globalizzazione

“L’INTERDIPENDENZA CI APRE A OGNI TIPO DI VULNERABILITÀ, CI METTE IN POSIZIONE DI DEBOLEZZA” - TRA I PENTITI DELLA GLOBALIZZAZIONE C’E’ ANCHE MARK LEONARD, DIRETTORE DELL’EUROPEAN COUNCIL ON FOREIGN RELATIONS: “PENSAVAMO CHE L’INTERDIPENDENZA AVREBBE TRASFORMATO I NEMICI IN AMICI E CREATO UN MONDO SENZA CONFLITTI: ABBIAMO CAPITO CHE NON E’ COSI’ - PRIMA IL MODO DI AVERE CONFLITTI SI CONCENTRAVA ATTORNO A TERRITORI, MA ORA SI POSSONO AVERE CONFLITTI SENZA COINVOLGERE SOLDATI, TRASFORMANDO LE FORNITURE DI ENERGIA, I RAPPORTI COMMERCIALI, I MOVIMENTI DELLE PERSONE IN ARMI. QUESTO SIGNIFICA CHE HAI CONFLITTI PERMANENTI”

Estratto dell’articolo di Luigi Ippolito per “la Lettura – Corriere della Sera”

 

MARK LEONARD

Ci eravamo illusi che la globalizzazione sarebbe sfociata nell’epoca della pace perpetua e invece, come recita il titolo del libro di Mark Leonard, direttore dell’European Council on Foreign Relations, siamo finiti nell’ Era della non-pace . E la ragione sta nel sottotitolo: Perché la connettività porta al conflitto.

 

Insomma, ci avevano detto che la storia era finita, che il mondo era piatto: che cos’è andato storto?

«Le forze che […] dovevano mettere fine alla storia e creare una comunità globale, hanno un gemello malvagio che ci allontana gli uni dagli altri e crea tensioni e vulnerabilità. […] Se pensiamo alle spinte che dovevano mettere fine alla storia […] il primo era il commercio: e questo ora è diventato un terreno di battaglia con sanzioni e controlli tecnologici. Se pensiamo alle migrazioni, che dovevano creare un villaggio globale, hanno portato invece a tensioni per il modo in cui cambia la demografia dei Paesi di arrivo; ma è anche stata trasformata in un’arma politica, come ha fatto Vladimir Putin. La tecnologia e internet dovevano creare un mondo unito ma alla fine abbiamo visto polarizzazione […]».

globalizzazione1

 

Lei scrive quindi che la distinzione fra guerra e pace è ormai obsoleta.

«Queste forze della globalizzazione ci hanno dato un insieme di armi che non avevamo prima. È per questo che la distinzione è obsoleta, perché prima il modo di avere conflitti si concentrava attorno a territori, ma ora si possono avere conflitti senza coinvolgere soldati, trasformando le forniture di energia, i rapporti commerciali, i movimenti delle persone in armi. Questo significa che hai conflitti permanenti […]. Ora puoi non avere una guerra formale ma allo stesso tempo, invece di una pacifica età dell’oro, hai tante tensioni e conflitti: […] le stesse relazioni che abbiamo gli uni con gli altri vengono trasformate in armi».

MARK LEONARD - L ERA DELLA NON PACE

 

Perché la guerra in Ucraina è l’incarnazione dei conflitti di connettività?

«Quello in Ucraina a un primo livello appare come un conflitto alla vecchia maniera,  […]: ma allo stesso tempo il modo e le ragioni per cui si combatte sono totalmente differenti. Ciò che ha causato la guerra è stata […] la connessione dell’Ucraina con l’Occidente […]. […] più importante è che il modo in cui la guerra viene combattuta ruoti attorno a tecnologia e connessioni […] […] la maggiore pressione esercitata sulla Russia è stata attraverso le sanzioni e i controlli sulla tecnologia, mentre la risposta russa è stata fatta tramite cyberattacchi, manipolazione dei prezzi dell’energia e milioni di rifugiati. […]».

 

Anche questa guerra finirà con uno stato permanente di non-pace?

globalizzazione

«È molto difficile vedere come si possa arrivare a un trattato di pace formale fra Kiev e Mosca […] questo livello di tensione continuerà: perciò sarà molto difficile per gli europei tornare al mondo in cui vivevamo prima del 24 febbraio 2022».

 

Proprio l’Europa aveva scommesso più di tutti sulla portata benefica della globalizzazione: deve ripensare il suo ruolo?

« […] La Ue è un progetto di pace disegnato attorno all’idea di rendere la guerra impossibile, ma ora l’integrazione europea è spinta avanti dalla guerra. […] […] la questione dell’interdipendenza, che pensavamo avrebbe trasformato i nemici in amici e avrebbe creato un mondo senza conflitti: ora abbiamo capito che l’interdipendenza ci apre a ogni tipo di vulnerabilità, ci mette in posizione di debolezza».

 

globalizzazione

[…] «[…] È interessante che i due Paesi più centrali nella globalizzazione, Gran Bretagna e Stati Uniti, siano quelli che hanno visto la più grande rivolta contro di essa. Sono giunto alla conclusione che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato riguardo all’ottimismo dell’interdipendenza: non perché non creda che l’integrazione sia una cosa meravigliosa, ma c’è un lato oscuro, ed è il fatto che crea perdenti oltre che vincitori. […] abbiamo bisogno di una nuova politica: non costruire muri ma rendere l’interdipendenza sicura. […] La divisione non dovrebbe essere fra nazionalisti e globalisti, ma fra connettività regolata e non regolata».

globalizzazione globalizzazione globalizzazione globalizzazione

Ultimi Dagoreport

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)