prostituzione mafia albanese

LE MANI DELLA MAFIA ALBANESE SULLE STRADE: SONO 120 MILA LE SCHIAVE DEL SESSO IN ITALIA - IL FATTURATO DELLA PROSTITUZIONE È CRESCIUTO DEL 28% IN 10 ANNI E HA RAGGIUNTO I 4 MLD € ANNUI - IL CONTROLLO DEI CLAN SULLA TRATTA DALL'AFRICA E DALL'EST EUROPA - ANCHE LE ITALIANE FINISCONO SUL MARCIAPIEDE. ECCO PERCHÉ

Flavia Amabile per “la Stampa”

 

prostituzione mafia albanese

Aveva 16 anni Corinna quando fu venduta dalla madre.

Viveva in un piccolo paese di una Romania appena approdata nell' Unione Europea, una terra di speranze e miseria.

 

La famiglia di Corinna non volle credere alle speranze, si lasciò vincere dalla miseria.

La mamma intascò trecento euro e lasciò andare la prima di tre figlie nelle mani di un lover boy. Sono i compagni-padroni, innamorati per finta, illusionisti di professione. Gestiscono gran parte del traffico della prostituzione di romene in Italia e stanno provando a fare altrettanto anche con le giovani italiane.

Corinna attraversò il confine italiano con una procura della mamma che l' autorizzava ad andare verso l' inferno.

 

Lei questo, però, non poteva saperlo. Al suo fianco c' era un uomo che giurava di essere perdutamente innamorato di lei, di volere una famiglia e una vita insieme: come avrebbe potuto immaginare di essere diretta verso l' orrore?

Per vivere però bisogna riuscire a pagare almeno l' affitto di una casa, cibo, vestiti. Il compagno le chiese di andare con altri uomini per soldi.

 

prostituzione mafia albanese

La parola giusta da usare in questi casi è prostituirsi. Il compagno lo chiamò amore e purtroppo anche secondo Anna era amore. Divenne la sua vita e quell' uomo il suo carceriere. Corinna arrivò a pesare 42 chili. Il compagno ogni giorno le ripeteva: «Sei brutta, non vali niente, se non stai con me non ti prende più nessuno». Corinna gli credeva e accettava di stare con lui e con tutti gli uomini che la avvicinavano in strada.

 

Anche dopo un aborto, anche con un braccio rotto perché lui l' aveva picchiata. Al ritorno a casa ogni sera metteva i soldi sul tavolo, e a lei rimaneva poco o nulla. Corinna ha due sorelle, anche loro cedute al miglior offerente. Stesso copione, stesso epilogo: in qualche strada italiana a farsi comprare e poi subito a consegnare il denaro guadagnato.

Senza nemmeno aver capito del tutto di essere state costrette a farlo.

 

Nella trappola da sola «Le figlie femmine sono oro per i romeni», spiega Nicole Puiu. E' lei a raccontare la storia di Corinna e delle sue sorelle, tre vite vendute per meno di mille euro dalla loro mamma ai lover boy romeni. Sono le sue cugine, figlie di una sorella della mamma. Nicole ne parla perché vorrebbe salvarle, così come sta provando a salvare sé stessa. Anche sulla sua strada è capitato un lover boy, ma nessuno l' ha venduta a lui o glielo ha imposto: in trappola è finita da sola.

 

prostituzione mafia albanese

«Mi sono sposata a 20 anni in Romania. Il nostro era un bellissimo amore. E' nato il primo figlio, è nato il secondo. Poi lui ha iniziato a buttare tutti i nostri soldi nelle macchinette per il poker. Dovevo trovare un lavoro, mi hanno offerto un posto come cameriera in un bar a Monza. Ho lasciato i figli ai miei genitori, sono venuta in Italia. Mi sono ritrovata senza più un lavoro e con una persona accanto che sembrava dolcissima. Mi ha chiesto di prostituirmi per qualche mese in modo da tornare in Romania con qualche soldo. A casa avevano bisogno, i problemi erano tanti e io mi sentivo in dovere di risolverli tutti. L' ho accontentato e sono finita in un baratro. Ero convinta di non poterne più uscire».

 

Nicole è riuscita a liberarsi, invece. Ha capito la trappola, ha smascherato i carcerieri vestiti da innamorati. Il 3 gennaio di quest' anno è tornata in Romania, ha riabbracciato i figli e ora vive con loro. Lavora come può ma è padrona della sua vita. «Non chiedo altro», conclude. Vendute dalle madri o vittime da sole di un atroce inganno, ogni anno migliaia di donne romene finiscono nella trappola dei lover-boy.

 

Sono in continuo aumento e non sono più solo romene.

Tappe dell' assoggettamento Ci sono anche le italiane grazie a un meccanismo di reclutamento e sfruttamento in grado di sfuggire ai controlli.

prostituzione 4

 

Per la legge e le statistiche sono semplici prostitute e chi le usa al massimo rischia una condanna per sfruttamento della prostituzione, due anni che diventano 16 mesi con lo sconto previsto dal rito abbreviato. La battaglia di chi sta provando a fermare la crescita di questo fenomeno è far capire che sono invece vittime di tratta, schiave come le prostitute nigeriane: costrette, ricattate, prigioniere. E che chi ha il dominio delle loro vite è colpevole di un reato diverso, da punire con una pena dai sei ai dodici anni di carcere.

 

Le prigioniere dei lover boy sono sotto gli occhi di chiunque passi sulle strade della prostituzione, eppure sono invisibili. Secondo i dati del Dipartimento per le Pari Opportunità, le vittime di origine rumena minorenni entrate nel circuito di assistenza sono 23.

 

Rappresentano il 2,8% del totale, una cifra irrilevante e, soprattutto, irreale. Le donne che hanno la forza di liberarsi sono una goccia rispetto al mare di quelle che restano.

prostituzione 3

E' vero per le donne nigeriane: 660, cioè 8 su 10 di quelle che hanno accettato la rottura con il passato. Ma è ancora più vero per le donne romene. Sono in 729 le minorenni originarie della Romania vittime di tratta intercettate in una sola notte dagli operatori dell' associazione Save The Children lungo le strade di 5 regioni italiane, come è raccontato nel rapporto Piccoli schiavi invisibili 2019. «Basta saper contare», sostiene Michelangela Barba, presidente dell' associazione Ebano. «Le regioni sono 20. Vuol dire una media di 2800 donne in tutta Italia soltanto di notte.

 

Bisogna poi considerare le minorenni che scendono in strada durante il giorno e aggiungere tutte le altre che non sono state intercettate. Si arriva rapidamente a settemila.

 

Se si inseriscono nel conteggio anche le romene che lavorano negli appartamenti e le minori ancora più nascoste, si arriva almeno a 12 mila minorenni. Si sa che le minorenni rappresentano un terzo del totale: vuol dire 40 mila romene che si prostituiscono a ogni età. Una stima del tutto ottimistica: è probabile che siano molte di più», concludeBarba.

 

E' più o meno la cifra calcolata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. «Le strade delle nostre città sono "di proprietà" della mafia albanese che poi, a caro prezzo, ne cede l' uso ad altri clan nazionali: un mercato disumano di abusi e violenze: migliaia di donne costrette a vendere il loro corpo per alimentare senza sosta un racket sanguinario. La prostituzione coatta è un crimine contro l' umanità ed è il terzo business illegale dopo droga e armi», attesta don Aldo Buonaiuto, animatore del Servizio anti-tratta fondato da don Oreste Benzi.

prostituzione 1

 

Sono 120 mila le donne che si prostituiscono sulle strade e al chiuso. 3,5 milioni i clienti, un giro d' affari di 90 milioni di euro al mese. Dopo le ragazze nigeriane, le romene costituiscono il gruppo nazionale più numeroso presente nella prostituzione su strada in Italia.

 

Su questo sono d' accordo tutti gli osservatori. Secondo Paolo Botti, fondatore dell' associazione Amici di Lazzaro «la giovane età e l' inesperienza rendono le minori rumene particolarmente manipolabili dai loro sfruttatori: ci troviamo di fronte a persone che operano in proprio o sono affiliate a organizzazioni che sempre più vanno specializzandosi sia durante il reclutamento sia nel controllo». E «la sorveglianza costante sulle vittime viene esercitata da figure maschili che monitorano le aree di sfruttamento, ma al controllo maschile si aggiunge quello a vista, effettuato da una ragazza o una donna più anziana che hanno il compito di denunciare allo sfruttatore eventuali mancanze delle ragazze in strada».

prostituzione 9

 

E' il nuovo volto della tratta: alle donne nigeriane si affiancano sempre più romene, o anche albanesi o bulgare, con una capillare presenza, appunto della mafia albanese sul mercato della prostituzione italiana, come spiega il rapporto di Save The Children. Il controllo dei lover boy è «totale e violento». Un' organizzazione sempre più efficiente e spietata, giustificata dall' aumento dei guadagni. «Prima agivano con il rapporto di uno a uno e ognuno aveva una ragazza, poi hanno imparato tecniche di manipolazione più articolate e complesse e ora riescono a gestire più di una ragazza, raccontando la stessa storia a ognuna di loro, tenendole in appartamenti separati», spiega Silvia Dumitrache, presidente di Adri, l' associazione delle donne romene in Italia.

prostituzione 5

 

I danni dell' onere della prova Come uscirne? Secondo Barba va aggiornato il concetto di tratta. «Bisogna rendere la vita più difficile ai trafficanti. Abbiamo presentato proposte di modifica delle leggi. Non si può subordinare l' ingresso nei percorsi di assistenza al racconto da parte delle donne e alla prova di essere state costrette a prostituirsi. Non si chiede al tossicodipendente perché si trovi alle dipendenze della droga. Allo stesso modo bisogna liberare le donne dall' onere della prova, altrimenti saranno sempre troppo poche quelle che avranno il coraggio di accettare l' aiuto». E' proprio sul loro silenzio terrorizzato che contano i clan.

prostituzione 7prostituzione 4

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…