laboratorio wuhan ansa anthony fauci peter daszak

FAUCI IL PIACERE - LE MAIL SCODELLATE DAL “WASHINGTON POST” IMBARAZZANO L’IMMUNOLOGO STAR: IL 17 APRILE 2020 FAUCI MINIMIZZÒ PUBBLICAMENTE LA TESI DELL’INCIDENTE NEL LABORATORIO DI WUHAN. IL GIORNO DOPO RICEVETTE UNA MAIL DI RINGRAZIAMENTO PETER DASZAK, ZOOLOGO BRITANNICO PRESIDENTE DI UNA NO PROFIT CHE HA STRETTI LEGAMI CON LA CINA E CON LA CITTÀ DA CUI È INIZIATA LA PANDEMIA. NON SOLO, DASZAK ERA ANCHE NEL TEAM INVESTIGATIVO DELL’OMS CHE DOVEVA INDAGARE SULLE ORIGINI DEL COVID…

Stefano Graziosi per "la Verità"

laboratorio di wuhan

 

Era il 17 aprile 2020, quando Anthony Fauci minimizzò pubblicamente la tesi secondo cui il Covid-19 potesse provenire da un laboratorio di Wuhan. Ebbene, secondo una serie di documenti che sono stati resi pubblici attraverso il Freedom of information act, Fauci, il 18 aprile 2020, ricevette una email di ringraziamento da parte dello zoologo britannico Peter Daszak, per aver espresso quella posizione: una email a cui l' immunologo statunitense rispose, ringraziando a sua volta per la «gentile nota». Uno scambio che, guardando più nel dettaglio, risulta un po' inquietante.

anthony fauci

 

Daszak è infatti il presidente di EcoHealth Alliance: una no profit con sede a New York, che intrattiene stretti legami con la Cina e, in particolare, con la città di Wuhan. Secondo quanto riportato dal Washington Examiner, questa organizzazione avrebbe ricevuto, tra il 2014 e il 2020, 3,7 milioni di dollari dai National institutes of health: agenzia del Dipartimento della Salute americano, di cui fa parte il National institute of allergy and infectious diseases (diretto dallo stesso Fauci).

 

Ebbene, di questi fondi, almeno 600.000 dollari - ha riferito sempre il Washington Examiner - sono stati inviati dalla no profit al controverso Wuhan institute of virology. Del resto, proprio con questa struttura EcoHealth ha negli anni stretto una partnership per condurre ricerche sui pipistrelli (come sottolineato da un comunicato dell' organizzazione newyorchese risalente a marzo 2018).

 

laboratorio wuhan

Non sarà allora forse un caso che proprio Daszak sia stato tra le figure principali che, nel 2020, hanno spinto per screditare la narrazione favorevole all' ipotesi dell' origine in laboratorio. Ricordiamo che la critica a tale ipotesi si basò principalmente su un comunicato di esperti, pubblicato da Lancet nel febbraio 2020: in quel testo si dichiarava: «Siamo uniti nel condannare fermamente le teorie del complotto che suggeriscono che il Covid-19 non ha un' origine naturale».

 

tweet di kristian andersen

Ebbene, tra i firmatari di quel documento figurava proprio Daszak. Non solo: gli autori del comunicato si richiamarono a una lettera scritta, il 6 febbraio precedente, dai vertici delle National academies of sciences, engineering, and medicine: una lettera che tendeva, sì, a sminuire l' ipotesi del laboratorio. Peccato però che, nelle note di tale missiva, comparisse come consulente proprio Daszak. Quello stesso Daszak che, a giugno 2020, avrebbe pubblicato un articolo sul Guardian, per bollare la tesi del laboratorio come «teoria del complotto».

 

In tutto questo, come se non bastasse, Daszak era nel team dell' Oms che si è occupato di indagare sulle origini del Covid. Sebbene il report dell' agenzia Onu dica di non aver ravvisato conflitti di interessi, la partecipazione dello zoologo non può non lasciare perplessi.

 

laboratorio di wuhan

Sarà infatti un caso, ma quel report definisce «estremamente improbabile» l' ipotesi del laboratorio. In questo quadro, lo stesso Daszak, durante una intervista alla Cbs lo scorso marzo, ha candidamente ammesso che il team dell' Oms abbia creduto sulla parola alla versione degli scienziati cinesi. «Che cos' altro possiamo fare?», ha detto.

«Non era nostro compito», ha aggiunto, «scoprire se la Cina avesse insabbiato il problema dell' origine».

anthony fauci

 

Tutto ciò, mentre negli scorsi giorni si sono registrate delle svolte: Fauci non è più così convinto dell' origine naturale del virus, l' intelligence statunitense sta indagando sulla tesi del laboratorio e lo stesso Dipartimento di Stato americano ha espresso preoccupazioni per l' influenza cinese sull' Oms. Frattanto i dubbi fioccano.

 

marjorie taylor greene

È normale che un esponente del team investigativo dell' Oms abbia dei collegamenti con i soggetti da indagare? Perché Fauci, nel 2020, ha così acriticamente sposato una tesi spinta principalmente da una figura legata al controverso laboratorio di Wuhan? È normale che la grande stampa all' epoca non si sia occupata di tali connessioni? Ma soprattutto: non è che quella narrazione semplicistica volta a screditare aprioristicamente la tesi del laboratorio fosse in realtà finalizzata a colpire Donald Trump in campagna elettorale?

peter daszak anthony fauci con doppia mascherina tweet di kristian andersen francis collins rand paul LABORATORIO WUHANpeter daszak 3Laboratorio di Wuhan 2Laboratorio di Wuhanpeter daszak

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)