amy winehouse

LA GUERRA DI AMY – QUANDÒ MORÌ A 27 ANNI AMY WINEHOUSE ERA IN LOTTA CON IL NEMICO PIÙ INSIDIOSO: SE STESSA. UNA GUERRA DESCRITTA NEL BRANO MENO CONOSCIUTO “SOME UNHOLY WAR”: IL TITOLO LE VENNE IN MENTE ASCOLTANDO LE NOTIZIE IN TV SULL’AFGHANISTAN, MA LA SUA BATTAGLIA PERSONALE ERA CONTRO IL SUO UOMO, QUEL BLAKE FIELDER-CIVIL CHE L’AVEVA INSTRADATA ALL’EROINA E CHE… - VIDEO

 

Giuseppe Videtti per “il Venerdì di Repubblica”

 

amy winehouse e blake fielder civil 8

Due soli dischi: uno elettrizzante, l'altro folgorante. Quando morì, nel 2011 - ennesima vittima del Club dei 27 - Amy Winehouse non aveva neppure iniziato a incidere il seguito di Back to Black, che era uscito cinque anni prima. Fisicamente alla deriva, sentimentalmente devastata, non era nelle condizioni di scriverne il sequel. Ora, ognuno ha la sua canzone preferita, o magari più di una, tra quegli undici classici.

 

Rehab, ammiccante ma drammaticissima; You Know I' m No Good, autostima sotto i piedi; Back to Black, sintomi di autolesionismo.

amy winehouse Blake Fielder

 

La mia preferita, Some Unholy War, è una delle meno frequentate, forse a causa del testo enigmatico, ai limiti dell'indecifrabile. Mi entrò in testa la prima volta che la incontrai - e non ne è più uscita (tormentone tosto). Era il 2007, nel minuscolo e disadorno (un po' squallido a dirla tutta) camerino del Kalkscheune di Berlino: lei fuori di testa, io in imbarazzo; faceva fatica a seguire il filo logico, era altrove, e incalzata da domande troppo impegnative tagliò corto: «È tutto scritto in quello che canto, io non nascondo niente». E mi consigliò di prestare attenzione alle parole di Some Unholy War - che avrei decifrato meglio quando la morte mise in piazza le fragilità che avevamo intuito.

amy winehouse e blake fielder civil 9

 

Ne cantò una versione straziante al Kalkscheune, che assomiglia più a quella pubblicata nella recente riedizione di At the Bbc (Live at Porchester Hall, siamo sempre nel 2007, l'anno del concerto di Berlino) che all'originale. Il titolo (Una guerra empia) le venne ascoltando in tv notizie sulle atrocità in Afghanistan. In pochi istanti si cucì addosso quelle empietà in una ballata dall'intro solenne dove raccontava la guerra, non meno feroce, che combatteva col suo uomo (Blake Fielder-Civil, che sposò in quel dannato 2007) e con l'eroina. L'amore sembra irrinunciabile anche quando uccide: queste sono le torch song del nuovo millennio.

 

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