arcuri pfizer

“PZIFER INADEMPIENTE. PRONTI A PORTALI IN TRIBUNALE” – DOMENICO ARCURI MINACCIA (AGAIN) LA CASA FARMACEUTICA PER IL RITARDO NELLE CONSEGNE DEI VACCINI: “LA RIDUZIONE DEL 20% NON È UNA STIMA, MA È UNA TRISTE CERTEZZA” – PZIFER ASSICURA CHE DA LUNEDÌ RIPRENDERÀ LE CONSEGNE COME “DA PROGRAMMA”, MA DAL 18 GENNAIO HA INIZIATO A CONTABILIZZARE SEI DOSI PER OGNI FLACONCINO, DOPO CHE L'8 GENNAIO L'EMA HA RIDEFINITO UFFICIALMENTE LE QUANTITÀ - DUNQUE ADDIO QUANTITÀ IN PIÙ PER OGNI FIALA…

1. Cresce l'allarme sui vaccini anche AstraZeneca in ritardo "Dosi più che dimezzate"

Marco Bresolin per "La Stampa"

 

coronavirus vaccinazione al pio albergo trivulzio

Dopo Pfizer, anche AstraZeneca rallenta le consegne. E i governi europei temono di dover riscrivere i loro piani per la vaccinazione di febbraio, quando era previsto l'arrivo sul mercato del farmaco dell'azienda britannica. A causa di un problema in un impianto di produzione, AstraZeneca ha fatto sapere che non sarà in grado di consegnare le dosi concordate nelle prossime settimane. L'impatto non è stato quantificato ufficialmente, ma fonti Ue spiegano che - tra febbraio e marzo - la fornitura rischia di essere «più che dimezzata».

 

arcuri

Un bel problema per l'Italia e per l'intera Unione europea, che ad agosto aveva siglato il suo primo contratto per l'acquisto di 300 milioni di dosi, con un'opzione per ulteriori 100 milioni. I Paesi Ue facevano molto affidamento sul vaccino britannico per accelerare la somministrazione subito dopo l'ok dell'Agenzia del farmaco (Ema), atteso (con molta impazienza) per la prossima settimana. Da giorni si è intensificato il pressing politico di alcuni governi sull'Ema: hanno iniziato Danimarca, Austria, Repubblica Ceca e Grecia, ma ora si sono aggiunte al club anche Estonia, Lettonia e Lituania.

 

CORONAVIRUS - VACCINAZIONI A ROMA

I sette Paesi hanno anche chiesto alla Commissione europea di dare l'autorizzazione per la messa in commercio del farmaco prima ancora del via libera dell'Ema, in modo da iniziare subito la distribuzione e far partire le prime inoculazioni non appena l'agenzia darà l'ok. Richiesta respinta al mittente: bisogna seguire tutto l'iter. E in ogni caso l'annuncio del rallentamento delle consegne rappresenterebbe un ulteriore ostacolo. Anche per questo si esplorano nuove strade: il vaccino russo Sputnik V (grazie alla sponda di Merkel) ha avviato i contatti con l'Ema per un'eventuale approvazione, mentre l'Ungheria ha già dato il suo via libera, che le consentirà di utilizzare le dosi acquistate (2 milioni).

 

roberto speranza domenico arcuri

Tutti vogliono fare in fretta perché l'allarme sulle varianti del virus cresce giorno dopo giorno: ieri Boris Johnson ha detto che quella britannica potrebbe essere addirittura più mortale. Sembra invece essersi risolto il problema di Pfizer/BioNTech. La Commissione ha ottenuto la garanzia che dalla prossima settimana si tornerà alla normalità: le dosi saranno consegnate «come da programma». Anche in Italia, come ha assicurato ieri sera un portavoce dell'azienda a La Stampa. E allora perché a Roma si continua a parlare di un «calo delle forniture del 20%»?

VACCINO PFIZER 1

 

La risposta potrebbe essere legata al numero di dosi per fiala. Dal 18 gennaio Pfizer ha iniziato a contabilizzarne sei per ogni flaconcino, dopo che l'8 gennaio l'Ema aveva ridefinito ufficialmente le quantità. Dunque è vero che da lunedì arriverà in Italia il numero di dosi concordato (come dice Pfizer), ma la quantità di fiale sarà ovviamente ridotta rispetto alle scorse settimane (come dice il commissario Arcuri). Anche il governo francese si è detto fiducioso che da lunedì si tornerà a regime. Il ministro per gli affari Ue, Clément Beaune, ha sottolineato che in caso di ulteriori ritardi l'azienda potrebbe essere costretta a pagare delle penali.

 

ASTRAZENECA

Ha però escluso un ricorso per via giudiziaria: «Non vogliamo avviare una causa che potrebbe durare due anni, ma cercare di avere le dosi adesso». L'Italia sembra dunque essere l'unico Paese interessato ad affrontare il contenzioso. Il governo polacco non lo ha escluso, ma ha spiegato che una decisione sarà eventualmente presa «il prossimo mese» in base all'andamento delle consegne. Pfizer continua a ripetere che il ritardo di questa settimana è stato assolutamente temporaneo ed è dovuto esclusivamente a una modifica delle linee produttive nello stabilimento di Puurs, in Belgio. «Puurs rifornisce molti Paesi nel mondo - spiega un portavoce dell'azienda - e tutti hanno avuto un impatto».

 

Il Canada, per esempio, subirà conseguenze persino più pesanti di quelle italiane: la prossima settimana le forniture verranno azzerate. Non trova conferme il sospetto che il rallentamento delle consegne in Europa sia in qualche modo legato a un dirottamento dei vaccini negli Usa, anche perché quelli destinati al mercato americano non arrivano dal Belgio. «Gli Stati Uniti - continua il portavoce - sono riforniti dal nostro sito di Kalamazoo».

 

domenico arcuri

Non bisogna inoltre dimenticare che l'Europa, pur essendo stata tra gli ultimi a firmare il contratto, rappresenta il primo cliente per Pfizer. L'Ue ha siglato a novembre un accordo per la fornitura di 300 milioni di dosi (200 più un'opzione per altri 100 fatta a valere a dicembre) e a gennaio ha raggiunto un'intesa per ulteriori 300 milioni. Gli Usa hanno comprato 200 milioni di dosi (più un'opzione per altri 400), il Giappone 120 milioni e il Regno Unito 40 milioni.

 

2. Arcuri: "Pfizer inadempiente Pronti a portarli in tribunale"

Gilda Ferrari per "La Stampa"

vaccino pfizer

 «La riduzione del 20% della fornitura dei vaccini Pfizer non è una stima. È una triste certezza. Purtroppo con Pfizer e nella quotidiana applicazione della gestione dell'emergenza io non sono più a mio agio con le stime. Non mi servono le rassicurazioni, mi servono i vaccini». Sono sempre più aspri i toni dello scontro tra il commissario straordinario all'emergenza Covid Domenico Arcuri e Pfizer per il mancato rispetto degli accordi nelle consegne.

 

Arcuri ieri era a Genova per partecipare alla commemorazione di Guido Rossa, operaio e sindacalista dell'allora Italsider ucciso dalle Brigate Rosse 42 anni fa. L'acciaieria di Cornigliano, dopo essere stata Ilva, insieme agli stabilimenti di Taranto e Novi Ligure oggi fa parte di AmInvestCo, società controllata da ArcelorMittal che a breve tornerà al 50% sotto il controllo pubblico con l'ingresso di Invitalia. Arcuri è in fabbrica in veste di amministratore delegato di Invitalia, alla prima uscita ufficiale come azionista in pectore di Ami, ma l'attualità dei vaccini inevitabilmente si prende la scena.

DOMENICO ARCURI

 

La strada della battaglia giudiziaria con la multinazionale americana sembra ormai senza ritorno. I toni si sono fatti sempre più duri, la rottura appare inevitabile. «Dal punto di vista contrattuale - spiega Arcuri - la fornitura dei vaccini è molto semplice. L'Unione europea con i produttori del farmaco ha sottoscritto un contratto in nome e per conto dei 27 Stati membri. Inoltre, ogni Stato membro, quindi anche l'Italia, ha sottoscritto dei contratti derivati rispetto al contratto generale. Sul contratto generale dell'Ue ci sono quantità, termini, scadenze per la consegna e questi sono richiamati anche nei contratti dei vari Paesi».

 

Il commissario è certo di poter far valere le ragioni dell'Italia nell'ormai prossimo contenzioso legale. «Ci sono molti modi di dimostrare gli inadempimenti. Certamente noi pensiamo che Pfizer al momento sia inadempiente. Stiamo lavorando con l'Avvocatura, domani (oggi per chi legge, ndr) avrò una riunione molto puntuale con loro per concludere al più presto l'istruttoria».

 

vaccino covid

Quella con Pfizer, ma ieri sera si è aperto anche un inquietante fronte con AstraZeneca che ha annunciato problemi nella produzione dei vaccini, sta diventando la madre di tutte le battaglie per la struttura commissariale guidata da Arcuri. Brucia la frenata nelle vaccinazioni dopo che i buoni risultati ottenuti nella prima fase di attuazione del piano avevano cancellato le diffidenze della vigilia. Ora si rischia di tornare indietro anche sul piano dell'immagine.

 

«Nelle ultime settimane abbiamo accusato ritardi che non comprendiamo - sottolinea Arcuri - dobbiamo continuare a reclamare perché il diritto alla salute degli italiani non è un valore che si può negoziare. Stiamo combattendo una battaglia lunga e molto faticosa. I vaccini sono l'unico sistema per concludere questa battaglia e tornare alla normalità: non ne conosciamo altri e probabilmente non ne esistono altri. Stiamo chiedendo con forza alle aziende produttrici, in particolare una, che all'Italia arrivino tutti i vaccini che erano stati pianificati».

 

domenico arcuri

La commemorazione di Guido Rossa ha rappresentato per Arcuri l'occasione per fare il bilancio, anche personale, sulla lotta alla pandemia. «Ho visto una moltitudine di persone normali grazie alle quali la più grande tragedia che ha attraversato il mondo dopo la seconda guerra mondiale è stata contenuta, gestita, contrastata senza clamori, senza troppe parole. Porto con me un bagaglio di vita vissuta straordinario e mi piace pensare che questa moltitudine di persone normali almeno una volta quest' anno abbia pensato a Guido Rossa e a quelli come lui: persone normali che grazie alla loro indole ci hanno permesso di arrivare fin qui. Credo che senza la memoria una comunità sia solo un insieme spesso disordinato di donne e di uomini, la memoria preservata e tutte le volte che si può utilizzata».

 

VACCINO PFIZER

Oltre all'emergenza Covid, tra i fascicoli in mano ad Arcuri anche la delicata gestione del ritorno dello Stato nella siderurgia. Anche qui la partita si gioca su più fronti. Per la decisione dell'Antitrust europeo all'ingresso di Invitalia in AmIvestCo al 50%, l'ad di Invitalia confida che i tempi saranno rispettati. «Stiamo dialogando positivamente, confido che il 10 febbraio sia la data entro cui risponderanno. Posso dire che non trovo al momento ragioni per essere smentito. Il piano di investimenti, che è stato approvato dopo un faticoso e alla fine proficuo negoziato, prevede 3,1 miliardi in un quinquennio. L'obiettivo di questa nuova stagione è far diventare l'Ilva un leader nella produzione dell'acciaio sempre più verde».

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