MAGARI MAURICE – IN FRANCIA UNA COPPIA DI PENSIONATI PORTA IN TRIBUNALE IL GALLO MAURICE, COLPEVOLE DI CANTARE ALL’ALBA E DISTURBARE LA LORO VACANZA – IN TRIBUNALE LA PROPRIETARIA SI DIFENDE DICENDO CHE NON PUÒ ORDINARE ALL’ANIMALE QUANDO SVEGLIARSI, UN UFFICIALE GIUDIZIARIO VIENE SPEDITO A MONITORARE IL CANTO DEL GALLO E LO SCAZZO DIVENTA INTERNAZIONALE:  MA LA LITE ALTRO NON È CHE IL SIMBOLO DELLO SCONTRO TRA LOCALI E TURISTI…(VIDEO)

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Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera”

 

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«Non posso dire al gallo "Maurice, ti svegli quando te lo ordino io"», si è difesa ieri in tribunale Corinne Fesseau, con un argomento in effetti di peso. Maurice non ha partecipato all' udienza, è rimasto a casa nel pollaio a Saint-Pierre d' Oléron perché non è più giovanissimo e le polemiche lo stanno stancando, ma dalla parte di Corinne e dei pennuti c' erano molte sue amiche arrivate con i loro coq, simbolo della Francia e della campagna minacciata dai cittadini.

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Una coppia di pensionati di Limoges, che trascorre qualche settimana l' anno nella seconda casa di Saint-Pierre d' Oléron proprio accanto a quella di Corinne e del gallo Maurice, ha presentato denuncia perché si ritiene «vittima di inquinamento sonoro». Jean-Louis Biron e Joëlle Andrieux hanno scoperto che Maurice si sveglia intorno alle 6 del mattino e - in quanto gallo - canta, cosa che disturba le loro vacanze.

 

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La polemica si trascina da qualche mese, un ufficiale giudiziario ha effettuato tre sopralluoghi annotando due risvegli alle 6 e 41. Il rapporto letto ieri in tribunale indica un «rumore percettibile, non assordante», ma l' avvocato della coppia sottolinea che il pollaio dista solo tre metri dalla camera da letto dei due pensionati.

 

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I Biron pretendono che il gallo venga trasportato altrove o ridotto al silenzio, ma se la lite tra vicini ha attirato in tribunale troupe televisive francesi, tedesche e olandesi, è perché è diventata il simbolo di una lotta tra «locali» e «turisti», tra veri abitanti dei villaggi e cittadini con le seconde case, un conflitto che sta assumendo proporzioni importanti in molte zone della Francia (dopo la Corsica anche in Bretagna e altrove) e che qualche anno fa ha ispirato al sociologo Jean-Pierre Le Goff un libro di grande interesse, «La fine del villaggio».

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«Un mondo è finito, ma pochi se ne sono accorti - scrive Le Goff -. I parigini si trasferiscono avendo in mente la campagna descritta da Jean Giono, gli inglesi sognano le piazzette con i platani e gli anziani che giocano a bocce.

il gallo sfotte il tacchino sul giorno del ringraziamento il gallo sfotte il tacchino sul giorno del ringraziamento

 

Ma chi compra le seconde case ha la pretesa di godere, oltre che dell' aria buona e degli alimenti bio, delle stesse comodità della città. Così il villaggio francese non esiste più». Anche per colpa dei pensionati di Limoges che vogliono vivere qualche settimana all' anno in campagna, e poi si lamentano se il gallo canta. Sentenza il 5 settembre.

 

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