piero amara filippo paradiso

GRILLINI IN PARADISO - IL POLIZIOTTO FILIPPO PARADISO, ARRESTATO INSIEME A PIERO AMARA, È STATO UNA DELLE ANIME NEL DIETRO LE QUINTE DI "PAROLE GUERRIERE", UNA SORTA DI THINK TANK M5S DOVE ERANO DI CASA I VERTICI PENTASTELLATI, COME FICO, PAOLA TAVERNA, DI MAIO, DI BATTISTA E NICOLA MORRA - AMICO DI MARCO MANCINI, FU PARADISO A FORNIRE A VINCENZO ARMANNA, GRANDE ACCUSATORE DI ENI, I VERBALI SECRETATI RESI DA PIERO AMARA A MILANO SULLA LOGGIA UNGHERIA, POI SVENTOLATI DI FRONTE A PAOLO STORARI E LAURA PEDIO…

Alessandro Da Rold per "la Verità"

 

FILIPPO PARADISO

Inizia a dipanarsi la matassa che in questi anni ha avvolto la magistratura e soprattutto le inchieste collegate all' Eni. Filippo Paradiso (classe 1966), infatti - il poliziotto di Matera arrestato che lavora al Viminale insieme con il sottosegretario grillino Carlo Sibilia - era un fedelissimo di Piero Amara ma conosceva bene anche Vincenzo Armanna, il grande accusatore nel processo Opl 245 di Claudio Descalzi, l' amministratore delegato di Eni.

 

I tre parlavano tra loro su Wickr, l' applicazione che consente messaggi criptati e non intercettabili. Lo si scopre leggendo le 306 pagine di custodia cautelare dove emerge una rete interna alle Procure di mezza Italia, che passa da Trani per arrivare fino a Milano. Era un sistema che non solo aveva l' obiettivo di controllare le nomine nei tribunali ma anche di coordinare le inchieste.

piero amara

 

Del resto l' ordinanza rivela come sarebbe stato proprio Paradiso a fornire ad Armanna i verbali secretati resi da Amara a Milano sulla loggia Ungheria, poi sventolati di fronte a Paolo Storari e Laura Pedio, prima che li ricevesse Piercamillo Davigo. «Avevo interesse a conoscere delle dichiarazioni» spiegò Armanna ai pm milanesi. «Mi sono rivolto a Filippo Paradiso attraverso Wickr».

vincenzo armanna

 

Non solo. Paradiso è anche il punto di congiunzione tra Amara e l' ex capo della Procura di Trani Carlo Capristo, nato quando uno dei falsi dossier contro Descalzi (creato da Amara) venne inviato nella Procura pugliese e che poi finì a Siracusa, all' ex pm Giancarlo Longo, altro sodale dell' avvocato siciliano. A Trani quell' esposto su Descalzi fu consegnato a mano, senza neppure il timbro postale da un anonimo, come rivela Maddalena Longo, funzionario di cancelleria della Procura. Una mossa che avrebbe garantito a Capristo l' aiuto di Amara e del suo entourage per ottenere i voti del Csm per diventare nel 2016 il nuovo procuratore di Taranto.

GIANCARLO LONGO

 

In questi anni Paradiso - dopo la breve parentesi con il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati (fu subito sostituito nel 2019 da Claudio Galoppi) - è sempre stato considerato l' eminenza grigia del Movimento 5 Stelle. Aveva un ruolo di primo piano nel partito di Beppe Grillo, anche perché quando fu indagato il 21 maggio dopo l' arresto del procuratore di Taranto, non era stato allontanato dai grillini.

 

Maria Elisabetta Casellati

Data la vasta rete di conoscenze, è stato infatti una delle anime nel dietro le quinte di Parole guerriere, una sorta di think tank a 5 Stelle dove erano di casa i vertici pentastellati, come Roberto Fico, Paola Taverna, Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Nicola Morra. Gli stessi grillini che spesso, anche tramite Il Fatto Quotidiano, avevano attaccato l' Eni e Descalzi. Ma oltre alla politica, Paradiso era una pedina fondamentale di Amara. A spiegarlo è Giuseppe Calafiore, ex socio dell' avvocato siciliano, in uno degli interrogatori di fronte ai magistrati romani.

 

DI MAIO DI BATTISTA FICO STATI GENERALI M5S

«Amara utilizzava Paradiso per fare il relation man. Paradiso andava a cena con diversi membri del Csm. Lo utilizzava e lo pagava. [] gli dava anche la carta di credito a questo Paradiso». Secondo Calafiore, infatti, il poliziotto del Viminale veniva di fatto mantenuto dall' avvocato siciliano. «Lavorava cioè come applicato politico al ministero degli Interni e quindi lei si immagini uno che guadagna... sono forse 1500 euro, 2.000 euro al mese... che vive a Roma, tutte le sere a cena con chiunque cioè come fa, è tecnicamente impossibile».

 

PAOLO STORARI

Una volta «l' ha foraggiato davanti a me in studio e gli ha dato 2.100 euro». La stessa moglie di Paradiso, Lucia Giuliano, era retribuita da un consorzio, proiezione della società Tecnomec che fatturava ad Eni ed Ilva e i cui affari erano seguiti da una società dell' avvocato di Augusta.

 

Amara e Paradiso parlavano tramite l'applicazione Wickr. A rivelarlo è proprio il poliziotto in un verbale del 2 febbraio del 2020, dove di fronte a Paolo Storari e Laura Pedio nell' inchiesta sul falso complotto Eni. «Ho conosciuto Piero Amara nel periodo in cui sono stato assegnato al ministro Saverio Romano di cui Amara era molto amico».

 

claudio descalzi

Paradiso a Milano racconta anche la sua storia, una lunga carriera nella polizia di Stato, dal 1985 al 2004, dove ricopre il grado di assistente. Ma poi, «a seguito di una terribile esperienza giudiziaria ho scelto di non tornare nel servizio attivo e sono sempre stato comandato presso varie segreterie particolari di alcuni ministeri». Da Rocco Buttiglione a Maurizio Martina fino a Nunzia De Girolamo e Matteo Salvini.

carlo sibilia

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…