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NE UCCIDE PIU' IL MONOPATTINO - RIESPLODONO LE POLEMICHE SUI MICRO-VEICOLI ELETTRICI DOPO LA MORTE DI UN 30ENNE PARIGINO: IL GIOVANE È STATO TAMPONATO DA UNA MOTO MENTRE GUIDAVA IL SUO MONOPATTINO ELETTRICO SULLA TANGENZIALE DELLA CAPITALE TRANSALPINA – I PRECEDENTI A PARIGI – IN ITALIA LE RESISTENZE DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI SONO ANCORA MOLTO FORTI. E A ROMA C’E’ IL SAMPIETRINO INFIDO…

Francesco Malfetano per il Messaggero

 

monopattino

Un 30enne parigino è morto venerdì notte in un incidente stradale che sta facendo discutere la Francia. Il giovane infatti è stato tamponato da una moto mentre guidava il suo monopattino elettrico sulla tangenziale della Capitale transalpina. La notizia ha riaperto le polemiche sui micro-veicoli elettrici che da qualche mese hanno colonizzato le città europee (solo a Parigi sono 20 mila) e causato 3 vittime.

 

Così mentre le autorità tentano di chiarire la dinamica esatta dell'incidente, le poche certezze sull'episodio stanno infiammando il dibattito tra contrari e favorevoli: lo scooterista non solo si trovava in tangenziale (cosa assolutamente vietata) ma era anche senza casco e sfrecciava a grande velocità in corsia di sorpasso.

 

I PRECEDENTIA Parigi d'altronde l'11 giugno scorso si era registrato il primo incidente di questo tipo: un uomo di 25 anni era finito contro un camion al quale non aveva dato la precedenza. Uno choc che aveva già portato il sindaco Anne Hidalgo a introdurre delle regole come il limite di velocità a 20 chilometri orari e a 8 nelle aree pedonali, il divieto di circolazione nei parchi e sui marciapiedi e la promessa di ridurre il numero degli operatori.

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Il fenomeno e le polemiche però non riguardano solo la Francia. Nel Regno Unito ad esempio un incidente simile alla metà di luglio aveva ucciso la 35enne Emily Hartridge, nota youtuber britannica travolta da un tir mentre guidava il suo monopattino elettrico nel quartiere di Battersea a Londra. L'esposizione mediatica della donna (oltre 60mila follower su Instagram e 350mila iscritti su YouTube) aveva letteralmente fatto esplodere la questione sicurezza degli e-scooter non solo in tutto il Vecchio Continente ma anche al di là dell'Oceano Atlantico: la città di New York ad esempio ha deciso di vietare del tutto l'utilizzo dei monopattini.

 

Lo stesso genere di polemiche - insieme a un po' del tradizionale bizantinismo italiano - ha rallentato la diffusione dei mezzi nel nostro Paese. Non è un caso se, dopo mesi di rimandi in attesa del decreto attuativo che avrebbe dovuto sbloccare le sperimentazioni già all'inizio del 2019, il testo è stato firmato dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli solo il 4 giugno scorso.

 

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Nonostante il via libera e il forte pressing delle società di sharing mobility che hanno invaso anche le strade delle città italiane, le resistenze da parte delle amministrazioni locali sono però ancora molto forti. A Milano ad esempio dal 27 luglio, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo, il decreto è stato recepito imponendo ulteriori limitazioni: la circolazione dei cosiddetti micro-veicoli di mobilità elettrica (monopattini elettrici, segway e hoverboard, oltre ai classici skateboard) è consentita solo nelle aree pedonali e a patto che la velocità del mezzo non superi i 6 chilometri all'ora.

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A Roma invece c'è maggiore libertà dal punto di vista amministrativo ma minori possibilità oggettive: i sampietrini delle strade della Capitale, come per qualsiasi altro mezzo che le percorre, non garantiscono un'esperienza d'uso né completamente sicura né del tutto confortevole. Ma questa non è certo una novità.

 

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