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“HO COMMESSO ERRORI MA NON HO AVUTO A CHE FARE CON LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA” - ANNA BETTOZZI, IN ARTE ANA BETTZ, DAL CARCERE DI TERAMO RISPEDISCE AL MITTENTE LE ACCUSE: “SOLO REATI FISCALI” - MA LE INTERCETTAZIONI ACQUISITE DALLA FINANZA RACCONTANO UN'ALTRA STORIA: “AHO A PIÈ. IO C’HO DIETRO LA CAMORRA. TU, ESATTAMENTE, 'NDO CAZZO VAI?” - SECONDO I PM L'IMPRENDITRICE AVREBBE FRONTEGGIATO I CASAMONICA CON LA PROTEZIONE DEL CLAN MOCCIA

Andrea Ossino per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

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I Casamonica sono stati messi in fuga dagli "amici", dalla famiglia mafiosa dei Moccia. Lady petrolio ha potuto godere della protezione della cosca di Afragola trapiantata a Roma. E grazie ai capitali della camorra l'impero petrolifero ereditato dal marito ha potuto superare la crisi di liquidità. Ma dal carcere di Teramo adesso Anna Bettozzi, in arte Ana Bettz, rispedisce le accuse al mittente. «Ho commesso degli errori e sono pronta a pagare, ma non mai avuto nulla a che fare con la criminalità organizzata», ha detto in occasione del suo interrogatorio di garanzia.

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Collegata da remoto dal penitenziario abruzzese, l'ex strarlette accusata di essere al vertice di un'associazione a delinquere che avrebbe frodato l'Iva e le accise vendendo carburante di contrabbando e riciclando anche denaro, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Davanti al gip Tamara de Amicis ha reso solo dichiarazioni spontanee.

«Non ho mai conosciuto nessuno che facesse parte della criminalità organizzata - ha sostanzialmente detto la donna - Parlavo sono con Alberto Coppola, ma per motivi lavorativi».

 

Le intercettazioni acquisite dalla finanza raccontano un' altra storia. «Aho a Piè. Io c ho dietro la camorra. Tu, esattamente, 'ndo ca... vai?», diceva alla sorella non sapendo di essere intercettata. Sarà difficile per i legali della donna, i penalisti Paola Balducci e Pierpaolo Dell' Anno, fare cadere l'accusa di mafia che quattro diverse procure contestano alla Bettozzi.

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E poi ci sono i reati fiscali. «A livello tributario sono pronta a pagare e saldare quando devo, sono disposta anche a vendere la mia stessa casa», ha detto al gip. « Si tratta di un'operazione che era già in atto - affermano i difensori - è stato nominato un consulente esperto, un professionista romano incaricato di restaurare i debiti aziendali, quantificando il dovuto per mettere in regola la società. Quando verificheremo i debiti aziendali offriremo alla procura un risarcimento del danno. Nel frattempo ricorreremo al tribunale del Riesame».

 

L'indagata, durante le sue dichiarazioni, ha anche parlato del figlio finito in carcere: «Sono preoccupata per lui, non c'entra nulla, era nella società da poco tempo, è un ragazzo giovane e sensibile e adesso che è in carcere ho paura per la sua salute».

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