piers morgan meghan markle

MEGHAN MARKLE PORTA A CASA IL PRIMO SCALPO - LA SUA LETTERA DI PROTESTA PRESENTATA AL CANALE "ITV" PORTA ALLE DIMISSIONI DEL SUO NEMICO NUMERO UNO, PIERS MORGAN, VOLTO DI “GOOD MORNING BRITAIN” - LA STAMPA BRITANNICA CAVALCA LE PAROLE DI MEGHAN MARKLE SUL RAZZISMO A BUCKINGHAM PALACE: PUO' LA REGINA CONSIDERARE COME PRIVATA LA QUESTIONE RAZZIALE A CORTE ESSENDO A CAPO DEL COMMONWEALTH, CHE INGLOBA 54 STATI TRA CUI 19 AFRICANI?- VIDEO

 

Gaia Cesare per "il Giornale"

 

piers morgan meghan markle

Il bullismo dei giornali e il razzismo alla Corte di una Regina che guida il Commonwealth. Eccole le questioni molto pubbliche e poco private scatenate dall' intervista-choc di Harry e Meghan a Oprah Winfrey.

 

Ed ecco probabilmente la prima delusione per Sua Maestà, che con il comunicato diffuso martedì puntava a chiudere la partita con nipote e consorte, nella speranza di riportare le ostilità alla sfera familiare. «Ha perso un' occasione per condannare il razzismo», dicono le associazioni impegnate per l' uguaglianza come il thinktank Runnymede Trust.

oprah winfrey intervista meghan markle e il principe harry 4

 

Elisabetta II, nel suo comunicato, aveva sostenuto che «le questioni sollevate, in particolare quelle sulla razza, sono preoccupanti» ma «saranno affrontate dalla famiglia privatamente». L' auspicio di Sua Maestà alla fine si è scontrato con un muro di polemiche, una questione politico-istituzionale sul futuro del Commonwealth e una frattura nella stampa britannica.

 

piers morgan 2

Cominciamo da qui: lo scontro fra giornali. Tutto è iniziato con una nota diffusa lunedì dalla Society of Editors - l' associazione che raggruppa i direttori di testate - e che ha definito «inaccettabile» l' accusa di Meghan di essere stata trattata con toni razzisti. Ieri è arrivato il controcanto dei direttori di The Guardian, Financial Times e HuffPost UK, convinti che la stampa inglese dovrebbe fare di più per combattere il razzismo e rappresentare la società.

 

Roula Khalaf, britannica libanese alla guida del FT dall' anno scorso, ha invitato a lavorare «in tutti i settori del Regno Unito per denunciare e combattere il razzismo: i media hanno un ruolo cruciale da svolgere e come direttori dobbiamo garantire che le nostre redazioni e la nostra copertura riflettano la società in cui viviamo».

meghan markle e la regina elisabetta

 

Al coro si sono uniti 168 giornalisti di minoranze etniche, che «respingono e deplorano» la dichiarazione dei direttori in una lettera aperta, in cui assicurano che le esperienze di Meghan «riflettono la deprimente realtà» di come le persone che appartengono a minoranze etniche «sono rappresentate quotidianamente dalla stampa britannica».

 

Nelle stesse ore è arrivata la notizia destinata a spaccare anche l' opinione pubblica. Meghan ha presentato una protesta formale alla rete britannica Itv, dopo essere stata duramente criticata da Piers Morgan, celebre volto di «Good Morning Britain» che con le sue parole aveva scatenato 41mila reclami. L' emittente ha annunciato le dimissioni del giornalista, in odore di approdo alla nuova News UK tv di Rupert Murdoch.

il tweet di piers morgan

Lui si erge a paladino del free speech e twitta: «La libertà di espressione è una collina su cui sono felice di morire. Grazie per l' amore e per l' odio. Mi fermo per trascorrere più tempo con le mie opinioni». Ma il Regno Unito si divide: Meghan vittima o carnefice? Si può criticarla senza essere zittiti?

 

Come se non bastasse, c' è un altro tema e diverse altre domande, che stavolta fanno tremare il Palazzo. Può permettersi di essere in odore di razzismo la Corte di Sua Maestà Elisabetta II, capo del Commonwealth?

Può la Regina considerare davvero private le domande e le preoccupazioni manifestate dall'«istituzione» sul colore della pelle del piccolo Archie, visto che è alla guida di un' organizzazione di 54 Stati indipendenti (quasi tutti un tempo parte dell' impero britannico), di cui 19 sono in Africa, con una popolazione di circa il 60-70% di colore? In molti ritengono di no.

 

meghan markle frigna da oprah

E fra questi ci sono alcune delle 16 nazioni in cui la Regina è capo di Stato. Il polverone sollevato da Harry e Meghan potrebbe contribuire a uno scisma nel Commonwealth. A cominciare dalla Giamaica, dove da tempo l' opposizione chiede un referendum per rimuovere la Regina come capo di Stato. Passando per le Barbados, che sostengono di volersi trasformare in Repubblica e voler rimuovere Elisabetta II a novembre, con un voto del Parlamento. È l' onda lunga del Black Lives Matter.

Potrebbe diventare tsunami.

oprah winfrey intervista meghan markle e il principe harry 5oprah winfrey intervista meghan markle e il principe harry 6oprah winfrey intervista meghan markle e il principe harry 1oprah winfrey intervista meghan markle e il principe harry 2meghan markle oprah oprah winfrey intervista meghan markle e il principe harry 3oprah winfrey intervista meghan markle e il principe harry 7

meghan marklepiers morgan 1il principe harry, meghan markle e archiefamiglia reale inglese camilla, carlo, regina elisabetta principe filippo, principe harry meghan marklepiers morganpiers morganharry, meghan markle, elisabetta ii piers morgan

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)