anziano con telefono fisso

GIÙ LA CORNETTA – IN GRAN BRETAGNA SI PREPARANO A DIRE ADDIO AL TELEFONO FISSO: DAL 2025 PER FARE TELEFONATE SARÀ NECESSARIO AVERE UNA CONNESSIONE INTERNET E UN ABBONAMENTO. AL MOMENTO OLTREMANICA SONO 6,5 MILIONI LE FAMIGLIE SENZA ACCESSO ALLA RETE, QUASI TUTTI ANZIANI – E IN ITALIA? PER ORA NON C’È NESSUN PROGETTO DEL GENERE. LE FAMIGLIE CHE HANNO SOLO UNA LINEA VOCE SONO…

TELEFONO FISSO

1 - SVOLTA A LONDRA. DAL 2025 ADDIO AL TELEFONO FISSO

Chiara Bruschi per “il Messaggero”

 

Addio alla rete fissa. Nel Regno Unito non sarà più possibile utilizzarla per fare telefonate a partire dal 2025. Per mettersi in contatto con qualsiasi altro apparecchio sarà necessario avere una connessione internet e un abbonamento.

 

telefono fisso

Un requisito problematico per quel 6% di abitazioni ovvero 6,5 milioni di famiglie dato fornito da Ofcom, l'autorità che regolamenta le telecomunicazioni - che al momento non ha alcun accesso alla rete. Ci sono poi i 500mila persone che non possiedono un cellulare e altre che invece lo hanno ma non hanno mai sottoscritto un abbonamento dati e preferiscono appoggiarsi a reti wifi per accedere al web.

 

La preoccupazione più grande, scrive il Daily Mail, riguarda la popolazione anziana che non ha dimestichezza alcuna col mezzo e quella che invece vive in aree rurali, dove il segnale è ancora troppo debole per poter garantire un servizio di qualità.

 

RISCHIO TRUFFE

MAUREEN LIPMAN IN UNA PUBBLICITA INGLESE DEGLI ANNI '80 PER PROMUVOERE LA LINEA FISSA

Caroline Abrahams, direttrice della charity che si occupa di fornire supporto agli anziani Age UK, ha precisato come il cambiamento sarà un grave problema per gli over 75. Il 50% di questi ultimi, infatti, non ha una connessione internet. Senza parlare delle truffe che troppo spesso vengono architettate proprio nell'ambito di questi servizi.

 

Per evitarle la Abrahams ha fatto appello alle «aziende di telecomunicazioni affinché si attivino per evitare imbrogli e tutelare i più deboli», come spiegato sulle pagine del Mail. Fondamentale, inoltre, sarà garantire un accesso ai numeri di emergenza anche in caso di blackout della rete internet, magari attraverso la fornitura di un telefonino gratuito dal quale possano chiamare il 999.

 

telefono fisso

Certo è che chi non è ancora dotato di un abbonamento internet dovrà sottoscriverne uno ma le aziende fornitrici hanno promesso che forniranno contratti molto semplici ed economici, simili a quelli già in essere per la rete fissa.

 

E per quanto riguarda l'apparecchiatura, non è ancora stato reso noto se sarà necessario per gli utenti acquistare un nuovo telefono da collegare a Internet. Un cambiamento epocale che è stato paragonato a quello avvenuto nel 2012, con il passaggio obbligatorio dalla tv analogica a quella digitale.

 

GETTONI RICORDO LONTANO

CABINA TELEFONICA TRASFORMATA IN BIBLIOTECA A LONDRA

A differenza di quest' ultimo, però, il cambiamento non sarà gestito dal Governo ma dalle compagnie private del settore delle telecomunicazioni. Anche il telefono di casa, quindi, farà presto parte del passato, proprio come le cabine a gettoni oramai rarissime nel Regno Unito.

 

Disegnate da Sir Giles Gilbert Scott nel 1926 sono diventate un simbolo dell'Inghilterra ma negli ultimi anni, con la diffusione dei cellulari, sono cadute fortemente in disuso. Per questo la maggior parte di esse è stata convertita in mini-biblioteche, defribrillatori, punti di ricarica del cellulare e perfino gallerie d'arte. Ne sono rimaste solo 7mila funzionanti ma il loro utilizzo crolla ogni anno del 20% e continuano a rappresentare una perdita per la BT che le gestisce e ne deve curare la manutenzione.

 

 

2 - IN ITALIA RESTANO 20 MILIONI DI LINEE, UN DECIMO SENZA CONNESSIONE

telefono fisso

Jacopo Orsini per “il Messaggero”

 

La Gran Bretagna è pronta a dire addio alle vecchie linee fisse dal 2025, quando per telefonare sarà necessario avere una connessione internet. In Italia, per ora, anche chi non ha il collegamento alla rete potrà continuare invece a chiamare senza problemi. Al momento, infatti, gli operatori non prevedono di mandare in pensione il telefono tradizionale.

 

Anche chi in casa ha solo la linea voce - quasi due milioni di famiglie - potrà quindi continuare a usarla senza dover pagare un abbonamento per navigare sul web. «Non ci risultano progetti di questo tipo», riferiscono dal quartier generale di Tim, ex monopolista e ancora compagnia dominante con quasi la metà delle linee fisse, che in Italia sono 19,95 milioni, secondo l'ultima rilevazione dell'Osservatorio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).

ANZIANO CON TELEFONO FISSO

 

«Non ne sappiamo nulla», fa sapere anche Vodafone, il secondo operatore per dimensioni con una quota di mercato, sempre nel fisso, vicina al 16%.

 

IL CAVO

Nessun progetto a breve insomma, ma questo non significa che nel prossimo

decennio anche in Italia, come negli altri Paesi europei, non ci sarà l'addio al vecchio doppino, il cavo che portava la voce del telefono nelle case quando non c'era ancora internet. Tim, nelle scorse settimane, ha avviato da Trento il processo di spegnimento della rete in rame.

TELECOM FISSO

 

Una delle centrali della città è stata la prima interamente cablata con tecnologia Fiber to the home (Ftth). Tutte le utenze servite da quell'impianto potranno quindi migrare sulla nuova rete con conseguente abbandono del rame. Un cambiamento tecnologico, parte di un più ampio progetto del gruppo per accelerare la digitalizzazione del territorio, che consentirà a famiglie e uffici di avere connessioni superveloci (fino a 1 Gigabyte).

 

Il passaggio avverrà comunque progressivamente sulla base delle adesioni dei clienti e non sarà forzato. Intanto in Italia la diffusione delle connessioni cresce e le linee a banda larga hanno ormai raggiunto quota 18,37 milioni (erano 17,68 milioni un anno fa e meno di 16 milioni nel 2017). Restano tuttavia zone dove le linee veloci sono ancora un miraggio e le differenze fra diverse aree del Paese sono ampie.

 

telefono fisso

A Milano, per esempio, quasi l'87% delle famiglie ha accesso alla banda larga, mentre a Potenza, L'Aquila, Campobasso, Isernia e Sud Sardegna la quota è inferiore al 49%. «La crisi pandemica - si legge nell'ultima relazione dell'Agcom - ha rappresentato un acceleratore di profondi mutamenti già in atto da tempo: basti pensare che nel 2005 le linee broadband rappresentavano meno del 30% delle linee complessive. A fine 2020, gli abbonamenti non broadband sono ormai residuali (7,5% del totale)». Tra il 2019 e il 2020 c'è stato inoltre un incremento del traffico medio dati di oltre il 46%.

LE COSE RESE ANTIQUATE DAL PROGRESSO TECNOLOGICO TELEFONO FISSO

 

LA FIBRA

 Le linee capaci di garantire le connessioni migliori e più veloci, cioè quelle in fibra ottica - sempre secondo i dati dell'Autorità di settore - sono arrivate a raggiungere il 33,7% delle famiglie italiane, in crescita rispetto al 30% del 2019. «Solo la disponibilità di adeguate infrastrutture - sottolinea ancora l'Agcom - potrà consentire nei prossimi anni quel salto di produttività sistemica necessario a innescare una robusta e strutturale crescita economica del Paese». Jacopo Orsini

CABINA TELEFONICA

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI AGITATI, TENDENTI AL MOSSO. CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE ABBASTANZA FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME È ALTRETTANTO NOTA LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO MA NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?