raffaele fitto ursula von der leyen

È GUERRA APERTA A FITTO – LA NOMINA DEL MELONIANO AGITA I SOCIALISTI: “IL RUOLO DI VICEPRESIDENTE ESECUTIVO A UN ESPONENTE DI ECR NON CORRISPONDE ALLE NOSTRE RICHIESTE E CI CREA PROBLEMI”. DURISSIMI I VERDI: “NON DAREMO VITA FACILE A FITTO DURANTE LE AUDIZIONI ALL'EUROCAMERA” – VON DER LEYEN FA SAPERE CHE L'ITALIANO, OLTRE ALLE DELEGHE SU COESIONE E RIFORME, “GESTIRÀ I FONDI DEI PNRR INSIEME A VALDIS DOMBROVSKIS” – LA MOSSA RISCHIOSA DI URSULA PER “REGNARE” DA SOLA: NIENTE COMMISSARI INGOMBRANTI (VEDI IL “LICENZIAMENTO” DI THIERRY BRETON) E APERTURA A DESTRA PER ALLARGARE LA MAGGIORANZA...

VON DER LEYEN, 'FITTO GESTIRÀ I PNRR CON DOMBROVSKIS'

RAFFAELE FITTO - PARLAMENTO EUROPEO

(ANSA) - Raffaele Fitto gestirà i fondi dei Pnrr insieme a Valdis Dombrovskis. E' l'indicazione contenuta nella lettera di missione inviata da Ursula von der Leyen al commissario italiano designato vicepresidente esecutivo. "Realizzare le riforme e gli investimenti concordati stabiliti nei Pnrr dei Paesi Ue entro la scadenza del 2026 sarà una sfida significativa e richiederà sforzi costanti da parte di tutti i Paesi e della Commissione. Vorrei che tu guidassi questo lavoro, insieme al commissario per l'Economia e la produttività, e ti concentrassi sull'implementazione completa e di successo di NextGenerationEU", scrive von der Leyen.

 

RAFFAELE FITTO MATTEO SALVINI

SALVINI, FITTO PORTERÀ AVANTI GLI INTERESSI ITALIANI IN UE

(ANSA) - "Buon lavoro a Raffaele Fitto, nominato vice presidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme, certi che saprà portare avanti gli interessi dell'Italia con buonsenso e concretezza". Lo afferma sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.

 

VERDI UE, 'FITTO NON AVRÀ VITA FACILE ALLE AUDIZIONI'

(ANSA) - "Il fatto che un candidato di un governo di estrema destra venga nominato vicepresidente della Commissione Ue resta una grande preoccupazione per il gruppo dei Verdi". Così la co-presidente dei Verdi Ue, Terry Reintke, sulla nomina di Raffaele Fitto che potrebbe "creare un pericoloso spostamento verso l'estrema destra nella Commissione e mettere a repentaglio la maggioranza pro-democratica". Il gruppo - ha aggiunto - "non darà vita facile a Fitto" durante le audizioni di fronte all'Eurocamera.

 

S&D, 'RUOLO A FITTO È UN PROBLEMA MA SAREMO RESPONSABILI'

Iratxe Garcia Perez

(ANSA) - "Il ruolo di vicepresidente esecutivo ad un esponente di Ecr non corrisponde alle nostre richieste e ci crea problemi" ma "lavoreremo con responsabilità" in vista delle audizioni. Lo ha detto la capogruppo dei Socialisti Ue Iratxe Garcia Perez. "Vorrei conoscere l'impegno di Fitto nei confronti dei valori europei. C'è un problema politico nell'assegnare una vicepresidenza esecutiva" ad un candidato di Ecr ma "è necessario fare chiarezza. Noi lavoreremo con responsabilità pensando quale sia il meglio per l'Ue. Vogliamo valutare che tutti i candidati abbiano un impegno saldo nei confronti dei valori europei", ha aggiunto.

 

LA MOSSA DI URSULA PER REGNARE DA SOLA TRA I GOVERNI IN CRISI

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

https://www.repubblica.it/esteri/2024/09/17/news/ursula_von_der_leyen_nomine_commissione_ue-423504195/?ref=RHLF-BG-P1-S3-T1

 

raffaele fitto ursula von der leyen

«Per lavorare bene nei prossimi cinque anni bisognava fare così. Era indispensabile cambiare il modello di lavoro». Nello staff di Ursula von der Leyen spiegano così le ultime mosse per la composizione della nuova Commissione. Il “licenziamento” del francese Thierry Breton rientra in questa logica. Un sistema che tra i parlamentari europei viene definito nel modo più pericoloso possibile: «I pieni poteri».

 

Perché l’“Ursula bis” non vuole intralci. E approfittando della debolezza di quasi tutti i grandi governi nazionali, a partire da quelli francese e tedesco, ha imposto le sue richieste. Ha reclamato e ottenuto dall’Eliseo di “cacciare” Breton, il quale faceva parte del pacchetto di commissari che non le hanno risparmiato critiche insieme a Borrell, Timmermans, Gentiloni.

 

RAFFAELE FITTO - PARLAMENTO EUROPEO

«Voleva i pieni poteri - è l’osservazione che più ricorre tra gli eurodeputati arrivati a Strasburgo per la sessione plenaria - e li ha ottenuti». Sta formando una Commissione debole, senza esponenti di rilievo, per emergere in solitudine.

 

[…]

 

Ma è così? Soprattutto, ha la forza sufficiente per affrontare tutte le sfide che attendono il “Vecchio Continente” nei prossimi cinque anni? Perché un conto è assumere il comando nella risoluzione di una singola crisi. Altro è fare fronte a un possibile cambiamento epocale e alle conseguenti riforme. Anche perché Germania e Francia sono di fatto in campagna elettorale. La legislatura tedesca terminerà tra un anno e a Parigi tutti scommettono sull’eventualità che sempre nell’arco di dodici mesi si torni alle urne.

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN AL G7

Con i due “pesi massimi” dell’Ue impegnati nel voto e una Commissione “leggera”, sarà difficile per la Presidente uscire dalle secche di una paralisi operativa. Un pericolo ancora più incombente se si pensa che tra quaranta giorni si voterà in Usa e si sceglierà la nuova amministrazione americana e che ci sono almeno due guerre ai confini dell’Unione.

 

Resta il fatto che fino ad ora von der Leyen non ha arretrato su nulla. Le Cancellerie e i partiti hanno dovuto subire le sue decisioni. Anche in merito al ruolo che verrà assegnato al Commissario italiano, Raffaele Fitto […]

 

Uno schiaffo a Socialisti, Verdi e Liberali che avevano promesso fuoco e fiamme pur di evitare questa nomina. E che ora sembrano acconciarsi ad ogni evenienza. Ognuno in difesa dei propri interessi di gruppo o nazionali. Il Pse ha preferito difendere la vicepresidenza per la spagnola Ribera (che dovrebbe ricevere anche la delega alla transizione ecologica anche se il Ppe su questo punto frena molto) e Renew si accontenta della possibilità che il nuovo commissario francese, Stephane Sejourne, ottenga l’incarico più prestigioso: la Concorrenza.

 

RAFFAELE FITTO - MEME BY EMILIANO CARLI PER IL GIORNALONE - LA STAMPA

Senza accorgersi che la tenaglia messa in funzione dai Popolari e dalla presidente della Commissione sta stritolando la tradizionale maggioranza europea e europeista per creare un ibrido senza precedenti che coinvolgerà anche i Conservatori dell’Ecr.

 

In questo modo Ursula “depoliticizza” la Commissione, mette tutti sullo stesso piano e lei può alternativamente attivare il “doppio forno”, quello di sinistra o di destra in base alle convenienze. I socialisti in particolare rischiano di essere marginali per cinque anni. Non è una svolta politica, ma di potere, in cui tutti ricevono qualcosa. […]

Iratxe Garcia PerezRAFFAELE FITTO RITRATTO DA FRANCESCO FEDERIGHI

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”