danilo toninelli grandi navi venezia

I MOSTRI DELLA LAGUNA – TONTINELLI AVEVA ANNUNCIATO LO STOP DELLE GRANDI NAVI DA VENEZIA ENTRO FINE GIUGNO, MA COME AL SOLITO AVEVA TORTO: CI VORRANNO ALMENO 5 ANNI – IL DIVIETO PUÒ ARRIVARE SOLO SE SI TROVA UNA VIA ALTERNATIVA: I PRECEDENTI DEI GOVERNI MONTI E LETTA E LA SENTENZA DEL TAR CHE NEL 2015 DETTE RAGIONI ALLE COMPAGNIE DA CROCIERA

Paolo Dimalio per “il Fatto Quotidiano”

grandi navi a venezia foto di berengo gardin 2

 

Danilo Toninelli è stato perentorio, all' indomani dello scampato disastro di Venezia: "Stop alle grandi Navi entro fine giugno", aveva tuonato. Oggi i tempi sono un filo più lunghi: 5 anni, per aprire un nuovo varco. Nell' attesa, proseguirà l' inchino dei giganti all' ombra della Laguna. Riavvolgiamo il nastro: alle 8:30 di domenica 2 giugno, mentre l' Italia festeggia la nascita della Repubblica, 65mila tonnellate rischiano di schiantarsi sul Canale della Giudecca.

 

venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 2

La nave da crociera Opera, 275 metri targati Msc, urta il battello River Countess ormeggiato al molo di San Basilio, con 130 turisti a bordo. Il gigante, col motore in avaria, era trainato da due rimorchiatori quando un cavo d' acciaio s' è spezzato, lasciandola alla deriva. Bilancio: 5 feriti lievi, un gran sospiro di sollievo, e un esposto alla procura del Comitato No Grandi Navi.

 

IL BUCO NERO DI DANILO TONINELLI

Felice Casson, ex consigliere comunale ed ex magistrato, è con loro: "La magistratura non dovrebbe limitarsi all' inchiesta sull' incidente. Le situazioni di pericolo conclamate sono dei delitti su cui indagare". Jane Da Mosto, ricercatrice ambientale ed attivista, si chiede: "Perché sindaco e prefetto non fermano subito le navi in nome della sicurezza pubblica?". A Luigi Brugnaro, a dire il vero, l' inchino non dispiace. Il 31 gennaio il Ministero dei Beni Culturali ha posto il vincolo paesaggistico su Canal Grande, Bacino di San Marco e Canale della Giudecca: un passo verso lo stop.

 

Luigi Brugnaro

I ministri pentastellati Toninelli (Infrastrutture) e Costa (Ambiente) sono d' accordo. Ma il primo cittadino si è appellato al Tar, per mandare il messaggio: sulle grandi navi decidiamo noi, mica il governo.

 

Lo stop nel 2012. Già 7 anni fa, all' indomani dell' inchino all' isola del Giglio di capitan Schettino, il governo Monti sbarrò Venezia alle imbarcazioni da oltre 40mila tonnellate, grazie al decreto Passera-Clini. Ma pose una condizione, e un compito per l' Autorità marittima (l' ente che gestisce il porto): "Individuare vie di navigazione alternative".

 

Niente da fare, e le navi continuarono a solcare la laguna. Il 13 settembre 2013 Adriano Celentano comprò una pagina del Corriere della Sera, per denunciare l' andazzo.

toninelli

Due mesi dopo, sull' onda delle proteste, il governo Letta fissò la scadenza: soluzione entro il 1 novembre 2014; poi, stop ai giganti. Ma il Tar lo sconfessa e dà ragione alle compagnie da crociera, nel 2015, spianando la strada alle grandi navi, anche sopra le 96mila tonnellate. Lo stop, ammonisce il giudice amministrativo, "può arrivare solo dal momento di effettiva disponibilità di una via alternativa".

venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 3

 

La grana Unesco. Il ministero delle Infrastrutture valuta più di un progetto. Salvini, il governatore della regione Luca Zaia (leghista) e Luigi Brugnaro vorrebbero chiudere il bacino di San marco alle navi sopra le 40mila tonnellate, per farle attraccare alla Stazione Marittima passando dal canale di Malamocco. Così, il business delle crociere è salvo.

massimo cacciari (2)

Le navi sopra le 96mila tonnellate orgmeggerebbero al porto commerciale di Marghera, vicino alle raffinerie: il progetto prevede 800 metri di banchina. Lungo la via dei petroli, occorre aprire un canale lungo 4,5 chilometri, largo 100 metri e profondo 10,5. Era l' idea dei ministri Andrea Orlando e Maurizio Lupi nel 2013, governo Letta. Chiusura cantiere, nel 2023. Costo, secondo il Sole24Ore: 120 milioni di euro.

episodio di adrian sulle grandi navi a venezia 5

 

L' idea piace all' ex sindaco Massimo Cacciari e pure all' Unesco, l' organizzazione internazione dei beni culturali. Ma il ministro Toninelli la boccia per la vicinanza con le petroliere: "Inaccettabile il rischio di collisione". Nell' attesa, Venezia è nel mirino: l' agenzia dell' Onu minaccia di inserirla nella lista dei patrimoni dell' umanità "a rischio".

cnr i disastri delle grandi navi sui fondali di venezia 3

L' istruttoria è aperta dal 2017, per via delle grandi navi, del turismo di massa e della fuga dei residenti. Entro febbraio 2020, l' Italia dovrà fornire un piano per Venezia. Lino Banfi, il delegato italiano dell' Unesco, s' intende d' altro.

grandi navi a venezia foto di berengo gardin 3

 

Il piano. Il Comitato No Grandi Navi è d' accordo con Toninelli su un punto: crociere e petroliere, meglio distanti. Del resto, il progetto della Lega e Brugnaro, non avrebbe evitato l' incidente del 2 giugno: la crociera Opera (per via delle 65 mila tonnellate) continuerebbe ad attraccare alla Stazione Marittima, a nemmeno 2 chiliometri da San Basilio, dove è avvenuto l' urto con il battello. Gli ambientalisti vorrebbero fermare la navi a Bocca di Lido, lontane da San Marco: la soluzione, proposta da Duferco Sviluppo e DP Consulting, al ministero piace ma è difficile da realizzare.

 

grandi navi a venezia foto di berengo gardin 4

Il dubbio di Toninelli è se far arrivare le grandi navi a Chioggia o a Lido San Nicolò: la scelta, entro fine giugno, coinvolgendo cittadini e addetti ai lavori. San Nicolò è in vantaggio: ma servono 5 anni, per realizzare il piano. Intanto, le navi entreranno in laguna, ma a velocità ridotta e con un rimorchiatore in più a trainarle. Tommaso Cacciari, attivista No Grandi Navi, è pessimista: "Prima fermiamo le crociere, poi troviamo vie alternative: e se Venezia non fosse compatibile con i giganti? La politica rifiuta di valutare quest' ipotesi". Si capisce: il turismo da crociera vale 280 milioni di euro l' anno, per Il Sole24Ore. Ma i costi ambientali pareggiano i benefici, secondo lo studioso Giuseppe Tattara. Nel 2018 sono arrivati in laguna 1,5 milioni di passeggeri. E i veneziani fuggono.

grandi navi a venezia foto di berengo gardin 1venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 1venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 5venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 8venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 7venezia incidente tra una nave da crociera e un battello i turisti cercano di scappare 3venezia incidente tra una nave da crociera e un battello i turisti cercano di scappare 2venezia incidente tra una nave da crociera e un battello turisticovenezia incidente tra una nave da crociera e un battello turistico 1venezia incidente tra una nave da crociera e un battello turistico 2venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 9venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 6venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 10venezia incidente tra una nave da crociera e un battello 4

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)