ricchi

FIGLIO MIO NON TI CONOSCO – DILAGA LA MODA TRA I MILIARDARI DI LASCIARE GLI EREDI SENZA PATRIMONIO – I PROVENTI DAL 99% DELLE AZIONI DI FACEBOOK SONO DEVOLUTI DA ZUCKERBERG E LA MOGLIE A UNA FONDAZIONE E GORDON RAMSAY E STING HANNO DICHIARATO CHE AI FIGLI NON SPETTERÀ UN CENTESIMO – GLI EREDI DI BILL GATES E WARREN BUFFETT…

Alice Scaglioni per “www.corriere.it”

 

Chi lascia la fortuna ai figli (e chi non lo fa)

oscar farinetti e il figlio nicola

Oscar Farinetti ha da poco annunciato che «Eataly fa largo ai giovani», e in particolare a suo figlio Nicola, che dovrà gestire un perimetro di ricavi pari a 620 milioni. L'azienda vanta un utile netto che si colloca tra i 5 e i 10 milioni, e continua a crescere.

 

Ma non tutti i genitori sono così generosi verso i figli. Pare che negli ultimi anni vada quasi «di moda» tra i miliardari e supermiliardari lasciare gli eredi senza patrimonio, donando la fortuna ad associazioni benefiche o dividendola tra varie cause.

Ecco alcuni dei Paperoni che hanno scelto di non lasciare alla discendenza niente (o pochissima parte del loro immenso patrimonio).

 

mark zuckerberg

Mark Zuckerberg

Quando è nata la sua primogenita Max, il patron di Facebook Mark Zuckerberg ha annunciato la nascita di una fondazione insieme alla moglie, la Chan Zuckerberg Initiative, con cui verranno devoluti i proventi dal 99% delle azioni del social network (all'epoca si parlava di circa 45 miliardi di dollari).

 

«Come tutti i genitori vogliamo che tu cresca in un mondo migliore rispetto al nostro. Faremo la nostra parte e non solo perché ti amiamo, ma perché abbiamo una responsabilità morale di fronte a tutti i bambini della prossima generazione», hanno scritto nel testo di accompagnamento alla foto.

 

Bill Gates

bill gates

Fondatore di Microsoft e uno degli uomini più ricchi del mondo da anni, Bill Gates ha fatto sapere che non lascerà tutta la sua fortuna ai figli. Lui e la moglie Melinda sono molto impegnati in cause umanitarie con la loro fondazione e ritengono che lasciare agli eredi grosse somme di denaro abbia anche dei contro. Per questo hanno invitato altri supermiliardari a dare in eredità a figli e parenti solo la metà dei loro averi.

 

Sting

Il cantante ha dichiarato in più occasioni di non voler lasciare un centesimo ai suoi figli. Joseph, Fucsia Katherin, Brigitte Michael, Jack, Eliot Pauline e Giacomo Luke (una squadra numerosa, a dire la verità) dovranno lavorare per mantenersi, secondo papà.

gordon ramsay

 

Gordon Ramsay

Il cuoco star del piccolo schermo ha scelto un'educazione molto rigida con i figli. Lavorano già tutti, così possono comprendere il valore dei soldi e imparare a gestire le finanze personali, sostiene Gordon Ramsay. La prima figlia Megan fa la baby-sitter e Holly fa la commessa, mentre il figlio Jack sogna di arruolarsi nei marine e la bambina più piccola, Matilda, è l'unica autorizzata a entrare in cucina.

 

Ramsay dà ai figli 50 sterline, 100 per Megan che studia ad Oxford, come paghetta settimanale per comprarsi quello di cui hanno bisogno. Non ha per questo fatto scalpore quando il cuoco ha dichiarato che a loro non spetterà un centesimo della sua fortuna, guadagnata con sudore e fatica nelle cucine dei ristoranti.

warren buffett

 

Warren Buffett

Anche il «guru di Omaha» Warren Buffet, stabilmente ai primi posti della classifica dei più ricchi al mondo, ha deciso che alla sua morte i tre figli non avranno nulla. Il mago della finanza, che recentemente ha raggiunto il record di liquidità, ha predisposto che il suo patrimonio venga diviso tra fondazioni benefiche.

 

Elton John

«I miei figli vivono vite incredibili ma è importante avere un po’ di rispetto per i soldi, un po’ di rispetto per il lavoro». È con questa frase che la popstar internazionale Elton John giustifica la sua decisione di lasciare ai suoi bambini solo una parte della sua fortuna. 

 

elton john

Simon Cowell

Il fondatore di X Factor (e uno dei giudici degli esordi del programma) aveva annunciato di voler donare il suo patrimonio in beneficenza. Ha un figlio, Eric, avuto dalla compagna Lauren Silverman.

stingsimon cowell

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?