omicidio antonio crisanti rozzano

IL MOMENTO DI UCCIDERE - LA CORTE D'ASSISE D'APPELLO DI MILANO HA CONDANNATO A 18 ANNI DI CARCERE IL 37ENNE ACCUSATO DI AVER UCCISO A COLPI DI PISTOLA IL SUOCERO CHE, DA NONNO, AVEVA ABUSATO DELLA NIPOTINA – PER I GIUDICI A “GIUSTIFICARE” LO SCONTO DI PENA DELL’OMICIDIO PREMEDITATO C’È IL MOVENTE EMOTIVO: “SORDO RANCORE, UN FERALE LIVORE E…”

Cristina Bassi per "il Giornale"

 

omicidio antonio crisanti a rozzano 1

Si condanna «una vera e propria esecuzione, un atto di giustizia sommaria che, con diverso movente, anche solo un regolamento di conti fra pregiudicati, avrebbe condotto l' autore materiale all' ergastolo.

 

E invece, a suo favore si è fatto passare in secondo piano il sentimento di vendetta e prevalere quello di un padre comunque offeso e ferito, valorizzando, ai fini della sanzione inevitabile, il principio costantemente ribadito dalla giurisprudenze di legittimità, secondo cui gli stati emotivi e passionali possono essere eventualmente rilevanti ai fini del riconoscimento delle attenuanti generiche (così la Cassazione, ndr)».

 

omicidio antonio crisanti a rozzano 6

La Corte d' assise d' appello di Milano motiva la pena di 18 anni di carcere a Emanuele Spavone, 37 anni, per l' omicidio dell' ex suocero Antonio Crisanti, a sua volta denunciato dalla figlia per aver abusato della nipotina.

 

Il movente dei quattro colpi di pistola sparati contro il 63enne a Rozzano il 25 febbraio 2019 sono state infatti le violenze sulla figlia piccola dell' imputato di cui era accusato il nonno. Il presidente della Corte Ivana Caputo e il giudice relatore Franca Anelli spiegano poi che «l' asprezza» della condanna «può essere mitigata» per Spavone e per il complice Achille Mauriello per effetto di un ricalcolo degli effetti della continuazione tra il reato di omicidio e quello di porto abusivo d' arma.

 

omicidio antonio crisanti a rozzano 2

In Appello il 28 maggio scorso Spavone è stato condannato a 18 anni di carcere (in primo grado, con il rito abbreviato, a 20) mentre Mauriello a 12 anni (dagli iniziali 18).

I giudici hanno comunque confermato, come già successo in primo grado, l' aggravante della premeditazione. «Nessuna occasionalità - scrivono - è ipotizzabile se la vittima è stata appositamente cercata» e i due «hanno transitato più volte» nei luoghi frequentati dall' anziano ucciso.

 

omicidio antonio crisanti a rozzano 5

Si legge inoltre che «tutti i presenti si avvidero che non erano incontri casuali bensì perlustrativi al rintraccio di taluno». Spavone poi poco dopo il delitto disse a un conoscente: «L' ho fatto, questa volta l' ho fatto, adesso sono sereno». Secondo la Corte infine, la notizia degli abusi sessuali subiti dalla figlia piccola avrebbe ingenerato «nell' animo dell' imputato» un «sordo rancore, un ferale livore e, soprattutto, irrinunciabili propositi di vendetta nei confronti dell' autore di tali spregevoli azioni».

 

omicidio antonio crisanti a rozzano 4

Il 37enne avrebbe così deciso di farsi giustizia da sé e non di scegliere, come ha fatto invece la ex compagna, parte civile nel processo assistita dall' avvocato Lara Benetti, di denunciare gli abusi e l' incesto del nonno (padre della donna) nei confronti della nipotina.

omicidio antonio crisanti a rozzano 3

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…