irene terrel giorgio pietrostefani marina petrella raffaele ventura luigi bergamin

“LA GIUSTIZIA NON C’ENTRA NULLA, LA DECISIONE DEL GOVERNO FRANCESE È BASSA POLITICA” - IRENE TERREL, AVVOCATO DI SEI DEI DIECI TERRORISTI ARRESTATI IN FRANCIA, PROMETTE BATTAGLIA: “QUESTI ARRESTI SONO IRRICEVIBILI, SONO LA NEGAZIONE DELLO STATO DI DIRITTO. LA FRANCIA NON PUÒ TRADIRE LA PAROLA DATA” - “PER UNA SENTENZA CI VORRANNO MESI, FORSE ANNI. L’ESTRADIZIONE? CI SARÀ IL RICORSO ALLA CORTE DI CASSAZIONE, POI EVENTUALMENTE CI SONO IL CONSIGLIO DI STATO E LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL' UOMO”

irene terrel 3

Alberto Mattioli per “La Stampa”

 

È bene non farsi troppe illusioni. Per riportare in Italia gli "esuli" di Parigi ci vorrà molto tempo e anche molta pazienza. Irène Terrel, avvocata di sei dei dieci terroristi (Giorgio Pietrostefani, Roberta Cappelli, Marina Petrella, Narciso Manenti, Luca Bergamin e Giovanni Alimonti) annuncia una battaglia processuale dura e soprattutto lunghissima.

 

Giorgio Pietrostefani - Omicidio Luigi Calabresi

Andiamo con ordine. Intanto, può confermare che questa sera (ieri per chi legge, ndr) i suoi assistiti sono tornati a casa?

«Sì, tutti».

 

E adesso cosa succederà?

«Mercoledì ci sarà un' udienza per le notifiche, ma è un passaggio puramente formale».

 

E poi?

«E poi ogni singolo caso sarà discusso davanti alla Corte d' Appello di Parigi. Poiché si tratta di questioni giuridiche delicate, saranno "affaires" molto complessi».

 

marina petrella

Tempi per la sentenza?

«Impossibile prevederlo».

 

Grosso modo: settimane, mesi, anni?

«Mesi, sicuramente. Forse anche anni».

 

Se la Corte deciderà che sono estradabili, lo saranno subito?

«No. Ci sarà il ricorso alla Corte di Cassazione, poi eventualmente ci sono il Consiglio di Stato e la Corte europea dei Diritti dell' uomo».

 

Il fatto che molti siano anziani o malati peserà?

«Certamente. E anche che da quarant' anni e più vivono in Francia dove si sono rifatti una vita, hanno coniugi, figli, nipoti francesi e hanno rispettato le leggi».

 

NARCISO MANENTI 8

Secondo lei, perché la Francia ha deciso di cambiare politica sulla giustizia?

«La giustizia in questo caso c' entra nulla. Quella presa dal governo francese è una decisione politica e solo politica, anzi di bassa politica. In Francia si dice di politique politicienne».

 

Ma i dividendi di Macron quali sarebbero?

«Non sono nella testa di monsieur Macron. Io faccio l' avvocato e posso dire che questi arresti sono irricevibili sia dal punto di vista politico che giuridico. Sono la negazione dello Stato di diritto e di norme giuridiche elementari, come la prescrizione».

ex terroristi roberta cappelli

 

Anche le famiglie delle vittime aspettano giustizia da quarant' anni.

«A differenza di quel che ho letto su qualche giornale, ho la massima compassione per le vittime e rispetto per le loro famiglie. Ma in questa vicenda ci sono due problemi.

Il primo è che le storie di queste persone non sono più valutabili dal punto di vista giudiziario, ma soltanto da quello storico. Serve un' opera di pacificazione e di riconciliazione. Ricordo che in Francia ci sono state delle amnistie per sanare vicende molto laceranti, come la guerra di Algeria».

mario draghi emmanuel macron

 

E la seconda?

«La Francia non può tradire la parola data. Dal 1982 la République ha garantito asilo alle persone di cui parliamo e questa politica è stata seguita per i quattro decenni successivi da tutti i presidenti e da tutti i governi, sia di destra che di sinistra.

 

Perché il diritto di asilo non era una concessione di François Mitterrand, ma della Francia. Infatti Nicolas Sarkozy, che sicuramente ha ben poco a che spartire con Mitterrand, a suo tempo respinse la domanda di estradizione per madame Petrella».

LA DOTTRINA MITTERRAND SU LE MONDE

 

La dottrina Mitterrand, però, non dava copertura a chi si fosse macchiato di crimini di sangue.

«È assolutamente falso e mi stupisce che in Italia si continui a credere a una circostanza che non è suffragata da nulla. Basta andare a rileggere il discorso di Mitterrand al congresso della Lega di diritti dell' uomo, credo nel 1985. Il Presidente disse che l' asilo era concesso a chi avesse rinunciato alla lotta armata e rispettato le leggi francesi. Non ha mai parlato di crimini di sangue».

FRANCOIS MITTERRAND BETTINO CRAXInicolas sarkozyirene terrelirene terrel NARCISO MANENTI

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…