mara carfagna

“LE INTERCETTAZIONI HARD TRA ME E BERLUSCONI NON SONO MAI ESISTITE: LO HA STABILITO ANCHE IL TRIBUNALE”. MARA CARFAGNA SI CONFESSA A “BELVE” CON FRANCESCA FAGNANI: “C'È STATO UN TRIBUNALE CHE HA CONDANNATO SABINA GUZZANTI A PAGARE 40 MILA EURO PER LE SUE FRASI OFFENSIVE AL ‘NO CAV DAY’ DEL 2008. UN GIORNALE ARGENTINO DIVULGO’ INTERCETTAZIONI FALSE. E SO DI ALCUNE PERSONE CHE HANNO CONOSCENZE IN ARGENTINA…” - “LA FINE DEL MATRIMONIO CON MARCO MEZZAROMA? ADESSO CONTROLLO IL CELLULARE... AVREI DOVUTO FARLO ANCHE PRIMA…” - “FORZA ITALIA? OGGI NON ESISTE UN PARTITO...” - VIDEO

Da “Belve” - Canale Nove

 

MARA CARFAGNA - L INTERVISTA A BELVE
MARA CARFAGNA - L INTERVISTA A BELVE
MARA CARFAGNA - L INTERVISTA A BELVE
mara carfagna l intervista a belve 9

“Le intercettazioni hard tra me e Berlusconi non sono mai esistite: lo ha detto anche un tribunale che ha condannato per diffamazione Sabina Guzzanti che ha utilizzato quelle presunte telefonate per un attacco estremamente pesante”. La vice presidente della Camera Mara Carfagna, prima ospite di “Belve”, il ciclo di interviste condotte da Francesca Fagnani, in onda su Nove venerdì 31 maggio alle 22.45, torna con la memoria al 2012, quando il tribunale civile di Roma condannò l'autrice satirica a pagare 40mila euro all'allora ministra alle Pari opportunità per alcune frasi dette durante il “No Cav Day” del 2008.

 

mara carfagna l intervista a belve 17

“Lei è stata veramente massacrata, tartassata in quel periodo storico – spiega la giornalista - A un certo punto uscirono pure delle intercettazioni assolutamente false divulgate da un giornale argentino (il Clarin, ndr) che non esistevano. Probabilmente la cabina di regia era qui in Italia”.

 

La deputata di Forza Italia non vuole fare nomi anche se afferma di “sapere di persone che hanno amici, parenti o conoscenze in Argentina, ma poi nella vita ogni cosa va al suo posto, ci vuole magari un po' di tempo”. Quello che la rasserena è che “c'è stato un tribunale che ha condannato, in quel caso la Guzzanti e quelle intercettazioni non sono mai esistite, mai, anche perché se fossero esistite sarebbero uscite in tre secondi e mezzo, no? Sarebbero andate dovunque”.

mara carfagna l intervista a belve 1

 

“Però presumibilmente, c'era una cabina di regia di qualcuno che voleva danneggiarla personalmente”, insiste Fagnani. “Nessuno mi ha danneggiato, ma insomma... - risponde la madrina della legge contro lo stalking - All'epoca io avevo un compagno (Marco Mezzaroma, ndr) che giustamente mi chiese spiegazioni. Noi siamo persone normalissime”.

 

mara carfagna l intervista a belve 4

“Ho il desiderio di avere un figlio. La fine del mio precedente matrimonio è stato un dolore enorme. Adesso controllo il cellulare... Avrei dovuto farlo anche prima”. La vice presidente della Camera Mara Carfagna, prima ospite di “Belve”, il ciclo di interviste condotte da Francesca Fagnani, in onda su Nove venerdì 31 maggio alle 22.45, parla della sua vita privata. “Lei ha spesso espresso il desiderio di avere un figlio: ce l'ha ancora questo desiderio?”, chiede la giornalista.

mara carfagna l intervista a belve 10

 

“Sì, sì, ce l'ho ancora e naturalmente non mettiamo limiti alla Provvidenza”, risponde l'ex ministra alle Pari opportunità”. Ma quando vi sposate (con l'attuale compagno Alessandro Ruben, ndr)?”, insiste Fagnani. “Vediamo, lui ha chiuso il suo matrimonio legalmente da poco e ci sono state anche delle vicende burocratiche da sistemare”, ribatte la deputata forzista. “Ma formalmente gliel'ha chiesto di sposarlo?”, domanda ancora la conduttrice. Carfagna ride: “Ne parliamo”.

marco mezzaroma mara carfagna

 

Si discute poi del precedente matrimonio con il costruttore romano, Marco Mezzaroma, che è durato solo un anno, dal 2011 al 2012. “Lei ha parlato proprio di “dolore enorme” come è normale che sia. Un fallimento amoroso è sempre un dolore. Posso chiederle se ha subito la fine di quel rapporto o ha scelto?”, chiede la giornalista. “Entrambe. E' una pagina chiusa, è stata una pagina dolorosa, come insomma per ogni donna, che vede finire un matrimonio su cui aveva riversato speranze, aspettative. Naturalmente è una battuta d'arresto dolorosa”, chiosa la madrina della legge contro lo stalking.

mara carfagna alessandro ruben (3)

 

Infine il capitolo gelosia e tradimenti. “Mi scusi e poi cambiamo argomento, ma solo perché prima lei ha detto: 'Dopo la fine del mio precedente matrimonio, adesso controllo il cellulare', quindi la fine del suo matrimonio era legato a quel tema lì?”, domanda Fagnani. “Avrei dovuto farlo anche prima, sì, non avrei fatto male”, ammette Carfagna.

 

“Oggi non esiste un partito, esiste un'organizzazione territoriale. Non esiste un'organizzazione a livello nazionale, quindi un coordinamento in grado di affiancare il presidente Berlusconi nell'elaborazione della linea politica, nella gestione delle alleanze, nella scelta, anche, per esempio, dei candidati”. A pochi giorni dai risultati delle elezioni europee, la vice presidente della Camera Mara Carfagna analizza la situazione di Forza Italia che alle Europee ha preso l'8,8% dei voti, superata dalla Lega al 34,3%, ma davanti al 6,4% di Fratelli d'Italia. 

 

marco mezzaroma mara carfagna

 

“Ma chi decide? Per esempio: 'La Carfagna è fuori dalle europee e non la candidiamo'. Chi l'ha deciso?”, domanda la giornalista. L'ex ministra delle Pari opportunità dichiara di non saperlo perché “non ho mai partecipato a riunioni operative in cui si è decisa la linea da tenere soprattutto sulla composizione delle liste. E' stato convocato un ufficio di presidenza soltanto per ratificare scelte già fatte”.

 

Poi spiega: “Io credo che sia necessario affiancare il presidente Berlusconi e costruire un organismo di partito come in tutti i partiti che possa affiancarlo per aiutarlo a prendere le giuste decisioni”. La conduttrice ipotizza: “Se dicesse: 'Basta, mi sono stufato di tutti voi'. Io lo dico per assurdo, non succede, però chi ci sarebbe al posto suo?”. “Non è questo un tema all'ordine del giorno”, risponde la madrina della legge contro lo stalking. “Lei è una donna molto in vista all'interno di Forza Italia. Se la sentirebbe di raccogliere l'eredità, la leadership di Berlusconi?”, chiede Fagnani. “Io sarò anche belva, ma non sono matta – ironizza la deputata forzista - Non esiste l'erede di Berlusconi. Sentirsi eredi o delfini di Berlusconi significa essere mitomani”. 

BERLU E CARFAGNABERLUSCONI CARFAGNA GELMINImara carfagna l intervista a belve 7mara carfagna l intervista a belve 12mara carfagna l intervista a belve 13

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…