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MEJO I GATTI – IN SUDAFRICA, UN 68ENNE E' MORTO DOPO ESSERE STATO ATTACCATO DA DUE LEONESSE BIANCHE CHE AVEVA ALLEVATO FIN DA QUANDO ERANO CUCCIOLE: PARE CHE UNO DEI DUE FELINI FOSSE DIVENTATO AGGRESSIVO NEI CONFRONTI DELL’ALTRO, ATTACCANDO INFINE L’UOMO – GIÀ IN PASSATO LE LEONESSE AVEVANO CREATO PROBLEMI: NEL 2017 ERANO USCITE DAL LORO RECINTO UCCIDENDO UN TURISTA CHE…

Ferruccio Pinotti per il "Corriere della Sera"

 

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Ucciso dalle due leonesse bianche che aveva allevato sin da quando erano due cuccioli. Si è chiusa così, come in un racconto di Ernest Hemingway o di Karen Blixen, la parabola di West Mathewson, 68 anni, proprietario di un lodge in Sudafrica e organizzatore di safari, morto dopo essere stato attaccato dai due grandi felini, che dal gioco sono passati all'aggressione mortale.

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I fatti si sono verificati mercoledì attorno alle 8.30 all'interno del Lion Tree Top Lodge di Hoedspruit, una cittadina sudafricana nella provincia di Limpopo, vicina al Kruger National Park. L'uomo stava giocando, come aveva sempre fatto, nella struttura gestita da lui e dalla moglie Gil, di 65 anni, con i due animali - Demi e Tanner - da lui allevati fin dalla nascita. Una delle due leonesse sarebbe diventata aggressiva nei confronti dell'altra e poi avrebbe rivolto la sua attenzione all'uomo, conosciuto come «Uncle West».

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La moglie di West Mathewson ha tentato di salvare il marito distraendo le leonesse, ma le ferite inflitte erano mortali. Le due leonesse non erano nuove ad aggressioni; nel 2017 erano uscite dal recinto del ranch salendo su un albero. Una volta entrate in una struttura turistica contigua, il Ngama Lodge, avevano aggredito due persone: una era morta e l'altra era rimasta gravemente ferita.

 

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Mathewson le aveva difese a spada tratta dicendo che si era trattato di un incidente, che i due felini non erano aggressivi e che trascorrevano 3-4 ore al giorno con lui. Demi e Tanner erano state risparmiate e l'uomo continuava a farle soggiornare nel suo lodge, separate dagli ospiti solo da un filo elettrificato, come raccontano anche degli ospiti italiani nelle loro recensioni della struttura visibili sul sito Booking.com. Spesso agli ospiti veniva consentito di farsi fotografare con le due leonesse, intente a giocare con gli ospiti come gattini affettuosi.

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Una prassi diffusa al fine di attrarre i turisti in cerca di emozioni forti, ma che anche l'ente per il turismo sudafricano (SA Tourism) critica e disincentiva fortemente, perché vietata. Forte la polemica anche sulle modalità tramite le quali Mathewson sarebbe entrato in possesso dei cuccioli: secondo il sito del lodge i due animali sarebbero stati salvati da una riserva di caccia nei pressi di Polokwane e avrebbero dovuto essere rimessi in libertà una volta cresciuti.

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Secondo blog ambientalisti come Earthrace.net , invece, l'uomo faceva parte di un nucleo di persone senza scrupoli che sottraggono gli animali selvaggi a grandi parchi come il Kruger per farne delle attrazioni turistiche: un atteggiamento - secondo questi attivisti - da stigmatizzare fortemente perché finisce per trattare questi rari esemplari come giocattoli, sfruttati e dunque pericolosi. I responsabili della struttura turistica Lion Tree Top Lodge sono convinti che si sia trattato di un incidente «durante un gioco divenuto brutale» e che i due animali amassero il loro padrone come lui amava loro.

 

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«West amava quei felini tanto quanto amava i suoi figli e trascorreva gran parte della giornata con loro. Non intendevano fargli del male ed è stato solo un tragico incidente. Ne sapremo di più solo dopo l'autopsia», ha commentato Tehri Fergusson, nuora della coppia. Il portavoce della stazione di polizia di Limpopo, il brigadiere Motlafela Mojapelo, ha dichiarato che sui fatti sarà aperta un'inchiesta.

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Le leonesse sono state sedate dopo l'attacco e sono state trasportate in un centro per le specie in via di estinzione. I responsabili della struttura di accoglienza fanno sapere che i due animali non verranno abbattuti. Come avrebbe voluto Mathewson, d'altronde.

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