patrizio bosti

LI TRATTIAMO BENE I MAFIOSI - PATRIZIO BOSTI, BOSS AL 41 BIS DELL’ALLEANZA DI SECONDIGLIANO, VIENE SCARCERATO E LO STATO GLI HA RICONOSCIUTO ANCHE UN RISARCIMENTO DI OLTRE 2.600 EURO PER “TRATTAMENTO INUMANO IN CELLA”

Fulvio Bufi per il “Corriere della Sera”

 

Poggioreale, l' Ucciardone, Regina Coeli, Rebibbia, Trani, Parma, Bellizzi Irpino.

In ognuno di questi istituti di pena - famosi per il sovraffollamento o per i brindisi dei mafiosi o per le strutture di massima sicurezza, oppure per storiche rivolte o per vecchie gestioni finite sotto inchiesta - le condizioni di vita dei detenuti possono raggiungere, anzi, hanno raggiunto, livelli «inumani e degradanti». Tanto da consentire a qualcuno di ottenere sensibili sconti di pena e anche un po' di soldi di risarcimento.

PATRIZIO BOSTI

 

È la storia di Patrizio Bosti, 62 anni, capoclan dei quartieri Vasto e Arenaccia, boss al vertice di quella Alleanza di Secondigliano che ha rappresentato e rappresenta il più potente cartello di cosche attive sul territorio cittadino.

 

Bosti fu arrestato il 10 agosto del 2008 in Spagna, a Girona, e tra residui di pena e condanne accumulate in cui era imputato per associazione di stampo camorristico, concorso in omicidio, estorsione e altri reati, sempre con l'aggravante della finalità mafiosa, sarebbe dovuto rimanere recluso fino al dicembre del 2023. Da qualche giorno, invece, ha lasciato il carcere di Parma, dove era detenuto al 41 bis, ed è tornato a Napoli, a casa sua, con il solo obbligo di firma cui dovrà sottoporsi per i prossimi nove anni. E non solo, lo Stato gli ha riconosciuto anche un risarcimento di oltre 2.600 euro.

 

PATRIZIO BOSTI

Dietro l'anticipata scarcerazione del boss c' è un complesso meccanismo che si fonda in parte sui benefici concessi per il riconoscimento della buona condotta e molto su due sentenze, emesse la prima dal Tribunale di sorveglianza di Reggio Emilia e l' altra da quello analogo di Bologna.

 

Ai giudici i legali di Bosti si sono rivolti sostenendo per il loro assistito la detenzione in condizioni non in linea con quanto disposto dall' articolo 3 della Convenzione europea per i diritti dell' uomo. Nel dettagliatissimo ricorso presentato si fa riferimento al sovraffollamento delle celle, o alla mancanza di acqua calda, di docce interne e di riscaldamento. Ma anche alla carenza di socialità e alla costrizione di usare il bagno in modo promiscuo, e cioè anche per lavare le stoviglie .

 

Tutte ragioni ritenute evidentemente valide dai giudici chiamati ad esaminarle.

Anzi, se il Tribunale di Reggio Emilia aveva concesso a Bosti 286 giorni di liberazione anticipata come risarcimento di 2.868 giorni trascorsi in cella in condizioni inumane, quello di Bologna ha accolto l' ulteriore ricorso degli avvocati del boss, riconoscendogli altri 947 giorni di reclusione degradante e fissando una ulteriore riduzione di pena che gli ha permesso di essere scarcerato con oltre tre anni di anticipo.

PATRIZIO BOSTI

 

E non è finita. Secondo i conteggi valutati dal giudice, Bosti sarebbe dovuto uscire anche prima. E quel periodo che ha passato in carcere «ingiustamente», in attesa che venisse emessa la sentenza, dovrà essere adesso monetizzato con un versamento di 2.672 euro che lo Stato, su disposizione del Tribunale, dovrà fare all' ormai ex detenuto.

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?