“DICONO CHE SONO BELLA, C’È CHI MI TORMENTA DA ANNI” - IL DIARIO SOCIAL DI CHIARA GUALZETTI UCCISA A 15 ANNI A COLTELLATE VICINO BOLOGNA. “VIVIAMO IN UN MONDO DI PREDATORI” - UN COETANEO HA CONFESSATO L’OMICIDIO. NELLE CHAT MINACCE CONTRO LA RAGAZZA. RESTA DA CAPIRE IL MOVENTE DI TANTA VIOLENZA - "MI AFFEZIONO FACILMENTE E SONO UN GRAN DISASTRO", ECCO LA SINTESI CHE LA RAGAZZA DAVA DI SE STESSA...

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(ANSA)  Il sedicenne fermato per l'omicidio di Chiara Gualzetti ha confessato e ricostruito in maniera lucida e precisa il delitto, ma sul movente ha dato più spiegazioni non comprensibili. Avrebbe detto di aver agito sulla base di una spinta superiore, una sorta di voce interiore che gli ha detto di uccidere. Poi avrebbe riferito che la ragazza gli aveva espresso il desiderio di morire. Inoltre ci sarebbe stato da parte di Chiara un interesse sentimentale nei suoi confronti, forse non corrisposto. Il racconto, di cui apprende l'ANSA, è al vaglio della Procura per i minorenni di Bologna, che sta valutando un accertamento psichiatrico.

 

CHIARA GUALZETTI

Andreina Baccaro per corriere.it

 

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Le speranze si sono infrante alle quattro del pomeriggio. Il secondo turno di ricerche di Chiara Gualzetti era iniziato da neanche un’ora quando sotto un sole rovente il suo corpo senza vita è stato trovato in cima ad un’altura nel parco regionale dell’Abbazia di Monteveglio, sui colli del Bolognese. Chiara era lì, a poche centinaia di metri dalla sua casa, dove papà Vincenzo e mamma Giusi da più di 24 ore la aspettavano con il cuore in gola.

 

Si era allontanata alle 9 del mattino di domenica e non aveva più dato notizie, nel primo pomeriggio i genitori allarmati hanno chiamato i carabinieri e sono partite le ricerche con l’aiuto di Vigili del fuoco, volontari, unità cinofile.

 

Da quanto tempo il corpo di Chiara fosse lì resta da appurare perché il parco è molto frequentato soprattutto nel weekend e proprio domenica tante persone si sono spostate su questa collina in cerca di fresco.

 

Il cadavere di Chiara era ai bordi di un boschetto. Sul suo corpo di 15enne (16 anni li doveva compiere a breve) erano visibili tagli all’altezza del collo e altri segni di coltellate, e poi lividi come se la ragazzina fosse stata picchiata.

 

 

La confessione del coetaneo

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I primi sospetti si sono concentrati su un appuntamento che aveva domenica mattina con un amico, un ragazzo della sua età, italiano, che frequentava da qualche tempo. Anche la famiglia lo conosce e sapeva che era un amico, niente di più. Quando Chiara è scomparsa domenica, gli inquirenti hanno sentito le persone che potevano averla vista per ultima, tra cui il minore. Ma il ragazzino avrebbe tentato di sviare i sospetti, dicendo che Chiara doveva incontrarsi con qualcuno conosciuto sui social. Invece sarebbe stato proprio lui a vederla per ultimo.

 

Ieri è stato sentito fino a tarda sera in caserma a Bazzano e lì ha confessato: è indagato per omicidio ed è stato fermato.

 

 

Le chat con Chiara

I sospetti su di lui si erano intensificati quando il papà di Chiara, Vincenzo, è riuscito a leggere alcune chat sul telefonino della figlia, nonostante fosse spento. Messaggi da cui si evincono minacce nei confronti della ragazza.

 

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Resta da capire il movente di tanta violenza: sul corpo della 15enne sono state trovata tracce di molte coltellate. Il minore è stato interrogato in caserma a Bazzano fino a notte fonda. Ma oltre a lui sono state sentite molte altre persone che conoscevano la vittima. Sul caso indagano sia la Procura per i minori che quella ordinaria e gli investigatori vogliono capire altri siano coinvolti nell’omicidio, soprattutto maggiorenni.

 

 

Il silenzio del padre e il lapsus della mamma

Sono tanti gli interrogativi ancora senza risposta in una storia assurda. A partire da come sia stato possibile che nessuno avesse visto quel corpo prima, se era lì da domenica o se invece non sia stato abbandonato lassù tempo dopo l’omicidio.

 

Gli inquirenti setacciano i social di Chiara per ricostruire i suoi contatti delle ultime ore. Anche i genitori della ragazza, originari della Campania, nella villetta in via dell’Abbazia non riescono a trovare un perché in tanta disperazione. «Non me la sento di dire nulla, ho solo bisogno di stare tranquillo» dice papà Vincenzo composto nel suo dolore, mentre per tutto il pomeriggio i familiari si stringono ai genitori nel cortile di casa. «Ho bisogno di capire» ripete tra le lacrime il padre.

 

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Mamma Giusi ha un lapsus e mentre porta fuori la cagnetta adorata dalla figlia, chiama «Chiara». La famiglia, che non ha altri figli, è arrivata a Monteveglio da Napoli diciassette anni fa, un anno prima che nascesse la piccola di casa.

 

Le parole sui social

Sui social la 15enne postava immagini sorridenti di quando era impegnata con gli «Arcieri del Melograno», una compagnia di arcieri che frequentava da un paio d’anni, inserita nel circuito delle rievocazioni storiche. Era un’amante della musica, degli animali, delle passeggiate nei boschi.

 

Ma sui suoi profili non mancano, più recenti, espressioni cupe e malinconiche, segni di un imprecisato disagio: «Mi dicono che ho un bel corpo, mi dicono che sono intelligente e bella... E va sempre a finire che quando lo dicono, lo dicono per approfittarsi del mio corpo e della mia intelligenza.

 

Oppure spariscono perché si stancano di provare a usare il mio corpo e si stancano della mia intelligenza», scriveva qualche mese fa. A inizio 2020 Chiara raccontava di una sua ingenuità, di «errori», di una forza che non riusciva a trovare per affrontare chi, sue parole, la tormentava «da anni con le prese in giro». Frasi che ora stanno leggendo gli inquirenti.

 

 

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LO SFOGO SU ISTRAGRAM

Marina Amaduzzi per corriere.it

 

Chiaretta, o Bimba05, usando i nomi scelti per i social, era una ragazzina come tante della sua età. Amava cantare le canzoni riprendendosi con il cellulare. Le piaceva ritrarre il gatto, oppure la cagnolina a cui era tanto affezionata. Annotava frasi, disegni, appunti. Le piaceva passeggiare con l’amica del cuore nei boschi e nelle campagne vicino a casa. Ed è sotto le ultimissime foto postate sul suo profilo Instagram in aprile che si leggono i commenti di chi, ancora incredulo, commenta la morte così atroce di Chiara Gualzetti. Un dramma che lascia senza fiato. «Non me la sento, ho bisogno di stare un attimo tranquillo», le uniche parole ai giornalisti del padre Vincenzo dalla sua casa a Monteveglio.

 

La spensieratezza e i tormenti di un’adolescente

«Per tutte quelle volte in cui mi sono sentita inutile, per tutte quelle volte che mi sento sola, per tutte quelle volte che non ho bisogno di parole ma di qualcuno che mi sa ascoltare, per tutte quelle volte che ti abbraccio mentre sono seduta e vorrei che il tempo si fermasse», scrive Chiara sotto la foto che la ritrae con la sua cagnolina in braccio. Pensieri ma anche tormenti di un’adolescente, pensieri di una quindicenne che diventano assoluti come quando scrive «ti amo perché so che mi ami anche tu più di quanto tu abbia mai amato chiunque altro in questa vita».

 

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A settembre Chiara aveva ancora i capelli lunghi, cantava sopra le canzoni dei suoi idoli, ancora «con la faccia da bambina, con la voce da piccina, ma la bambina è cresciuta troppo in fretta, tra i muri di una cameretta in cui ha iniziato a stare troppo stretta...e cerco ogni forma di dolore, mischiata al sangue col sudore, sento l’ansia che avanza, fatemi uscire da questa benedetta stanza».

 

I commenti di chi la saluta un’ultima volta

A fine settembre dedicava lunghe frasi e un video al suo gatto nero. «Ti ricorderò per sempre, il tutto degli altri non sarà mai come il tuo tutto... Questi ricordi bruciano ancora come una fiamma bollente...Spesso mi graffiano dall’interno...Ma so che anche da lassù ti prenderai cura di me e mi penserai».

 

A novembre cantava dalla sua cameretta, si toccava i capelli tagliati da poco, sorrideva, cantava sulle parole di «Red». Poi di nuovo con i capelli spettinati sulla fronte, un nastrino nero al collo, facendo le smorfie. E stride leggere sotto i commenti di chi oggi, sapendo quello che è successo, la piange: «Riposa in pace», «ho davvero il magone», «povera ragazza»,«non ti conoscevo ma sono una mamma di una ragazza della tua età, mi si è gelato il sangue nel leggere questa orribile notizia».

 

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Da bambina a giovane donna

Una delle ultime foto postate la ritrae in piedi, probabilmente nel giardino di casa, sguardo sbarazzino, in gonna e stivaletti neri. Perché il passaggio dalla bambina alla giovane donna è anche guardarsi allo specchio e cercare di piacersi. Ci sono espressioni anche cupe e malinconiche nelle giornate di Chiara, da cui emergono sensibilità ma anche un certo disagio. «Mi dicono che ho un bel corpo — scriveva un anno fa —, mi dicono che sono intelligente e bella... E va sempre a finire che quando lo dicono, lo dicono per approfittarsi del mio corpo o della mia intelligenza...Oppure spariscono perché si stancano di provare ad usare il mio corpo e si stancano della mia intelligenza».

 

E ancora sotto una serie di selfie con il telefono a nascondere gli occhi scriveva «non sono perfetta, però a volte mi piace il disastro che sono». E sotto il ritratto di una ragazzina, tratteggiato a matita (il suo?), annotava: «Sii forte, perché viviamo in un mondo di predatori, non ci penseranno due volte prima di approfittarsi delle tue debolezze».

 

«Amo la musica, mi affeziono facilmente e sono un gran disastro»

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A inizio 2020 raccontava di una sua ingenuità, di «errori», di una forza che non riusciva a trovare per affrontare chi, parole sue, la tormentava «da anni con prese in giro». Scriveva queste frasi Chiara Gualzetti, «Arciera del Melograno», dalla compagnia di arcieri che frequentava da un paio d’anni, inserita nel circuito delle rievocazioni storiche che organizzava corsi per principianti nella palestra di Monteveglio. «Amo la musica, mi affeziono facilmente e sono un gran disastro», ecco la sintesi che dava di se stessa.

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