jack nicholson

INGANNI DI FAMIGLIA - A 37 ANNI JACK NICHOLSON SCOPRÌ CHE QUELLA CHE PENSAVA FOSSE SUA SORELLA IN REALTA’ ERA LA MADRA BIOLOGICA - E QUELLA CHE CREDEVA ESSERE LA MAMMA ERA IN REALTA’ LA NONNA - LA FAMIGLIA GLI AVEVA TENUTO NASCOSTA LA VERITÀ PERCHE’…

Fabrizio Barbuto per “Libero quotidiano”

 

la colazione di jack nicholson

Ogni attore sviluppa la sua personale tecnica, tuttavia, l'operato dei migliori intepreti, transita inevitabilmente attraverso un passaggio comune: mettere il proprio vissuto al servizio dell'arte. Gioie e dolori di oggi, per un bravo caratterista, sono il talento di domani. Dev' essere questa la ragione per la quale, il poliedrico Jack Nicholson, brilla come pochi altri divi: la sua tavolozza d' artista è completa di ogni sfumatura cromatica, e gli permette di intingere il pennello nella nuance opportuna ad affrescare i personaggi più tormentati.

 

In pochi sanno da dove l' attore ricavi i colori cupi delle sue più celebri interpretazioni, ma dando un' occhiata alla sua vita, è inevitabile supporre che la famiglia d' origine abbia contribuito a forgiare quell' affascinante inquietudine dalla quale appare permeato.

Aveva 37 anni quando, una verità insospettata, ha capovolto le sue convinzioni di uomo: quella che credeva sua sorella scopre invero essere sua madre biologica. Da lì lo sconcerto, la confusione, il dubbio; tutte condizioni che, sovente, infonderà nei personaggi più intensi, delegando all' arte l' esorcismo dei suoi turbamenti.

JACK NICHOLSON E LA MADRE JUNE

 

DEMONI PERSECUTORI

Ma, a chiusura del sipario, sarà Nicholson in persona ad interfacciarsi con quei persecutori demoni che non gli danno tregua, ripiombando nella sceneggiatura più contorta: la sua stessa vita. Ad infittirne la trama contribuisce il fatto che, le figura materna mai messa in dubbio - Ethel Nicholson - scopre essere sua nonna, e che, di quel padre mai incontrato, disconosce perfino l' identità.

 

Neppure la madre gli rivelerà l' arcano: June morirà prematuramente, portando con sé nella tomba la verità di quella gravidanza avuta fuori dal matrimonio e vissuta con la vergogna di chi ne ha strenuamente nascosto il disonore, tanto da abdicare il ruolo materno, passandone il testimone alla famiglia d' origine. La donna aveva appena 18 anni.

 

UN GIOVANE JACK NICHOLSON

Ma lo stupore di Nicholson nel rendersi depositario della realtà sarà nulla dinanzi allo sconcerto del suo pubblico, il quale, abiutuato ad assimilarlo ai caratteri più violenti e rabbiosi, lo vedrà reagire con inaspettata magnanimità e clemenza nei confronti di una donna che, intimorita dal pregiudizio, l' ha messo al mondo nella menzogna, chiamandolo ad interpretare il primo vero ruolo di attore della sua futura carriera: quello di fratello minore di una fanciulla che gli era madre, e che non si perdonava di aver ceduto alla fugace passione con un uomo che, secondo il pettegolezzo comune, sarebbe stato un clandestino lettone ebreo che si guadagnava da vivere suonando il pianoforte su di un transatlantico tedesco.

 

Non vi è biasimo, da parte della star, verso quella controversa figura genitoriale, ed a chi gli domanda se abbia rancore verso la madre e la nonna per avergli nascosto una verità della quale è venuto a conoscenza per intercessione di terze persone, non solo risponde di no, ma rivendica perfino la stima e la venerazione nei confronti delle donne: «Non ho modo di parlare con loro di questa cosa. Sono morte.

 

LA FAMIGLIA DI JACK NICHOLSON

Per loro provo solo gratitudine. Fatemi vedere una qualsiasi donna di oggi che sa tenere un segreto, una confidenza o qualcosa di intimo a questo grado di riservatezza e avrete trovato la mia donna ideale» ragione di orgoglio Ai patimenti di June, oltre all' abbandono da parte del suo misterioso amante, si aggiungerà quello di non vivere abbastanza da compiacersi di come, quel figlio motivo di infamia, sia poi divenuto, per l' intera umanità, ragione di orgoglio, mietendo consensi tali da garantirgli ben dodici nomination agli Oscar: premio che si aggiudicherà tre volte, e non per i suoi tipici ruoli da diabolico oppressore, bensì per le interpretazioni più struggenti, come quella di Garrett Breedlove in Voglia di Tenerezza.

 

JACK NICHOLSON

Forse perché nella vita reale, la voglia di tenerezza, è un primordiale bisogno che non è mai riuscito ad appagare del tutto, ed al quale rimpiange di non aver dato riscontro attraverso i più amorevoli abbracci con una madre che, a lui, ha donato la vita, mentre, al cinema, un incomparabile istrione.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…