristianesimo, hanno ambientato in una grotta la nascita di un dio bambino circondato da animali soccorrevoli.

maurizio bettini

 

Bettini ripercorre, da filologo raffinato, queste natività pagane, da Zeus a Ermes, da Dioniso a Mitra. Tutti messi al mondo in circostanze eccezionali, spesso partoriti da madri vergini o da vergini e madri, che li hanno generati nel segreto e tra mille difficoltà in una spelonca, dove sono stati scaldati, nutriti, allevati da fratelli a quattro zampe. E proprio come il bambinello del presepe, molti di questi sacri infanti sono stati adagiati in contenitori di fortuna.

 

MARINO NIOLA

È il caso del líknon, il setaccio contadino per separare il grano dalla pula, in italiano ventilabro, in cui viene al mondo Zeus tra una folla di ninfe tripudianti e sacerdoti inneggianti che assomiglia molto da vicino alla moltitudine di angeli e pastori che cantano la gloria del dio incarnato. E con il padre degli dei condivide il líknon anche Dioniso, a tal punto identificato con la sua non-culla, da essere definito liknítes. Il setacciato.

 

Il vero minimo comune denominatore tra queste natività fuori norma e la Natività dei cristiani è proprio lo stato d' eccezione che avvolge luogo, tempo, azione e ne fa l' annuncio della nascita di una nuova era. Così le peripezie del "neonato meraviglioso" diventano il simbolo di una rivoluzione che cambierà il corso del mondo e del tempo.

presepe star trek

 

il presepe contemporaneo

Ma Bettini va anche oltre e ci conduce in cerca dell' origine delle statuette. E le intravede nelle bamboline di terracotta che i romani donavano ai bambini nelle feste di dicembre chiamate Sigillaria. O nelle figurine dei Lari, le divinità della casa e della famiglia. E alla fine, in queste miniature della nascita, ci fa scoprire l' illusione della rinascita annuale. Del tempo che non corre, ma ricorre. E a ogni Natale ci regala l' illusione di rivederci come eravamo.

chiara ferragni madonna nel presepe di pontedera 1la nativita' modificata di banksy a betlemmeBergoglio sosta davanti al presepepresepe 2020 a piazza san pietro 5PRESEPE SEX TOYS TOLEDOTOLEDO PRESEPE SEX TOYS - 1presepe renzi boschiil presepe de noantri vespa e maria elena boschiMARIA ELENA BOSCHI MADONNA PRESEPERENZI E BOSCHI NEL PRESEPEMARIA ELENA BOSCHI MADONNA PRESEPEGENNARO DI VIRGILIO CON GILETTI desimone jpegBergoglio sosta davanti al presepe

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO