sapevamo gia' tutto giuseppe governale mafia

LA MAFIA È ROBA VOSTRA – IL VIAGGIO NELLA STORIA DI COSA NOSTRA, IL CANCRO A LUNGO IGNORATO CHE HA STRITOLATO LA SICILIA, NEL SAGGIO “SAPEVAMO GIÀ TUTTO: PERCHÉ LA MAFIA RESISTE E DOVEVAMO COMBATTERLA PRIMA” DEL GENERALE GIUSEPPE GOVERNALE - DAI RAPPORTI INVIATI AL PROCURATORE DEL RE NEL 1898 DAL QUESTORE DI PALERMO NEI QUALI VENIVANO DESCRITTI I METODI DEI CLAN E LE INFILTRAZIONI NELLA PALERMO CHE CONTAVA E A ROMA FINO ALL’ATTACCO ALLO STATO…

Rinaldo Frignani per il "Corriere della Sera"

 

sapevamo gia?? tutto perche?? la mafia resiste e dovevamo combatterla prima

«Càlati juncu cà passa la china», ovvero «piegati giunco perché passa la piena». Prima che per contrastare il coronavirus, la resilienza - esaltata da questo proverbio siciliano - è stata anche un'arma in mano alla mafia. Molto prima che nel 1984 don Masino Buscetta aprisse, con il suo pentimento davanti al giudice Giovanni Falcone, uno squarcio decisivo per disegnare l'organigramma della cupola e del suo esercito.

 

Ma se è vero che «i meriti vanno attribuiti al magistrato inquirente, dotato evidentemente di orecchie che volevano sentire; sensibile e soprattutto in grado di offrire fiducia al testimone pentito, sintonizzandosi in modo credibile nei confronti del mafioso disposto a collaborare», è altrettanto vero che «già dalla fine dell'Ottocento sapevamo molto e si erano registrati importanti approcci investigativi e accertamenti dell'autorità giudiziaria, in grado di delineare un quadro in cui si scorgevano con chiarezza i tratti salienti dell'organizzazione».

 

giuseppe governale 4

«Sapevamo già tutto: Perché la mafia resiste e dovevamo combatterla prima» (Solferino Libri), è il titolo del saggio del generale di divisione Giuseppe Governale, già comandante del Ros dei carabinieri e poi direttore della Dia dal 2017 al 2020, inserito nella collana Melampo diretta da Nando dalla Chiesa.

 

giovanni falcone paolo borsellino

Un lungo viaggio nella storia di Cosa nostra: dai 31 rapporti inviati al procuratore del re nel 1898 dal questore di Palermo Ermanno Sangiorgi, nei quali già venivano descritti (proprio come fosse un rapporto di oggi) non solo organizzazione e metodi dei clan, ma anche le loro infiltrazioni nella Palermo che contava e a Roma, fino alla stagione dell'attacco allo Stato, passando però anche dalle confidenze del vicequestore Cesare Mori, mandato a combattere i briganti nel 1916, preoccupato dal fatto che nel resto d'Italia non si comprendesse la differenza con i mafiosi.

 

riina provenzano

Del resto risale al 1900 il dramma teatrale «La mafia» di Luigi Sturzo, «una testimonianza forte dei legami già allora esistenti tra mafia e istituzioni - scrive Governale nella sua introduzione - legami così forti e intensi da condizionare la giustizia». Come accertò di persona nel 1971 l'allora colonnello Carlo Alberto dalla Chiesa, comandante della Legione carabinieri di Palermo nel «Rapporto giudiziario sui 114», scritto con Boris Giuliano, Giuseppe Russo ed Emanuele De Francesco (i primi tre caduti nella lotta alla mafia), dopo l'omicidio del procuratore capo Pietro Scaglione, e come scritto dieci anni prima da Leonardo Sciascia ne «Il giorno della civetta», dove la mafia non era più quella della coppola e della lupara. Anche se «essere subdoli, guardinghi, cerimoniosi, malvagi quando occorre, vendicativi oltre ogni misura», rimane la caratteristica di ieri e di oggi degli affiliati a Cosa nostra, che «come l'ago di mercurio di un termometro sale su, su per l'Italia, ed è già oltre Roma».

briganti

 

Contro il quale non si può adottare la strategia dello «zero a zero» ma anzi sfruttare i successi - scrive ancora Governale - con «un coinvolgimento più generale della società civile, non bastando i soli sforzi investigativi: la mafia è una malattia oramai cronica, ad andamento altalenante: si combatte con il distanziamento sociale, cioè evitando l'esposizione, e con il vaccino, tenendo presenti le possibili mutazioni». Tanto più che ormai da un quarto di secolo le organizzazioni criminali «hanno scelto il tempo dell'attesa, quello dell'incudine, ma la partita è tutt' altro che vinta».

strage di capaci luigi sturzogiuseppe governale 3leonardo sciascia giuseppe governalegiuseppe governale 2giuseppe governale 6carlo alberto dalla chiesa

Ultimi Dagoreport

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO