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MEJO DE' "IL CODICE DA VINCI" - LA CRITICA D'ARTE CARLA GORI AVREBBE RIVELATO LA VERA IDENTITÀ DELLA GIOCONDA: SI TRATTEREBBE DI BIANCA GIOVANNA SFORZA, CHE AVREBBE FATTO DA MODELLA SIA PER LA MONNA LISA CHE PER IL VOLTO DI SAN GIOVANNI DELL'ULTIMA CENA - CI SAREBBERO DIVERSE PROVE A CONFERMA DELLA TESI: OLTRE AL CONFRONTO FATTO AL COMPUTER TRA LE PROPORZIONI DEI VOLTI, SULLO SFONDO DEL CAPOLAVORO DI LEONARDO SAREBBE RAFFIGURATO IL PONTE DEL DIAVOLO DI BOBBIO (BIANCA SFORZA ERA SPOSATA CON GIAN GALEAZZO SANSEVERINO, SIGNORE DI BOBBIO) MA NON TUTTI GLI STUDIOSI SONO D'ACCORDO...

Da www.blitzquotidiano.it

 

Bianca Giovanna Sforza

Dan Brown l’ha azzeccata quando ha scritto che appartiene a una donna il volto di San Giovanni ritratto nella Ultima cena di Leonardo da Vinci. Il volto, sostiene Carla Glori, critica d’arte, è quello di Bianca Giovanna Sforza e è lo stesso della Gioconda.

 

Il mistero della Gioconda di Leonardo da Vinci sarebbe stato definitivamente svelato dalla studiosa italiana e con quello altri interrogativi che hanno agitato per secolo critici e storici d’arte. Forse.

 

La Gioconda sarebbe Bianca Giovanna Sforza, che ha fatto da modella a Leonardo anche per il volto del San Giovanni dell’Ultima Cena. E il ponte che Leonardo ha riprodotto nello sfondo della Gioconda, sarebbe il Ponte del Diavolo di Bobbio, in provincia di Piacenza, a pochi chilometri dal paese di Pierluigi Bersani, dal quale lo dividono non solo un po’ di strada ma anche il senso di superiorità dei bobbiesi, non solo per questioni di altitudine ma anche di intelletto.

 

Bianca Giovanna Sforza

Bianca Sforza morì il 23 novembre del 1496, a 14 anni di età: era stata sposata per pochi mesi con Gian Galeazzo Sanseverino, signore di Bobbio. Giocondo fu colui che indicò a San Colombano la location del possibile monastero che poi San Colombano fondò a Bobbio. Il suo nome sarebbe anche legato alle origini del castello che Ludovico il Moro donò agli sposi.

 

Quando Leonardo iniziò la Gioconda, non era ancora sposata (la Gioconda è senza anelli) e le era morto da poco un fratello o fratellastro e questo, nella ricostruzione di Carla Glori, giustificherebbe il velo e l’abito neri e l’assenza di ogni monile.

 

monna lisa 1

Ci sono elementi attendibili e scientifici a sostegno delle tesi di Carla Glori sull’identità Bianca Giovanna Sforza – Gioconda – San Giovanni. Poi Dan Brown forse è andato per la tangente verso le ardimentose teorie di Gesù Cristo sposato alla Maddalena con prole a cascata.

 

C’è poi un’altra scoperta fatta da Carla Glori, meno eccitante ma più intrigante: il ponte che fa da sfondo al ritratto della Gioconda. Sarebbe il Ponte del Diavolo di Bobbio (Pc) e questo sembra certo; il mistero però è perché, di tutti i ponti che Leonardo deve avere visto nella sua vita, proprio quello di Bobbio ha scelto.

 

Ha riportato il sito Insideart che secondo Carla Glori il volto della Gioconda “sarebbe” altamente compatibile” con quello del San Giovanni dell’Ultima Cena, [secondo i suoi studi] sul celebre dipinto, di cui già aveva identificato la modella in Bianca Sforza, ritratta sullo sfondo di Bobbio. A conforto della sua tesi, Glori cita la testimonianza diAntonio de Beatis, datata 1517, in cui si spiega che i personaggi dell”Ultima cena’ “son de naturale retracti de piu’ persone de la corte e de Milanesi di quel tempo, di vera statura”.

 

san giovanni nell ultima cena

Oltre al confronto “fatto al computer tra le proporzioni dei volti della Gioconda e del San Giovanni (raddrizzato per evidenziare la somiglianza dei lineamenti nei loro punti),  secondo l’agenzia di stampa Ansa, conforta la tesi di Carla Glori “l’intreccio biografico tra la storia personale della giovane Sforza e quella di Leonardo nel suo primo soggiorno milanese. Leonardo conosceva bene la giovane primogenita del Duca di Milano Ludovico il Moro, morta misteriosamente il 23 novembre 1496, poco dopo il matrimonio con Galeazzo Sanseverino.

 

Bianca Giovanna Sforza

“La morte di Bianca Giovanna avviene proprio mentre Leonardo sta lavorando all’Ultima Cena, nel periodo in cui, secondo la mia tesi, egli era ancora impegnato nel suo ritratto nuziale intitolato poi La Gioconda. “L’identificazione della Gioconda in Bianca – ovvero Giovanna detta Bianca – Sforza rafforza con un apporto storico biografico significativo l’ipotesi che la somiglianza tra il volto della Gioconda e quello dell’apostolo Giovanni non sia affatto casuale o comunque scientemente formale, bensì profondamente radicata nella storia della famiglia Sforza e della Chiesa di Santa Maria delle Grazie (prediletta dal Moro) nel periodo in cui Leonardo eseguì l’Ultima Cena. Bianca, mentre Leonardo dipingeva il Cenacolo, era da poco sepolta in Santa Maria delle Grazie”.

 

la gioconda dettaglio del viso

Qui però siamo tra studiosi e professori, non scrittori di thriller e quindi “convenire sul fatto che il volto di Giovanni sia femminile non sottende risvolti esoterici né tantomeno implicazioni religiose (come ad esempio avviene nel romanzo di Dan Brown), ma sottolinea esclusivamente la scelta operata da Leonardo di dare il volto della pura e virginale Giovanna Bianca all’apostolo Giovanni prediletto di Cristo e tramandato anch’egli con caratteri di purezza”.

 

il sorriso della gioconda

La Gioconda sarebbe il ritratto nuziale della ragazza, poi sospeso per la morte della modella, portato via da Leonardo nella fuga da Milano nel 1499 per poi essere terminato in un momento successivo. Al ritratto, Leonardo avrebbe lavorato nello stesso periodo in cui tratteggiava ‘L’ultima cena’. Raffaele Castagno, sull’edizione di Parma di Repubblica.it, basandosi su un libro di Carla Glori (“Enigma Leonardo: la Gioconda, in memoria di Bianca”) ha paragonato la Gioconda di Leonardo a “una sorta di cartina geografica che permette di arrivare fino all’identità della misteriosa donna ritratta. Si perché il paesaggio altro non sarebbe che la valle di Bobbio, e il ponte il cosiddetto Ponte del Diavolo o Ponte Gobbo sul Trebbia” in quella che Ernest Hemingway definì la “valle più bella del mondo”.

 

leonardo da vinci autoritratto

Prosegue Raffaele Castagno: “Il mistero è nel Dna del ponte. Leggenda vuole che esso sia stato costruito dal demonio (da qui il nome): Satana lo realizzò in una sola notte, dopo avere stipulato un patto con San Colombano, che gli promise in cambio l’anima del primo viaggiatore che lo avrebbe percorso. Ma il santo si beffò del diavolo, facendo passare sopra un cagnolino”.

 

San Colombano è un personaggio dominante nella storia della Chiesa cattolica. Irlandese di nascita, attraversò l’Europa da nord a sud, trascorse del tempo alla corte di re e regine franchi, istituì una regola monastica e il monastero di San Colombano a Bobbio, dove morì a 75 anni di età il 23 novembre 615, esattamente 1499 anni fa.

 

il ponte del diavolo nello sfondo della monna lisa

Il ponte della Gioconda, sostiene Carla Glori “è quello sul Trebbia e il paesaggio quello della campagna intorno a Bobbio”. Carla Glori, riporta Raffaele Castagno, “ritiene che la struttura arcuata del ponte nel dipinto corrisponda in tutto per tutto al Ponte del Diavolo. Nel quadro ci sarebbe anche una strada serpentina tuttora visibile a Bobbio. Ma Leonardo passò mai per queste contrade? Glori pensa di sì. La città era un importante centro culturale, famosa per la sua biblioteca, un’attrazione che avrebbe spinto Leonardo a visitare i luoghi, che poi, qualche anno dopo, magari in Francia, avrebbe messo su tela, rievocando ricordi e particolari dalla sua memoria”.

 

monna lisa leonardo da vinci 2

Non tutti sono d’accordo. Tra le voci critiche, “a più autorevole è quella di Martin Kemp, professore di Oxford (ora in pensione) e tra i massimi esperti di Leonardo: “Il ritratto è quasi certamente di Lisa del Giocondo, per quanto poco romantica e poco misteriosa l’idea possa essere. Ci sono stati molti tentativi di individuare il luogo specifico del paesaggio e la somiglianza con il ponte di Bobbio non mi sembra così vicina. Ho grandi riserve su tutti i tentativi di trovare significati nascosti nei lavori d’arte del Rinascimento”.

 

il viaggio della gioconda 1

Qualche dubbio avanza anche il giornalista Massimo Polidoro, tra i massimi esperti nel campo del mistero. In sostanza Polidori fa notare come manchi qualsiasi elemento documentario sulla visita di Leonardo a Bobbio, che sarebbe dovuta avvenire prima del 1472 (anno della distruzione del ponte), fatto ritenuto improbabile (prima di quella data Leonardo era un ragazzo apprendista nella bottega del Verrocchio). Per quanto riguarda poi gli indizi disseminati nel quadro il giornalista ricorda che precedentemente la famose iniziali negli occhi della Gioconda erano state lette come C E o C B.”.

 

Leonardo può essere passato da Bobbio nei suoi spostamenti fra Milano, Firenze, Roma. Oppure essercisi recato come ospite della stessa Bianca Sforza, la cui vita breve e la cui fine circondata dal mistero sono un punto appassionante del racconto di Carla Glori sul sul blog.

 

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