andrea pignani ardea

IL KILLER DI ARDEA, ANDREA PIGNANI, HA UCCISO A CASO: HA FREDDATO A COLPI DI PISTOLA DUE BAMBINI E UN ANZIANO, LE PRIME PERSONE CHE HA INCONTRATO - NESSUN CONTATTO PRECEDENTE, NESSUNO SCREZIO CON IL PAPÀ DELLE DUE GIOVANI VITTIME - L'UOMO NON ERA STATO SOTTOPOSTO A TSO NÉ AVEVA CONTATTI CON I SERVIZI DI IGIENE MENTALE DEL TERRITORIO - IN RETE SI CHIAMAVA "MR HYDE", ERA DISOCCUPATO, ISOLATO, NON AVEVA AMICI E NON SI CURAVA - DUE MESI FA, LO LASCIÒ PURE LA FIDANZATA - IN STANZA AVEVA UN SACCO DA BOXE, DUE GRANDI MANUBRI PER SOLLEVARE I PESI E POTENZIARE LA MUSCOLATURA…

1 - ANDREA IL KILLER SOLITARIO NON ERA MAI STATO CURATO "LE VITTIME SCELTE A CASO"

Edoardo Izzo per "la Stampa"

 

ANDREA PIGNANI

Ha scelto a caso chi uccidere. Il trentacinquenne Andrea Pignani che domenica mattina a due passi da casa - a Colle Romito (Ardea, Roma) - ha freddato a colpi di pistola due bambini e un anziano, avrebbe colpito le prime persone che ha incontrato sul suo percorso. Ha indossato felpa, guanti e zainetto ed è uscito per uccidere. Nessun contatto precedente, nessuno screzio con il papà delle due giovani vittime, che abitavano a poche centinaia di metri da lui.

 

OMICIDIO DI ARDEA - DANIEL E DAVID FUSINATO

Una strage generata da una follia sotterranea: l'uomo non era stato sottoposto a Tso né aveva contatti con i servizi di igiene mentale del territorio. Nel day after della tragedia che ha sconvolto il tranquillo consorzio sul litorale laziale è il momento delle smentite e delle puntualizzazioni.

 

Dalle prime attività di indagine svolte dai carabinieri di Frascati e di Anzio coordinati dalla procura di Velletri, emerge a carico di Pignani solamente una lite in ambito familiare, un grave alterco con la madre avvenuto l' 11 maggio 2020, che aveva reso necessario l' intervento di una pattuglia di carabinieri nella loro abitazione di viale Colle Romito. In quell' occasione l' uomo venne fatto accompagnare da un' ambulanza al pronto soccorso del Nuovo ospedale dei Castelli di Ariccia, dove arrivò volontariamente nel pomeriggio con codice azzurro «in stato di agitazione psicomotoria».

 

ANDREA PIGNANI

Sottoposto a consulenza psichiatrica, fu dimesso la mattina successiva con questa diagnosi: «stato di agitazione - paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato». «Si affida al padre», venne scritto nei documenti sanitari: ovvero all' ex vigilante, scomparso sette mesi fa, legale detentore della pistola Beretta utilizzata domenica per la strage.

 

La Asl Roma 6 ha manifestato ieri la propria vicinanza alle famiglie coinvolte nella drammatica vicenda di Ardea, segnalando di aver attivato un intervento di supporto psicologico con i servizi dedicati e precisando che Pignani «non è mai stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio presso le strutture aziendali e non era in carico ai servizi territoriali di salute mentale».

 

OMICIDIO DI ARDEA

Questione delicata e tutta da chiarire quella relativa alle segnalazioni alle forze dell' ordine delle intemperanze precedenti dell' omicida. Secondo quanto dichiarato a caldo dal presidente del consorzio, Romano Catini, «era già capitato che l' uomo uscisse di casa e sparasse in aria». La famiglia, secondo Catini, «era conosciuta nel quartiere per episodi di molestie e degrado» e «più volte sono stati segnalati alle forze dell' ordine» oltreché alla vigilanza interna del consorzio. Dagli accertamenti eseguiti dai pm di Velletri non risultano però denunce o segnalazioni a carico dell'omicida. Ed è stata ancora la procura a chiarire che «non è emerso alcun contatto tra l'omicida e le sue vittime né alcun rapporto di conoscenza».

 

SALVATORE RANIERI

A smentire con indignazione le voci diffuse da «fonti inattendibili» su un presunto litigio tra il papà dei due bimbi uccisi e Pignani era stata ieri Diamante Ceci, la legale dell' uomo, agli arresti domiciliari perché coinvolto nel 2018 in una vicenda di droga nell' area di Ostia: «La famiglia si era trasferita qui da un anno e mezzo perché era un posto tranquillo dove crescere i bambini», ha spiegato, sottolineando che proprio cinque minuti prima della sparatoria una pattuglia dei carabinieri di Marina di Ardea aveva accertato la presenza in casa del suo assistito, mentre i due bambini erano già andati a giocare al campetto vicino, dove sarebbero stati di lì a poco brutalmente uccisi.

 

Andrea Pignani

Secondo il legale sarebbe stata proprio la madre, che ha trovato i due figli ancora in vita immersi in una pozza di sangue, a chiedere aiuto. Una richiesta disperata, viste le gravissime ferite riportate dai due piccoli. Sopita sul nascere la polemica sul ritardo dei soccorsi. Voci circolate avevano riferito di un' attesa di 40 minuti dalla chiamata. Ma una nota diffusa ieri dall' Ares 118 ha specificato che la prima telefonata al 112 - delle ore 10. 57 - è stata immediatamente trasferita ai Carabinieri perché erano segnalati spari e al 118, mentre la prima ambulanza con medico a bordo che è giunta sul posto esattamente dopo 11 minuti dall' allarme.

 

2 - IN RETE SI CHIAMAVA MR HYDE QUELLE CURE PSICHIATRICHE CHE NON FU OBBLIGATO A FARE

Fabrizio Caccia per il "Corriere della Sera"

 

La camera da letto era diventata la sua palestra per prepararsi a combattere col mondo. Un sacco da boxe, due grandi manubri per sollevare i pesi e potenziare la muscolatura: questo hanno trovato gli inquirenti, tra l' armadio e il letto, nel primo sopralluogo dopo la strage. A cosa si stava preparando, Andrea Pignani, si è visto poi domenica, a Colle Romito. Quando prima di suicidarsi ha ammazzato senza pietà con la pistola del padre morto i due fratellini David e Daniel e il signor Ranieri intervenuto alla disperata per fermarlo.

sparatoria ardea

 

E invece non l'ha fermato mai nessuno, Andrea Pignani, anche se da tempo ormai non stava bene. «Di recente abbiamo avuto un alterco - racconta un vicino - perché seguiva me e mia moglie, allora gli ho chiesto duramente cosa volesse. Mi ha risposto minaccioso: io abito qui, devi stare calmo, stai attento a come parli . Poi l' ho rivisto dopo la strage: fermo davanti casa sua come se nulla fosse. Era strano, sì, ma non avevo mai pensato potesse essere pericoloso. Timido, con gli occhiali, lo zainetto, il classico tipo a cui non presti attenzione».

 

OMICIDIO DI ARDEA - LA FAMIGLIA FUSINATO - CAROL E DOMENICO CON DANIEL E DAVID

Succede spesso così. Agli atti della Procura di Velletri «figura solo una lite in ambito familiare, verificatasi con la madre l'11 maggio 2020, che rese necessario l' intervento di una pattuglia di carabinieri».

 

L'11 maggio, tredici mesi fa: Andrea nella casa di viale Colle Romito aveva minacciato sua madre con due coltelli al termine di un litigio «per futili motivi», così arrivò una pattuglia e Andrea salì poi docilmente sull' ambulanza, tanto che il medico ritenne non necessario applicare il Tso, il trattamento sanitario obbligatorio. L'ambulanza partì da Ardea diretta al Nuovo Ospedale dei Castelli di Ariccia dove Pignani giunse «in stato di agitazione psicomotoria» con codice azzurro.

sparatoria ad ardea 4

 

Fu sottoposto a consulenza psichiatrica, lo visitarono, gli diedero un calmante e dopo una notte tranquilla venne dimesso la mattina seguente con la diagnosi di «stato di agitazione, paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato».

 

sparatoria ad ardea daniel e david i fratellini uccisi

E fu riaffidato a suo padre Stefano, con cui tornò a casa. In pratica, quel giorno gli fu solo consigliato (ma non imposto) di rivolgersi a un centro di igiene mentale e infatti - così ha scritto ieri la Asl Rm6 - Pignani «non era in carico ai servizi territoriali di salute mentale». Ma lui non si presentò mai al Cim e nessuno lo andò mai a cercare per curarlo, anche perché - aggiunge la Procura - «dagli accertamenti eseguiti non risultano ulteriori denunce o segnalazioni a suo carico».

sparatoria ad ardea 3

 

Andrea Pignani, così, è andato avanti da solo. E le cose sono peggiorate. «Mai sazio, come la fiamma mi ardo e mi consumo, luce diventa tutto ciò che afferro», scrisse in un post citando Nietzsche. Dalla mansarda di viale Colle Romito - dove da qualche mese si era isolato, senza più rapporti né con la madre Rita né con la sorella Cristina dopo la morte per cancro del padre Stefano, a novembre scorso, cui invece era legatissimo - gli investigatori ieri hanno portato via i suoi due computer e il telefonino.

 

OMICIDIO DI ARDEA - LA FAMIGLIA FUSINATO - CAROL E DOMENICO CON DANIEL E DAVID

Perché se è vero, come dice il sindaco di Ardea, Mario Savarese, che questa assomiglia sempre di più a «una strage americana», un cocktail assurdo di caso, violenza e follia, allora sarà importante cercare le risposte anche là, nella memoria di quegli apparecchi elettronici, dove magari l'ingegnere informatico può aver lasciato la soluzione. «Ma io non credo al raptus - dice lo psicologo Morris Orakian, che è anche il vicesindaco di Ardea -. Penso piuttosto a un disturbo di personalità molto complesso...».

 

Di certo in 35 anni non gli fu mai diagnosticato anche se è suggestivo il singolare nickname che si era scelto per i social: Mr Hyde 86 (il suo anno di nascita). Si faceva chiamare così, come l'alter ego del dottor Jekyll: le due nature dell' animo umano, quella buona (Jekyll) e quella malvagia (Hyde). Ma aveva appena 124 amici su Facebook e 38 followers su Flickr. Come ha raccontato sua madre Rita: «Era disoccupato, era solo, isolato, non aveva amici e non si curava». Ad aprile, poi, due mesi fa, lo lasciò pure la fidanzata. L' ultimo shock.

sparatoria ad ardea 1sparatoria ad ardea 2

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