maddalena urbani

MADDALENA URBANI POTEVA ESSERE SALVATA? - ABDULAZIZ RAJAB, LO SPACCIATORE SIRIANO CONDANNATO A 14 ANNI PER LA MORTE DELLA 21ENNE MORTA IL 27 MARZO DEL 2021 PER UN MIX DI DROGHE E FARMACI, AVREBBE ASPETTATO QUALCHE ORA PRIMA DI CHIAMARE UN'AMBULANZA, MENTRE MADDALENA ERA IN PREDA ALLE CONVULSIONI E UNA CRISI RESPIRATORIA - IL VICINO ALFONSO RUBIN, NOTO NEL QUARTIERE COME "IL DOTTORE" AVREBBE CONFERMATO LA RILUTTANZA DEL 60ENNE SIRIANO E DI KAOULA EL HAOUZI, L'AMICA DI MADDALENA CONDANNATA A DUE ANNI PER OMISSIONE DI SOCCORSO, A INTERVENIRE…

maddalena urbani 3

Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera”

 

Abdulaziz Rajab, il sessantenne siriano che ospitò Maddalena Urbani - figlia del medico-eroe autore di ricerche risolutive sul virus della Sars, Carlo Urbani, deceduto nel 2013 - è colpevole di omicidio volontario con dolo eventuale e non già del più lieve «morte come conseguenza d'altro reato» ipotizzato in una fase iniziale delle indagini. Per lui la condanna è di 14 anni, mentre per Kaoula El Haouzi, amica della vittima, responsabile di omissione di soccorso, è di due anni.

 

MADDALENA URBANI

Il lavoro dei medici legali che quantificarono in 17 ore l'inerzia del pusher e dell'amica di fronte all'agonia per overdose della giovane, ha convinto i giudici della I sezione della Corte d'assise: Maddalena Urbani è morta perché si è scelto di non chiamare tempestivamente i soccorsi e non già per la semplice assunzione di stupefacenti.

 

maddalena urbani 2

Era il 26 marzo 2021. La giovane, vent' anni difficili, fragile eppure intelligente, sperduta ma istruita, spronata a cavarsela da sé, torna con la sua amica da Perugia dove ha trovato un lavoro e finisce in un appartamento a Roma, sulla Cassia, a consumare sostanze stupefacenti (metadone, benzodiazepine e cocaina dirà poi la consulenza affidata dal pm Pietro Pollidori) acquistate in precedenza da un amico di Rajab. Improvvisamente scivola in una crisi cardiorespiratoria che si annuncia drammatica. Rajab ed El Haouzi la guardano morire lentamente senza muovere un dito.

 

maddalena urbani da piccola con la mamma e il papa

È sera. Maddalena è sul letto con le convulsioni e un pallore insano. Le ore trascorrono ma solo alle 12 del giorno successivo verranno allertati i medici del 118. Troppo tardi evidentemente. Esitazione e paura (per sé stessi) paralizzano i due che restano inerti per ore. Il verdetto dei consulenti della Procura, ascoltati durante il dibattimento è stato severo: «Maddalena poteva essere salvata ma si persero ore preziose».

 

L'inchiesta aveva chiarito che, quel giorno, il pusher siriano si trovava ai domiciliari e dunque non avrebbe potuto ospitare - se non denunciandole - persone nella sua abitazione. Invece accolse Kaoula e Maddalena sapendo che l'obiettivo era quello di procurarsi lo «sballo». Nel corso delle udienze è stata acquisita anche la testimonianza di un vicino, Alfonso Rubin, noto nel quartiere come «il dottore» (nella realtà non ha mai concluso gli studi di Medicina) il quale dopo aver verificato le condizioni di Maddalena suggerisce invano di chiamare il 118.

maddalena urbani

 

«Il dottore» ha confermato in maniera inequivocabile la riluttanza dei due a intervenire concretamente. Di nuovo, come nel caso di Desirée Mariottini, la ragazza morta in un rudere a San Lorenzo, sempre nella Capitale, nel 2018, si è scelto di anteporre ragioni personali alla vita di un'altra persona in gioco. Di nuovo si è deciso di non prestare i soccorsi necessari per non dover rispondere di possibili contestazioni alle forze dell'ordine.

 

Nei confronti del pusher siriano l'accusa aveva chiesto 21 anni di carcere ma i giudici, dopo 4 ore di camera di consiglio, hanno deciso di concedere le attenuanti. La mamma di Maddalena, Giuliana Chiorrini, si era voluta costituire parte civile attraverso il suo avvocato Giorgio Beni.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...