indonesia - manusia perak

LA DISPERAZIONE IN GRIGIO METALLIZZATO - IN INDONESIA SI DIFFONDONO I "MANUSIA PERAK", POVERI CHE PER FARSI NOTARE E CHIEDERE L'ELEMOSINA SI DIPINGONO IL CORPO D'ARGENTO - SONO MAMME SINGLE, BAMBINI, PERSONE CHE HANNO PERSO IL LAVORO A CAUSA DELLA PANDEMIA - PER IL COLORE ALCUNI USANO UNA TINTURA FATTA IN CASA CON OLIO DA CUCINA E INCHIOSTRO PER LE STAMPE SERIGRAFICHE - ALTRI USANO LA VERNICE METALLICA, CHE E' TOSSICA - COME SE NON BASTASSE L'AVVELENAMENTO DI MERCURIO A CAUSA DI…

Michele Farina per il “Corriere della Sera”

 

indonesia manusia perak

Compaiono soprattutto quando fa buio, perché in giro ci sono meno poliziotti e i riflessi si vedono meglio. Li chiamano Manusia Perak, il popolo degli «uomini d' argento». Sono giovani, donne, bambini che luccicano. Il loro numero è andato crescendo esponenzialmente con la pandemia. Accendono tristemente le notti della capitale Giacarta e di altre città dell' Indonesia, il quarto Paese più popoloso del mondo dove almeno quaranta mila persone hanno perso la vita per il Covid e a milioni hanno perso il lavoro per la conseguente recessione.

 

indonesia manusia perak

«Il popolo metallizzato» chiede la carità. Prevalentemente ai semafori. I «cromati» stanno immobili o si muovono come robot tra le auto allungando la mano. Molti ragazzi a torso nudo (perché risaltano di più). Ognuno segue il suo copione. Ci sono ex tassisti come Alfan, che opera con due compagni agli incroci della periferia ovest di Giacarta. O mamme single che chiedono alla polizia il permesso di esibirsi (con la mascherina), come Puryanti che si fa accompagnare dal figlio di 5 anni e dal nipote quindicenne Raffi. Chi da solo e chi a gruppetti, tutti accomunati da almeno due cose nella vita: la povertà e quello strano argento vivo addosso.

 

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A tutti è capitato di vedere esseri dipinti di «silver and gold» che fanno le statue viventi nel centro delle città, nei punti di passaggio o davanti ai musei. I Manusia Perak dell' Indonesia sono un compatto sottogruppo di questa umanità spezzettata, dolente e fantasiosa. Anche i mendicanti hanno il problema di farsi notare.

 

A Giacarta si dipingono d' argento da capo a piedi, come se dovessero partecipare a chissà quale rito millenario. E invece è solo la fame quotidiana a spingerli. Secondo Ngapuli Perangin-angin, responsabile dell' assistenza sociale nella capitale, il loro proliferare nell' ultimo anno è legato in larga parte all' impatto della pandemia. La recessione ha colpito anche la maggiore economia del Sud-Est asiatico, dove i poveri già prima erano oltre 26 milioni, circa il 10% della popolazione.

 

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«Non mi vergogno di chiedere soldi in questo modo», ha raccontato Puryanti al quotidiano The Guardian . In un giorno buono una mamma separata come lei riesce a racimolare 70 mila rupie, l' equivalente di 4 euro, abbastanza per l' affitto e il cibo. Per il colore usa una tintura fatta in casa con gli ingredienti più economici, unendo olio da cucina e inchiostro per le stampe serigrafiche. L' ex tassista Alfan e i suoi colleghi usano la vernice metallica. Tenerla addosso pone problemi alla salute, che nessuno ancora ha studiato o quantificato.

 

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L' Indonesia è già uno dei Paesi più colpiti da avvelenamento da mercurio legato alle piccole miniere d' oro artigianali: secondo le stime dei medici in uno studio del 2016, circa ventimila bambini sarebbero nati con gravi malformazioni perché i genitori hanno aspirato i vapori di mercurio, che viene bruciato in casa per separare i piccoli pezzetti d' oro estratti dal sottosuolo. Ai «figli del mercurio» delle isole indonesiane si sovrappongono ora «i bambini cromati», spesso braccati dalla polizia.

 

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Si potrebbe pensare che i Manusia Perak indossino quella sorta di epidermica «armatura» per proteggere la dignità, per nascondere la propria identità. Ma l' aspetto da androide di Guerre Stellari aiuta piuttosto a essere più visibili, e smuovere così la generosità distratta dei passanti. Le mamme e i bambini d' argento non si nascondono. Brillano nella notte.

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