pnrr ance costruttori edili raffaele fitto giorgia meloni

“LO STATO DI ATTUAZIONE DEL PNRR SEGNA PROFONDI RITARDI” – ANCHE L'ASSOCIAZIONE NAZIONE DEI COSTRUTTORI EDILI LANCIA L'ALLARME SUL PNRR – IL VICEPRESIDENTE DELL’ANCI, LUIGI SCHIAVO: “C’È IL SERIO RISCHIO DI NON RIUSCIRE A COLLAUDARE LE OPERE ENTRO LA SCADENZA IMPOSTA DALL'EUROPA PER IL 2026, CON IL RISULTATO DI PERDERE IL FINANZIAMENTO” – A FITTO, CHE HA GESTITO IL DOSSIER PNRR E ORA È VOLATO A BRUXELLES, FISCHIERANNO LE ORECCHIE?

COSTRUTTORI EDILI

(ANSA) -  Sono "molte" le preoccupazioni dell'Ance sullo stato di attuazione degli interventi Pnrr "che segna profondi ritardi". Lo afferma il vicepresidente dell'Ance, Luigi Schiavo, nel suo intervento al convegno dell'associazione "Opere pubbliche oltre il 2026", in corso a Vico Equense.

 

"Molti appalti sono stati aggiudicati, ma i lavori, in molti casi, non risultano consegnati ed avviati. - sottolinea - Si profila quindi il serio rischio di non riuscire a collaudare le opere entro la scadenza imposta dall'Europa per il 2026, con il risultato di perdere il finanziamento. Tutto ciò è fonte di grandissima preoccupazione per le imprese".

 

Luigi Schiavo - vicepresidente Ance

 Nel nuovo Codice degli appalti "emerge, anzitutto, un problema di mercato. Infatti, i principi di apertura del mercato e di tutela della concorrenza sono messi a rischio dalla scelta di liberalizzare sino alla soglia comunitaria le procedure negoziate senza gara, che limitano fortemente la concorrenza".

 

Lo afferma il vicepresidente dell'Ance, Luigi Schiavo, nel suo intervento al convegno dell'associazione "Opere pubbliche oltre il 2026", in corso a Vico Equense. Secondo l'associazione dei costruttori "le soglie andrebbero riviste al rialzo, garantendo al di sopra di determinati importi l'invito di tutti i soggetti potenzialmente interessati.

 

PNRR

Sebbene il Ministero delle Infrastrutture abbia avuto modo di chiarire, nel recente incontro sul correttivo, che la norma sulle negoziate non vedrà cambiamenti, noi non ci stanchiamo di auspicare che un parziale ripensamento possa esserci", ha insistito Schiavo sottolineando che anche la Commissione Ue "ha una preoccupazione al riguardo".

 

Per l'Ance inoltre, la scelta operata nel nuovo Codice degli appalti di avere regole molto diverse e peculiari per i settori speciali "non appare condivisibile", perché "crea un mercato parallelo per chi opera in tali contesti". "Si pensi, ad esempio, alla scelta di non prevedere per tali settori l'obbligo di esternalizzare una quota dei lavori per i concessionari senza gara. - ha spiegato Schiavo -

 

RAFFAELE FITTO GIORGIA MELONI

Un mercato parallelo, quello dei settori speciali, dalle dimensioni tutt'altro che trascurabili: secondo dati Anac, nel 2023, a fronte di un ammontare di appalti pubblici (lavori, servizi e forniture) di circa 280 miliardi, dei quali 100 miliardi (il 35%) sono riferiti a lavori pubblici, la quota dei bandi/inviti afferente ai settori speciali per questo comparto raggiunge quasi il 40% dell'importo totale. In altri termini, nel 2023, oltre 37 miliardi di euro di appalti riferiti a lavori pubblici sono stati regolamentati da norme diverse dai regimi ordinari".

PNRR COSTRUTTORI EDILI Luigi Schiavo - vicepresidente Ance

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?