new york kabul torri gemelle afghanistan aeroporto falling man uomo cade

I “FALLING MEN” DI KABUL - CARLO VERDELLI: “LE OMBRE DELLE PERSONE CHE SI LANCIARONO DALLE TORRI GEMELLE SI SOVRAPPONGONO A QUELLE DEI CORPI IN CADUTA LIBERA DALLA CARLINGA DI UN GRANDE AEREO A KABUL” - “È LA RAFFIGURAZIONE DI UNA SPECIE DI TENTATO SUICIDIO DI MASSA. LASCIARSI QUALSIASI COSA ALLE SPALLE, COMPRESA LA PROPRIA CASA E LA PROPRIA VICENDA PERSONALE, PUR DI NON ESSERE COSTRETTI A TORNARE IN QUELLA CASA, NELLA VITA ORMAI DATA PER PERDUTA..." - VIDEO

 

carlo verdelli foto di bacco

Carlo Verdelli per il “Corriere della Sera”

 

È sicuro che non ce la farai, non hai speranze di restare vivo, nessuna. Qualsiasi futuro ti aspetti avrebbe almeno un piccolissimo margine di possibilità.

 

Ma la cosa che stai per fare margini non ne ha, va contro la prima regola iscritta nel codice genetico: conservare la vita a ogni costo, contro ogni evidenza.

 

AFGHANI CADONO DAGLI AEREI A KABUL

Eppure sei arrivato a un punto che sta oltre il confine della nostra genetica, un punto nel quale ogni ragionamento o calcolo delle probabilità perdono valore.

 

I fantasmi del presente che ti stanno travolgendo hanno la meglio. E allora ti butti da un grattacielo, sapendo che nessun angelo verrà a prenderti mentre precipiti, oppure ti aggrappi al carrello di un aereo in decollo con la certezza che le tue mani non potranno reggere la furia d'aria che ti costringerà a mollare la presa e a cadere come un sasso che si frantumerà a terra.

 

Karl Marx ha sbagliato quando ha previsto che la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa.

 

Nelle immagini che ci ghiacciano gli occhi in queste ore, c'è sì una storia che si ripete: non come farsa, però, ma come replica di tragedia.

afghani cadono dall'aereo americano a kabul

 

Le ombre delle persone che si lanciarono dalle Torri Gemelle si sovrappongono plasticamente a quelle dei corpi in caduta libera dalla carlinga di un grande aereo, grande come quelli che sventrarono New York.

 

Appartengono, quei corpi, ai più disperati nella folla dei disperati di Kabul, che la mattina del 16 agosto hanno preso d'assalto l'ultima via di fuga, prima di arrendersi ai nuovi padroni dell'Afghanistan, anzi dell'Emirato islamico dell'Afghanistan, come denominato dai talebani che ne hanno appena conquistato il completo e spaventevole possesso.

 

Mancava poco meno di un mese per rendere perfetta la chiusura di un cerchio tragico: centro di Manhattan, 11 settembre 2001; aeroporto Hamid Karzai di Kabul, 16 agosto 2021. Vent' anni quasi esatti. In principio, l'attentato che apre, sconvolgendolo, il secolo.

 

FALLING MAN - L'UOMO CHE SI GETTA DALLE TORRI GEMELLE

In coda, adesso, l'atto finale di un pieno di guerre, di morti, di devastazioni, di illusioni, che è andato accumulandosi finendo come in un paradossale gioco dell'oca alla casella di partenza: con gli eredi di Osama Bin Laden, il leader massimo di Al Qaeda, che si riprendono quello che gli Stati Uniti e l'Occidente unito gli aveva sottratto per ritorsione.

 

Tutto il troppo che sta in mezzo tra inizio e fine di questo capitolo sconvolgente del mondo contemporaneo poggia su due piloni lontanissimi tra loro, separati da una distanza incommensurabile, eppure impastati dallo stesso cemento: esseri umani (americani i primi, afghani gli ultimi) che scelgono di morire prendendo sul tempo la morte, anticipandola, ingaggiando una sfida già persa in partenza col destino.

foto rare dell 11 settembre 14

 

Non si sa ancora, e mai si saprà con certezza, quante sono state le persone che, sentendosi perdute, si sono gettate dai piani altissimi dei due grattacieli di New York.

 

Il simbolo di tutte queste vite sospese in eterno è la figura di un signore che precipita a velocità inconcepibile, a testa in giù, una camicia bianca, le mani lungo i fianchi, una gamba ad angolo sull'altra.

 

La foto che lo ferma per sempre è di Richard Drew. Diventa «The falling man», l'uomo che cade, probabilmente dalla Torre Nord del World Trade Center. Forse è un impiegato del ristorante «Windows on the World», finestre sul mondo, centoseiesimo piano, le fiamme che divorano il palazzo sotto di lui, il panico che divora lui, che resterà senza un nome certo.

falling man richard drew 2001

 

Aveva una famiglia, dei figli, di che età, e quanti anni aveva lui, che bambino era stato, che programmi si era fatto per il suo futuro? La marea di uomini, tutti maschi, che nella Kabul appena caduta corrono come se avessero perso il senso delle cose dietro un enorme U.S. Air Force già in marcia verso il decollo, con quelli più veloci che si arrampicano sui carrelli delle ruote ancora aperti e si avvinghiano come gechi ai minimi appigli della fusoliera, rappresenta già molto di più dell'annuncio delle morti in volo che poi verranno.

 

 

in afghanistan torna il burqa

È la raffigurazione di una specie di tentato suicidio di massa. Lasciarsi qualsiasi cosa alle spalle, compresa la propria casa e la propria vicenda personale, pur di non essere costretti a tornare in quella casa, nella vita ormai data per perduta, vita propria o dei figli, delle figlie, delle mogli, delle madri.

 

Nella folla smarrita che si accalca per scappare disordinatamente da un domani sfigurato, c'è l'epilogo insostenibile, inguardabile, di una guerra dei vent' anni dove l'ultimo atto si ricongiunge al primo, demolendo i pilastri e il ponte su cui questo abnorme spreco di denaro, di vite e di civiltà ci ha fatto credere di reggere.

talebani a kandahar

 

In una delle sue ultime interviste, il 14 maggio a Riccardo Iacona per Presa diretta , il fondatore di Emergency Gino Strada, che proprio in Afghanistan ha strappato decine di migliaia di vite straziate a morti certe, aveva già dato robuste picconate al ponte delle bugie e anche a quello delle illusioni.

gino strada emergency

 

«Gli americani se ne vanno con una sconfitta, dopo aver speso più di 2 mila miliardi di dollari, e i talebani sono ancora lì. Gli afghani intanto sono più poveri del 2001, hanno avuto 4 milioni di profughi, un quarto della popolazione, più 150 mila morti, in prevalenza civili. Non si è speso per ricostruire un Paese ma per continuare una guerra. A cosa è servito? Zero». Il dottor Strada è morto il 13 agosto. Non ha visto gli afghani precipitare nel blu ma non ne sarebbe stato sorpreso.

foto rare dell 11 settembre 13foto rare dell 11 settembre 12foto rare dell 11 settembre 11foto rare dell 11 settembre 10foto rare dell 11 settembre talebani 2talebani con gli elicotteri del governo afghanoattacco alle torri gemelli 11 settembre 2001attacco alle torri gemelli 11 settembre 2001

the falling man 1

kabul, persone si aggrappano a un aereo cargo americano 4IL FALLING MAN DELLE TORRI GEMELLE E GLI AFGHANI DISPERATI CHE SI BUTTANO DAGLI AEREI - KABUL COME NEW YORKla fuga da saigonELICOTTERO AMERICANO SOPRA L AMBASCIATA DI KABULfalling man le persone che si gettano dalle torri gemelle gino strada con la figlia cecilia 1PERSONE PRECIPITANO DA UN AEREO DECOLLATO A KABULafghani cadono dall'aereo americano a kabul 1afghani cadono dall'aereo americano a kabulI TALEBANI ALLA CONQUISTA DEL MONDO - MEME BY ISTITUTO LUPEfumo a kabulambasciata americana a kabulelicotteri usa sul cielo di kabulelicottero chinook evacua l ambasciata americana a kabul

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?