carlo freccero

“IL MERITO NON È DI DESTRA NÉ DI SINISTRA MA DEL NEOLIBERISMO. E SIGNIFICA CHE LE DIFFERENZE ECONOMICHE SONO ‘GIUSTIFICATE’ DAL MERITO” - CARLO FRECCERO ON FIRE: “È VERO CHE C'È LA PICCOLA EVASIONE DEI RISTORANTI O DELL'IDRAULICO MA DOBBIAMO PERSEGUIRE QUESTO NERO, CHE SPESSO È UNO STRUMENTO DI SOPRAVVIVENZA DEI COMMERCIANTI, O LE GRANDI EVASIONI DELLA PFIZER, SOTTO INDAGINE PER 1,2 MILIARDI DI EURO, E DELLE MULTINAZIONALI HI-TECH? - CON LA PANDEMIA SI È AFFERMATA UNA FORMA DI CONTROLLO CHE USA LA MONETA DIGITALE: È IL CAPITALISMO DELLA SORVEGLIANZA. INNALZARE IL TETTO AL CONTANTE A 5.000 EURO VUOL DIRE ROMPERE IN MINIMA PARTE QUESTO CONTROLLO”

Maurizio Caverzan per “La Verità”

 

CARLO FRECCERO

Buongiorno Carlo Freccero, l'avvento di Giorgia Meloni è oggettivamente un fatto spiazzante per la politica italiana. Come lo definirebbe, con una formula?

«Contrariamente all'entusiasmo generale io ancora non mi fido del cambiamento annunciato».

 

Perché?

«Ho talmente somatizzato il fatto che il potere abbia imparato a interpretare sia il ruolo istituzionale che quello dell'opposizione che mi servono prove di discontinuità maggiori rispetto al recente passato».

 

Cosa la fa essere così scettico?

«Come il governo gialloverde, non vorrei che anche questo fosse un ribaltone ribaltato».

MARIO DRAGHI E GIORGIA MELONI

 

In che senso?

«Nel senso che Meloni sembra Draghi con la parrucca bionda di Maurizio Crozza».

 

Anche per lei è una draghetta in continuità con Super Mario?

«Non dico assolutamente che sia in malafede, ma è stata scelta dal potere con gli stessi criteri con cui nel 2018 aveva scelto i 5 stelle. Ora Meloni ha due possibilità: obbedire o, a differenza dei grillini, usare a suo favore le regole del sistema».

 

carlo freccero

Cosa intende per potere?

«Il deep State dell'America e dell'Europa».

 

È la tesi dei complottisti.

«Io studio e leggo i documenti. Se siete ignoranti, affari vostri».

 

Eccolo qua, Carlo Freccero: studiare lo fa sentire giovane e attivo. Perciò, sempre con la sua indole vulcanica, frequenta anche temi distanti dalla zona di conforto di grande autore televisivo come la pandemia, la finanza e la politica internazionale.

 

LA DRAGHETTA - BY EMAN RUS

La sua sensazione sul nuovo governo ora qual è?

«Meloni è stata molto efficace nel discorso della fiducia alla Camera perché è riuscita a essere motivazionale in un momento di forte depressione. Ma questo non basta per marcare la discontinuità».

 

Sospetta che sia collusa con il potere?

«Sto a guardare. È come la Audrey Hepburn di My Fair Lady che da povera ragazza di borgata arriva al gran ballo dell'Aspen, il salotto buono e meno volgare del potere. Ormai oggi è impossibile fare politica da underdog o da outsider, fuori da certe scuole o da certe istituzioni che formano i leader come, per esempio, quelle frequentate da Roberto Speranza e Matteo Renzi».

 

Perché Meloni ha vinto?

«Perché era l'unica a non aver partecipato al governo Draghi. Ma non mi sembra una ribelle del sistema, non a caso va spesso in America ed è la leader dei conservatori al Parlamento europeo».

 

Perché ha vinto?

«Ha ereditato da Matteo Salvini l'elettorato imprenditoriale del Nord, costituito da piccole e medie imprese e degli operai che ci lavorano, difendendoli dalle élite economiche che promuovono gli interessi delle multinazionali e che, a loro volta, rappresentano la fine della piccola imprenditoria. La detassazione alle aziende che assumono è la difesa del sovranismo produttivo e l'espressione di una politica che crede ottimisticamente nel libero mercato».

 

Giorgia Meloni riuscirà a guidare il governo senza mettersi contro le élite e i poteri forti?

«La sua unica possibilità è ritagliarsi spazi all'interno delle regole che ci sono imposte».

 

A una settimana dall'insediamento è già alle prese con parecchi problemi, il primo dei quali sembra la gestione del tetto ai contanti. È un tema che era in agenda o le esploso in mano?

MARIO DRAGHI GIORGIA MELONI - BY EDOARDO BARALDI

«È un provvedimento che dopo due anni e mezzo di austerità vuole favorire la circolazione del denaro. Con la pandemia si è affermata una forma di controllo che ha usato come dispositivo la moneta digitale. È il capitalismo della sorveglianza. Innalzare il tetto a 5.000 euro vuol dire rompere in minima parte questo controllo e questa sorveglianza. La Germania e l'Olanda, i cosiddetti Paesi virtuosi, non hanno il tetto al contante: come può l'Ue chiedere all'Italia di mantenerlo ai livelli più bassi?».

 

Alzare il tetto, si dice, favorisce l'evasione, nessun povero gira con 5.000 euro in tasca: perché è così centrale questo provvedimento?

piantedosi salvini meloni

«Alberto Bagnai sostiene che quando parliamo di contanti non c'entra solo l'evasione, ma l'affermazione di un principio di libertà. In caso di disobbedienza, al cittadino potrebbe essere impedito l'accesso ai suoi stessi soldi per la vita quotidiana, come accaduto ai camionisti canadesi, ai quali, per sedare la loro protesta il governo ha bloccato i conti bancari».

 

E come si combatte l'evasione?

«È vero che c'è la piccola evasione dei ristoranti o dell'idraulico che viene a fare la riparazione in casa. Ma dobbiamo perseguire innanzitutto questo nero che spesso è uno strumento di sopravvivenza dei piccoli commercianti, oppure le grandi evasioni della Pfizer, ora sotto indagine per 1,2 miliardi di euro, e di tutte le altre multinazionali dell'hi-tech?».

 

alberto bagnai ospite di 'mezz'ora in piu' 2

Non era meglio partire dal caro bollette?

«Assolutamente sì. È il tema principale che fa venire a galla la povertà diffusa del nostro Paese. Non ho ricette, spero che le abbia il governo».

 

Un forte elemento di discontinuità rispetto ai precedenti è che Roberto Speranza non è più ministro della Salute.

«In Speranza c'è qualcosa di geneticamente modificato che lo induce a reiterare il suo mandato: mantenere in vita la pandemia anche e nonostante la morte della pandemia».

 

roberto speranza foto di bacco (1)

Addirittura?

«In un Parlamento finalmente liberato dalla mascherina, Speranza mascherato spicca come un monito, un memento mori, tipico dell'iconografia seicentesca che ci ricorda la fragilità umana: la minaccia c'è ancora e non possiamo cedere all'euforia del presente».

 

Anche Mattarella lo ribadisce.

«Lo smantellamento delle restrizioni è in atto da tempo in tutto il mondo. Ma temo sia uno smantellamento temporaneo, come dice Matteo Bassetti: "Questa pandemia è finita, ma pandemie future sono già in agenda, come ci illustra Bill Gates". Discontinuità significherebbe uscire da una gestione della pandemia in chiave igienico-sanitaria in cui passano i provvedimenti repressivi della politica e dello stato di eccezione».

 

sergio mattarella giorgia meloni

L'istituzione di una Commissione d'inchiesta sulla gestione della pandemia è davvero indispensabile?

«Il presidente della Repubblica ha già manifestato la sua contrarietà. Per conto mio, commissione d'inchiesta non significa nulla. In primo luogo perché può riguardare il penale per le responsabilità sanitarie, ma anche il civile per i conflitti d'interesse.

Inoltre può criticare la gestione sanitaria con le sue violazioni dei diritti umani o, al contrario, sancire che tali violazioni sono state troppo poche. In questa direzione andava l'inchiesta sui fatti di Bergamo. Troppo spesso la commissione d'inchiesta è una parola magica per colmare l'insoddisfazione popolare».

 

carlo freccero scrive

Un'altra discontinuità radicale si registra sulla problematica gender. Anche su questo terreno dobbiamo aspettarci un inasprimento del dibattito politico?

«Personalmente, ho sempre odiato diktat e divieti. Il mio mentore è stato Michel Foucault il quale, studiando la morale vittoriana, denunciava l'interdetto che colpiva l'omosessualità. Ho sempre difeso la diversità in ogni sua forma, non a caso sono stato stigmatizzato per aver mandato in onda la serie tv Chimica e fisica in cui erano rappresentate scene di omosessualità. Tuttavia, viviamo oggi immersi nell'ideologia radical che trasforma il gender in un'imposizione e colpevolizza l'eterosessualità. Alla luce di questa premessa, ritengo che la Meloni sia stata pacata e si sia ancorata a una visione tradizionale e conservatrice».

 

ABORTO FACCIAMOLO DA NOI - CURATO DA EUGENIA ROCCELLA

È bastato aggiungere la natalità tra le competenze del nuovo ministro della Famiglia perché si scatenasse un putiferio. Perché la sinistra non si preoccupa del fatto che siamo il Paese con la più grave crisi demografica al mondo?

«Mi avvalgo della facoltà di non rispondere, ma pongo io una domanda. Quali sono attualmente i valori della sinistra? Aborto, eutanasia, gender: tutti diritti che sottoscrivo, ma che dialetticamente hanno un minimo comun denominatore distopico».

 

Qual è?

«Il depopolamento del pianeta».

 

joe e hunter biden

Altra parola scandalo è merito, la tutela del quale un tempo era fiore all'occhiello della sinistra perché via privilegiata per superare la supremazia delle classi agiate. Invece oggi?

«Il merito non è un valore né di destra né di sinistra, ma del neoliberismo che a vario titolo destra e sinistra condividono. Cosa significa? Che le differenze economiche non sono scandalose perché giustificate dal merito.

 

Il Sessantotto ha avuto tra i suoi testi di riferimento la Lettera a una professoressa di don Milani. Per questo trovo infelice che Meloni abbia aggiunto la voce merito vicino a Pubblica istruzione. La scuola deve esserci proprio per i più deboli».

 

L'articolo 34 della Costituzione prevede la tutela «dei capaci e meritevoli privi di mezzi» affinché possano raggiungere i gradi più alti dell'istruzione.

«Concordo, ma non voglio creare esclusi».

 

giorgia meloni mario draghi

L'unico elemento di continuità con i precedenti governi è l'appartenenza europeista e atlantista: intoccabile?

«È un limite e insieme una chance. Siamo alla vigilia delle elezioni di midterm in America. La guerra la vuole Joe Biden che in Ucraina ha un forte conflitto d'interessi, come dimostrano le attività di suo figlio Hunter. Se i repubblicani ottenessero la maggioranza al Congresso si capovolgerebbe la politica americana in chiave patriottica e non più globalista. E anche Meloni, secondo me, potrebbe seguire questo ribaltamento».

ROBERTO SPERANZA ORAZIO SCHILLACI

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