gratteri 'ndrangheta

“L'OPERAZIONE CONTRO LA ‘NDRANGHETA RISCHIAVA DI SALTARE: TROPPE FUGHE DI NOTIZIE E RETI DI AMICIZIE" – PARLA IL PROCURATORE CAPO DI CATANZATO NICOLA GRATTERI: "CENTRALE LA FIGURA DI PITTELLI, EX PARLAMENTARE, AVVOCATO, MASSONE" – L’INCHIESTA HA RICOSTRUITO ASSETTI, GERARCHIE E AFFARI DI 9 LOCALI DI ‘NDRANGHETA, 4 OMICIDI E 3 TENTATI OMICIDI PER LUNGO TEMPO RIMASTI INSOLUTI, MA HA TOCCATO IL PIÙ ALTO E FINO AD OGGI IMPENETRABILE LIVELLO - FRA GLI ARRESTATI C’È IL COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI TERAMO E UN EX CONSIGLIERE REGIONALE PD

 

ALESSIA CANDITO per repubblica.it

 

 

gratteri

Una partita a scacchi durata due anni, che fino all’ultimo ha rischiato di saltare. “Questa operazione era prevista per domani ma abbiamo anticipato il blitz di 24 ore perché ci siamo resi conto che molti degli indagati già sapevano degli arresti” rivela il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri. Volto stanco ma soddisfatto di chi ha seguito personalmente le delicatissime operazioni che in emergenza sono partite già ieri pomeriggio, quando tre degli indagati sono stati beccati dai reparti speciali del Gis sul treno Reggio Calabria – Milano, Gratteri parla di “miracolo” per il numero di forze – oltre 3mila carabinieri – mobilitati nel giro di un paio d’ore. E racconta di un’indagine – diretta dai pm Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci, Andrea Mancuso, con il coordinamento del procuratore capo Gratteri - che fin da principio i magistrati hanno dovuto difendere da continue fughe di notizie.

 

'ndrangheta

“Abbiamo avuto problemi fin da quando la richiesta di misure cautelari è stata trasmessa al gip”. Il motivo sta tra le carte dell’inchiesta, che non solo ha ricostruito assetti, gerarchie e affari di 9 locali di ‘ndrangheta, 4 omicidi e 3 tentati omicidi per lungo tempo rimasti insoluti, ma ha toccato il più alto e fino ad oggi impenetrabile livello, in cui la ‘ndrangheta si mischia con la politica, le istituzioni, la pubblica amministrazione. “La cosa che più mi ha impressionato in questa indagine – dice il procuratore Gratteri è stato il livello di permeabilità alla ‘ndrangheta dimostrato da politica e istituzioni. Fra gli arrestati c’è il comandante provinciale dei carabinieri di Teramo”.

 

 

nicola gratteri

Il canale è massonico, usa come paravento le logge ufficiali, ma si struttura in una rete che non bada ad appartenenze e obbedienze. Un mondo fatto di un “coacervo di relazioni tra i ‘grandi’ della ‘ndrangheta calabrese e i ‘grandi’ della massoneria”, cioè professionisti “ben inseriti nei contesti strategici (giudiziario, forze armate, bancario, ospedaliero e via dicendo)”. È a questo livello che matura il rapporto fra i due principali indagati dell’operazione, il capocrimine di Vibo Valentia, il boss Luigi Mancuso “Il Supremo”, vertice assoluto dei clan della zona e fra i massimi capi della ‘ndrangheta tutta, e l’ex parlamentare di Forza Italia e avvocato, Giancarlo Pittelli, “legato stabilmente al contesto di ‘ndrangheta massonica’, stabilmente a disposizione dei boss (e dunque delle sfere più alte della consorteria)”.

 

Per il pentito di ‘ndrangheta Cosimo Virgiglio, esponente di alto rango della massoneria, l’ex parlamentare “aveva una doppia appartenenza, una "pulita" con il Goi (Grande Oriente d'Italia) del distretto catanzarese e poi una loggia coperta, "sussurrata"; lui aveva rapporti con quelli della loggia di Petrolo di Vibo”. La più potente ed influente secondo il collaboratore. E proprio per questo l’avvocato “accreditato nei circuiti della massoneria più potente, è stato in grado di far relazionare la 'ndrangheta con i circuiti bancari, con le società straniere, con le università, con le Istituzioni tutte, fungendo da passepartout del Mancuso, per il ruolo politico rivestito, per la sua fama professionale e di uomo stimato nelle relazioni sociali”. Il contesto in cui Pittelli si muove – sottolineano i magistrati – è “molto grigio, una zona d'ombra nella quale si addensano tutti i più alti interessi delle persone con cui entra in contatto. Si tratta di relazioni intessute a condizione di reciprocità perché, come si evince globalmente, lo stesso Pittelli ne trae un tornaconto personale”.

'ndrangheta

 

Noto penalista e politico di lungo corso, Pittelli – emerge dalle carte – era vicinissimo a Mancuso e non solo per motivi professionali.  “L’apporto dell’avvocato non è riducibile a una partecipazione esterna” si legge nell’ordinanza, anche perché avrebbe “condiviso la modalità di conduzione della cosca, aderendo alla “politica gestionale” di Luigi Mancuso”. Per i magistrati “La messa a disposizione di Pittelli nei confronti di Luigi Mancuso (ma anche di Saverio Razionale, di altri esponenti della ‘ndrangheta reggina e via discorrendo) è costante e sistematica”.

 

Amico intimo del boss, a cui era legato da un rapporto confidenziale, come documentato dalle conversazioni registrate dagli investigatori del Ros nel corso di una serie di incontri, è stato fondamentale per l’intero clan. È lui – accusa il pool di magistrati che ha lavorato all’indagine – a mettere a disposizione del clan “il proprio rilevante patrimonio di conoscenze e di rapporti privilegiati con esponenti di primo piano a livello politico-istituzionale, del mondo imprenditoriale e delle professioni, anche per acquisire informazioni coperte dal segreto d’ufficio e per garantirne lo sviluppo nel settore”.

GRATTERI

 

Ma anche per una serie di favori e servizi. Dalla raccomandazione per la figlia del boss Mancuso che non riusciva a superare un esame universitario a Messina al tentativo di far assumere al Gemelli il figlio di un altro elemento di vertice del clan, alla richiesta del boss “di intercedere presso la Regione Calabria per il trasferimento di un direttore delle Poste legato ai Piromalli (per cui si faceva anche latore di imbasciate su Cutro)”, Pittelli era sempre a disposizione. E in mano al clan avrebbe messo anche una rete di rapporti e conoscenze necessaria per concludere affari milionari, come la speculazione immaginata e poi fallita su un villaggio turistico del vibonese. 

 

“Oggi è giornata storica e non solo per la Calabria – commenta Gratteri – ma non è una frase fatta, è il mio pensiero, il pensiero di un uomo di 61 anni che ha dedicato oltre 30 anni di lavoro a questa terra. Tutto è partito dal 16 maggio 2016, giorno in cui mi sono insediato. Era importante avere un'idea una strategia, un sogno, una rivoluzione. Ho pensato questo il giorno del mio insediamento: smontare la Calabria come un Lego e poi rimontarla piano piano”. Un primo risultato è stato raggiunto, ma adesso – afferma – tocca alla società civile “Bisogna occupare gli spazi che noi abbiamo liberato. Questa è la sfida da oggi, se vogliamo davvero cambiare le cose”.

NICOLA GRATTERI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…