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UNA FELLATIO AL POLITICAMENTE CORRETTO – LE SERIE IN ONDA SU NETFLIX SONO INFARCITE DI TROMBATE DI OGNI VARIANTE SESSUALE: COPPIE ETERO, COPPIE INTERAZZIALI, AMANTI DEI RAPPORTI A TRE, COPPIA GAY CON TRANS E VIA DICENDO – NON CI SCANDALIZZIAMO DI CERTO, MA PENSARE DI RAPPRESENTARE OBBLIGATORIAMENTE OGNI CATEGORIA GETTA LE STORIE NEL RIDICOLO: DA “ELITE” A LA “CASA DI CARTA” FINO A…(VIDEO)

 

Alessandro Gnocchi per "il Giornale"

 

netflix

Un paio di giorni fa, un cliente francese di Netflix ha mandato, via Twitter, un messaggio al colosso delle televisioni in streaming: «I gay non sono necessari nelle vostre serie». La risposta ufficiale di Netflix non si è fatta attendere: «E tu non sei necessario tra i nostri abbonati».

 

Il tweet è diventato immediatamente virale, collezionando, in meno di 48 ore, 16mila retweet e 44mila «mi piace». Tra i 17mila commenti la maggioranza ha applaudito la risposta di Netflix, con cuori e bandiere arcobaleno. Tuttavia non sono mancati attacchi al social media manager di Netflix France. Un utente ha scritto: «Domani mi cancello da Netflix. Questa risposta è una vergogna».

la casa de papel 3

 

Abbandoniamo volentieri la polemica in questione per dare conto di un particolare che non è passato inosservato, in questi mesi, a molti utenti della piattaforma. Prendiamo una delle ultime serie: Another Life. Fantascienza senza grilli per la testa, ma ben fatta.

Un prodotto onesto. Tra alieni e viaggi interstellari emerge l' ansia. No, non è l' ansia dei personaggi per il primo contatto con un extraterrestre. È l' ansia di infilare ogni variante sessuale in questa storia che potrebbe fare a meno del sesso stesso. E invece...

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Coppie eterosessuali. Coppie bianca e nero, ma anche nero e bianca. Amanti dei rapporti a tre (una donna, due uomini).

Coppia omosessuale con transgender. Nessun problema e tanto meno scandalo. È solo il segno della vittoria del politicamente corretto: ogni categoria deve essere rappresentata e pace se la sceneggiatura, a volte, scivola nel ridicolo. A tratti non si capisce se siamo nello spazio o a una sfilata della Forrester Creations, manca solo Brooke Logan con i suoi legami semi-incestuosi. Prendiamo un' altra serie ben fatta, la spagnola Elite (in arrivo la seconda stagione). Siamo in una scuola di ricconi che accoglie alcuni fortunati figli del pueblo.

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Campionario: coppie eterosessuali (ma lei ha l' Aids, già che ci siamo), coppia omosessuale riccone bianco-immigrato palestinese, coppia riccone bianco-immigrata palestinese. Amanti dei rapporti a tre (una donna, due uomini). Coppia di lesbiche con figlio. E La Casa di carta? Più o meno ci siamo. Se ci spostiamo su altri network, la fenomenologia non cambia. Per carità, giusto sottolineare le differenze, meglio: cancellarle.

 

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Ma la cosa diventa ridicola se in un' opera di finzione è necessario non scontentare nessuno, altrimenti non va bene. Se Flaubert avesse scritto oggi Madame Bovary per la tv avrebbe dovuto aggiungere una coppia interrazziale, una coppia omosessuale, una coppia di transgender e un po' di sesso a tre.

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