rissa matrimonio

FINCHÉ SCAZZO NON CI SEPARI – IL COGNATO SI PERMETTE DI FARE UNA BATTUTA SUL VESTITO DELLA SPOSA CHE IMPAZZISCE E PASSA ALLE MANI: BOTTE DA ORBI DURANTE UN RICEVIMENTO DI NOZZE IN UN AGRITURISMO IN PROVINCIA DI MILANO DOVE GLI SPOSINI E I COGNATI HANNO DATO SPETTACOLO CON INSULTI, CALCI E PUGNI – ALLA FINE PER SEDARE GLI ANIMI SONO ARRIVATI I CARABINIERI MENTRE IL FRATELLO DELLO SPOSO E LA MOGLIE SONO FINITI IN OSPEDALE…

Giovanna Maria Fagnani per "www.corriere.it"

 

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Un «battuta» del cognato sul vestito della sposa fa finire in rissa il banchetto nuziale. Si è concluso con una scazzottata fra gli sposini e i cognati il ricevimento che si teneva, domenica scorsa, in un agriturismo di Robecco sul Naviglio. E ad avere la peggio sono stati il fratello dello sposo e sua moglie, portati in ospedale in ambulanza, per farsi medicare graffi e contusioni.

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Alla fine, per sedare gli animi, sono arrivati anche i carabinieri di Abbiategrasso. Così, fra festeggiamenti, brindisi, auguri e bomboniere, i neosposi e i cognati si sono ritrovati a dover dare le proprie generalità ai militari. Al momento, però, nessuno dei protagonisti della rissa ha sporto denuncia: chissà che, dopo la sfuriata, la pace in famiglia non sia già tornata.

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Domenica sera, all’agriturismo, immerso nel Parco del Ticino, si respirava un’aria festosa e rilassata. Dopo le promesse di eterno amore e le fotografie di rito, la cena è proseguita fino a tardi e, poco prima delle 23, complici probabilmente la stanchezza e qualche brindisi di troppo, la situazione è precipitata.

 

Il fratello dello sposo, un trentunenne, si è lasciato andare ad un apprezzamento sull’abito nuziale. Una battuta che ha offeso la sposina. Ne è nato, così, un alterco, a cui si sono presto aggiunti lo sposo e la moglie del cognato, in difesa dei rispettivi compagni. Dal battibecco alle mani il passo è stato ancora più breve e fra i quattro sono volati schiaffi e spintoni, sotto gli occhi attoniti degli altri invitati e del personale del ristorante.

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Vista l’atmosfera incandescente, qualcuno ha chiamato il 112, che ha inviato sul posto le ambulanze della Croce azzurra di Abbiategrasso e di Caronno Pertusella. All’arrivo dei soccorritori e anche dei carabinieri, però, i quattro scalmanati erano già venuti a più miti consigli, grazie all’intervento di amici e famigliari. I carabinieri hanno ascoltato il racconto dei quattro protagonisti della vicenda e anche di altri testimoni. È così emersa tutta la storia dell’apprezzamento, poco gradito, sull’abito della sposa.

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Chiarito il problema, le due ambulanze hanno portato il fratello dello sposo e sua moglie, una ventisettenne, all’ospedale di Magenta e al San Carlo di Milano. Lì sono stati visitati e dimessi, con una prognosi di pochi giorni. Nel frattempo, sbollita la rabbia e ripartite le ambulanze, il ricevimento è proseguito e gli sposi hanno potuto salutare amici e parenti. Non ci sono estremi di reato. Ed è improbabile anche che si arrivi ad uno scambio di denunce. Forse, ai quattro protagonisti, per fare pace è bastato dormirci sopra.

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