vaccini covid

MANCANO I VACCINI! UN MILIONE DI DOSI IN MENO, LE REGIONI, IN AFFANNO, COSTRETTE A RIVEDERE LE TABELLE DI MARCIA – DRAGHI INVITA A NON ABBASSARE LA GUARDIA: “NON VOGLIAMO TROVARCI IN AUTUNNO COME L'ANNO SCORSO. LA PANDEMIA NON È FINITA, NON NE SIAMO FUORI” – L'EMA: “I VACCINI STANNO FUNZIONANDO ANCHE CONTRO LA VARIANTE DELTA MA DOBBIAMO ESSERE CERTI CHE SI FACCIA ANCHE LA SECONDA INIEZIONE”

roma vaccinazione anti covid 19 per i maturandi 3

Claudio Guasco per il Messaggero

 

Ora che la campagna di immunizzazione procede spedita, mancano i vaccini. Un milione di dosi in meno, secondo le previsioni, carenza che obbliga le Regioni a rivedere le proprie tabelle di marcia. Significa che chi non ha ancora ricevuto la prima dose dovrà aspettare. E ciò che tutti temono e il premier Mario Draghi dice chiaramente è: «Non vogliamo trovarci in autunno come l' anno scorso».

 

La pandemia, afferma, «non è finita, non ne siamo fuori. Il Regno Unito qualche settimana fa aveva un numero di casi più o meno pari a quello attuale della Francia, oggi sono venti volte tanto.

 

Contro la variante Delta serve continuare con determinazione la campagna vaccinale, aumentare i tamponi e il sequenziamento». Nel frattempo si corre ai ripari. «Credo che a livello nazionale dovremo riprogrammare alcune prime dosi per spostarle più avanti, perché non ci sono sufficienti vaccini», annuncia il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga.

 

vaccini personale sanitario

PRENOTAZIONI A RISCHIO Rispetto alle previsioni «che ci facevano avere più di 20 milioni di dosi nel mese di luglio, abbiamo meno armi e quindi meno possibilità di vaccinare». Ma sul risultato finale il ministro della Salute Roberto Speranza è fiducioso: «Abbiamo numeri straordinari.

 

La priorità è completare prima e seconda dose, poi la comunità scientifica ci darà elementi di certezza, spero nel più breve tempo possibile, per cui è molto probabile che ci sarà bisogno di una terza dose. Noi ci stiamo già organizzando, provvedendo ad acquisti condivisi con la Ue». Non sono ammessi errori, considerato l' incalzare della mutazione indiana.

 

«I vaccini stanno funzionando anche contro la variante Delta, che sarà sempre più diffusa in Europa, ma dobbiamo essere certi che si faccia anche la seconda iniezione», avverte la direttrice esecutiva dell' Ema, Emer Cooke.

 

open day vaccini

Intanto però le Regioni sono in affanno. «Ci servono 100 mila dosi di vaccino Pfizer entro luglio, altrimenti dovremo spostare le prenotazioni delle prime somministrazioni del periodo 11/15 luglio di una settimana», è l' allarme dell' assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D' Amato. «Bisogna correre più della variante Delta», afferma. Giovedì è stato superato il traguardo di 4,9 milioni di somministrazioni, «siamo la prima regione italiana per ciclo completo vaccinazione over 12», eppure si potranno garantire forniture adeguate ai pediatri solo dopo Ferragosto. Anche la Lombardia è costretta a frenare. «Rischiamo di dover sospendere per un periodo le prenotazioni», comunica il governatore Attilio Fontana. «Purtroppo a luglio verrà ridotto in maniera abbastanza consistente il numero dei vaccini che ci deve essere trasferito. Questo non ci voleva.

 

VACCINI GIOVANI

Potevamo arrivare a 150-160.000 dosi al giorno e invece dovremo rallentare». Al momento ci sono in frigorifero in Italia 3,1 milioni di dosi, di cui 1,7 milioni di AstraZeneca, 0,7 milioni di Johnson&Johnson, 0,6 milioni di Pfizer e 0,5 milioni di Moderna. Mercoledì la Puglia ha dovuto chiudere per mancanza di sieri 17 dei 22 hub vaccinali di Bari, il Piemonte avrà 160 mila dosi in meno il mese prossimo, in Emilia Romagna si stima il taglio di Pfizer per luglio al di sopra del 40%.

 

VACCINI CINESI Un problema che va oltre la capacità del nostro Paese di rifornirsi e si allarga al ruolo dell' Ema, che secondo Draghi ha bisogno di essere «riformata e rinforzata: abbiamo visto una certa difformità di pronunciamenti con le autorità nazionali, esitazioni, confusione». All' ordine del giorno del Consiglio Ue anche la possibilità di nuovi vaccini. Ancora lontana.

 

mario draghi al senato

«Il russo Sputnik forse non avrà mai l' approvazione dell' Ema e quello cinese non è adeguato, si veda l' esperienza in Cile». Qui, come in Bahrain, Mongolia e Seychelles, è stato immunizzato tra il 50 e il 68% della popolazione ma i quattro Paesi sono tra i più soggetti a nuove ondate. Per diversi esperti il problema consiste nella qualità dei sieri prodotti in Cina, Sinovac e Sinopharm, ritenuti efficaci rispettivamente al 51% e 78,1%. Quanto alla Russia, che usa il suo Sputnik, la scorsa settimana ha registrato 17.262 nuovi casi, il dato giornaliero più alto da inizio febbraio.

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