nicola gratteri francesco greco

GRATTERI, OGGI E DOMANI – NELLA LISTA DI POSSIBILI SUCCESSORI A FRANCESCO GRECO ALLA GUIDA DELLA PROCURA DI MILANO C’È ANCHE IL PROCURATORE CAPO DI CATANZARO. CHE NELL’ATTESA HA FIRMATO LA PREFAZIONE A “STRAGE DI STATO”, UN LIBRO CHE SOSTIENE CHE IL COVID È UN COMPLOTTO MONDIALE - M.FELTRI: “HO UNA SOLIDISSIMA FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA, NELLA GRANITICA CERTEZZA CHE GRATTERI NON AFFRONTA LE INCHIESTE COME AFFRONTA LE PREFAZIONI”

1 – RICORDATE: FIDUCIA

Mattia Feltri per “La Stampa”

 

nicola gratteri

Premetto di avere fiducia nella magistratura. In ogni caso, leggo uno spettacolare pezzo di Luciano Capone sul Foglio nel quale si dà notizia della prefazione apposta dal procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, a un libro secondo cui il Covid è un complotto mondiale concertato da Bill Gates, Soros, Rockfeller (uno dei tanti) in combutta con le industrie farmaceutiche e i vertici massimi del Vaticano.

 

strage di stato il libro complottista sul covid con la prefazione di gratteri

Calma, io ho fiducia nella magistratura. Nella tesi dei due autori di Strage di Stato - il libro introdotto da Gratteri - il Covid è un virus ridicolo, non ha ucciso nessuno, i vaccini sono acqua di fogna, e il grande inganno dipende dagli ebrei che comandano in tutto il mondo. Confermo con forza la mia fiducia nella magistratura.

 

La falsa pandemia, insegnano gli illustri saggisti, è lo strumento per realizzare un colpo di stato globale e trasformare l'uomo in Ogm, o in cyborg governato dall'algoritmo, e nella contesa si fronteggiano Figli della Luce e Figli delle Tenebre.

 

mattia feltri (2)

Ho una solidissima fiducia nella magistratura. Il procuratore Gratteri - ieri ha precisato di non essere un negazionista, infatti il suo ufficio è colmo di plexiglas e sono tutti vaccinati - scrive che «nell'attenta esegesi del libro affiora un mosaico in cui ogni tassello trova la propria collocazione», e poi «quadro di plausibilità» e «angosciosi interrogativi degni di approfondimento nelle sedi competenti».

 

È tutto, mi resta soltanto da aggiungere, nella granitica certezza che Gratteri non affronta le inchieste come affronta le prefazioni, e casomai non l'avessi espressa con la dovuta chiarezza, la mia fiducia totale e incondizionata nella magistratura.

 

2 – PROCURA DI MILANO PER IL DOPO GRECO CI PROVA GRATTERI

Giuseppe Legato e Monica Serra per “La Stampa”

 

francesco greco

Dietro lo scontro tra magistrati al palazzo di Giustizia di Milano sul caso Eni-Nigeria, si nasconde in realtà la partita ben più importante della nomina del nuovo procuratore capo. La corsa per la successione di Francesco Greco alla guida della procura più in vista del Paese, partirà ufficialmente a maggio, sei mesi prima del suo pensionamento.

 

fabio de Pasquale

Ma le manovre per stabilire chi prenderà il suo posto sono già iniziate: un risiko articolato e per niente scontato, perché mai nella storia la procura di Milano è finita nelle mani di un magistrato che arriva dall' esterno.

 

Tra gli aggiunti milanesi, intenzionato a concorrere è Maurizio Romanelli, capo del pool anticorruzione, magistrato autorevole, esperto di mafia e terrorismo, che gode di grande stima tra i colleghi, ma che non ha mai ricoperto ruolo da procuratore. Il competitor "esterno" più temibile Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro che sfiorò la poltrona di ministro della giustizia nel governo Renzi.

 

Maurizio Romanelli

A maggio farà domanda per guidare i magistrati milanesi senza negarsi un' ulteriore (legittima) ambizione: quella di dirigere a febbraio 2022 la Direzione Nazionale Antimafia, quando Federico Cafiero De Raho lascerà l' incarico per raggiunti limiti di età. In questo momento, però, è l' ufficio di Milano a generare maggiori fibrillazioni.

i pm di Milano Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro -U43070110205349sDC-593x443@Corriere-Web-Sezioni

 

Perché la candidatura del capo dei pm di Catanzaro, slegato da logiche correntizie, con ruoli direttivi già esercitati, rimescola le carte rispetto alla "soluzione interna" che è sempre stata trovata. E non è un caso che nelle recenti ricognizioni dei papabili si sia fatto anche il nome di Giuseppe Amato, procuratore capo di Bologna (e prima ancora a Pinerolo e Trento). Che in virtù dei ruoli direttivi potrebbe competere maggiormente sul frame dei titoli contro Gratteri.

 

ROBERTO BICHI

La corsa a tre, certo, si popolerà, strada facendo, di altri competitor. Questa delicata partita si giocherà in un momento di grande tensione al palazzo di giustizia di Milano. In procura un gruppo di magistrati continua a chiedere un' assemblea dopo lo scambio animato in una chat di whatsapp dell' ufficio, all' indomani dell' assoluzione degli imputati coinvolti nel caso Eni Nigeria. Un incontro negato, almeno formalmente, perché le parole dure che sono volate avrebbero a che fare con un' inchiesta in corso, su cui c' è il segreto istruttorio.

 

nicola gratteri

Quella sul presunto "depistaggio" delle indagini su Eni Nigeria nel corso della quale, le parole dell' indagato Piero Amara, che sollevava dubbi sull' imparzialità del collegio, paventando una vicinanza tra i giudici e le difese, sono fine sul tavolo della procura di Brescia, competente a giudicare i magistrati milanesi. Brescia nel frattempo ha archiviato il fascicolo.

 

Ma, dopo l' assoluzione di Eni, il presidente del Tribunale Roberto Bichi ha scritto una lettera di solidarietà ai giudici del collegio, ringraziandoli per «impegno efficienza, freddezza e riserbo» mantenuti nonostante «la gravità delle insinuazioni fatte circolare» e su cui ora vuole vederci chiaro, se è vero che Bichi ha chiesto l' accesso agli atti bresciani. Per placare le polemiche mercoledì sera il procuratore Greco, in una nota, si è detto «al fianco» dei suoi pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, che nel processo rappresentavano l' accusa.

 

luca palamara al csm

Ieri mattina, poi, con sole ventiquattro ore di anticipo la prima commissione del Csm ha convocato e sentito per un' ora e mezza l' ex presidente dell' Anm Luca Palamara su fatti specifici. Tra cui proprio la nomina dei capi degli uffici giudiziari di Roma e Milano. Circostanza che rischia di far diventare la parola di Palamara una pietra pesante nelal partita delle procure più importanti di Italia.

luca palamara al csm 1ROBERTO BICHI RAFFAELE CANTONE NICOLA GRATTERI

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO