massimo dalema oscar jose ospino pacheco d'alema

OH LA LÀ, MA CHI TRATTA A BOGOTÀ? - NEL GRUPPO DEI MEDIATORI COLOMBIANI CHE NEGOZIAVA CON D’ALEMA, PER COMPRARE ARMI DA LEONARDO E FINCANTIERI, C'ERA PURE UN EX GUERRIGLIERO CHE UCCISE DUE SINDACALISTI – SI TRATTA DI JOSÉ OSPINO PACHECO CONDANNATO A 27 ANNI DI PRIGIONE MA TORNATO LIBERO – LE CARTE FALSE CHE IL TEAM CHE COLLABORAVA CON D'ALEMA HA ESIBITO PER RENDERE PIÙ CREDIBILI LE PROPRIE PROPOSTE. DOCUMENTI INTESTATI A ISTITUZIONI DAI NOMI POMPOSI, MA IN REALTÀ PRATICAMENTE INESISTENTI…

Giacomo Amadori François De Tonquédec per “la Verità”

 

MASSIMO DALEMA - FONDAZIONE DEGLI STUDI PROGRESSISTI

Nella vicenda della trattativa mediata da Massimo D'Alema per vendere due fregate, due sommergibili e 24 caccia alle forze armate colombiane i brutti ceffi non finiscono mai. Nei mesi scorsi il quarantaduenne Emanuele Caruso, uno dei due broker ingaggiati in Puglia dall'entourage dell'ex premier (l'altro è il trentasettenne Francesco Amato), ha fatto circolare il resoconto di una riunione fantasma del 6-7 settembre 2021 dell'Assemblea parlamentare del Mediterraneo.

 

In quella seduta sarebbe stato lanciato il patrocinio e la partnership a favore di una fantomatica Unione di cooperazione di Paesi sudamericani. Nella relazione erano citate «le persone nominate per la Cooperazione riguardo ai progetti da sviluppare in Colombia». Nell'elenco c'era il capo del «gruppo di lavoro», tale Eder Perneth Caicedo, con ogni probabilità un costruttore di Baranquilla, dove i broker, ma anche D'Alema, stavano interessandosi alla costruzione di un porto.

 

OSCAR JOSE OSPINO PACHECO

Nella lista anche il capitano di fregata Francisco Joya Preito che il 27 gennaio 2022 ha siglato il memorandum of understanding con i manager di Fincantieri Giuseppe Giordo e Achille Fulfaro. Infine, nel quartetto che avrebbe dovuto lavorare all'«integrazione dei paramilitari» che si erano macchiati di orribili delitti nel Paese, c'erano altri due esponenti del team coinvolto anche nella trattativa per gli armamenti prodotti da Leonardo e Fincantieri. Si tratta di due ex combattenti delle Autodefensas unidas de Colombia, le famigerate Auc che si sono distinte in operazioni di pulizia etnica e narcotraffico.Il primo è il già da noi citato comandante Edgar Ignacio Fierro Florez.

 

Adesso, selezionato con scarsa prudenza dai due broker pugliesi, spunta anche Oscar José Ospino Pacheco. Classe 1966, conosciuto con il nome di battaglia di Tolemaida, è stato accusato tra le altre cose dell'omicidio di Valmore Locarno e Víctor Hugo Orcasita, entrambi assassinati nel marzo 2001, leader sindacali della Drummond, compagnia che in Colombia opera nei settori minerari, ferroviari e portuali.

 

DALEMA E LE ARMI IN COLOMBIA - LE LETTERE DI PATROCINIO DELLA CAMERA EUROMEDITERRANEA

Per quei delitti Pacheco è stato condannato a 27 anni di prigione. Adesso, come Fierro, dovrebbe essere tornato un uomo libero, come dimostrerebbe il documento di Caruso. Particolarmente interessante è ciò che dice Fierro a D'Alema nella video conferenza del 10 febbraio richiesta dall'ex segretario del Pds dopo un'accesa discussione con Amato.

 

A seguito di quella disputa, l'ex squadrista domanda se il «presidente» abbia avuto problemi con il broker ottenendo questa risposta da D'Alema: «Innanzitutto ho pensato che era utile che ci parlassimo noi due. Direttamente. Francesco Amato è un simpatico giovane, a volte fa un po' di confusione, come succede alle persone più giovani. Quindi, qualche volta può essere utile parlarsi direttamente».

UNA VIDEOCHIAMATA CON MASSIMO DALEMA

 

Nel medesimo colloquio l'ex paramilitare tratta D'Alema come se fosse un procacciatore d'affari delle aziende statali italiane: «Da parte colombiana abbiamo tutte le condizioni per garantire che Fincantieri e Leonardo abbiano la possibilità di vendere i prodotti offerti. Stiamo praticamente lavorando come agenti di Leonardo e Fincantieri».

 

MASSIMO DALEMA E LA VENDITA DI ARMI IN COLOMBIA - I DOCUMENTI CONTRAFFATTI CHE I BROKER ITALIANI HANNO PROVATO A RIFILARE A LEONARDO E FINCANTIERI

L'ex premier, davanti a queste affermazioni di Fierro non batte ciglio e chiede chiarimenti sui tempi dell'operazione, essendo preoccupato per le imminenti elezioni legislative in Colombia. Fierro lo rassicura, spiegando che la politica può essere bypassata grazie ai rapporti con un alto ufficiale dell'Aeronautica: «Il generale è dentro alla nostra squadra. Può aiutarci ad accelerare il processo di acquisto dei prodotti offerti da Leonardo».

 

Un eventuale cambio di governo sembra non preoccupare l'ex militare, che dice: «Le persone che abbiamo nel nostro team rimangono in posizioni chiave che possono aiutare a decidere se assumere, acquistare. Sono loro che stabiliscono se è prima o dopo le elezioni». Quindi Fierro conclude: «Il ministro della Difesa se ne andrà tra due o tre mesi, ma ci sono ancora due funzionari che fanno parte della nostra squadra, che possono gestire tutto ciò di cui abbiamo bisogno e tutto ciò per cui ci siamo impegnati con Leonardo».

 

LA MEDIAZIONE DI MASSIMO DALEMA PER UNA VENDITA DI ARMI ALLA COLOMBIA

Ma a rendere ancora più inquietante la storia, oltre alle trattative con spietati ex paramilitari, è la girandola di carte false che il team che collaborava con D'Alema ha esibito per rendere più credibili le proprie proposte. Documenti intestati a istituzioni dai nomi pomposi, ma in realtà praticamente inesistenti.

 

Ieri abbiamo recuperato due nuove lettere di patrocinio, apparentemente firmati dall'ambasciatore Sergio Piazzi, segretario dell'Assemblea parlamentare del Mediterraneo. Documenti destinati a Caruso e che offrivano il patronage alle sue creature. In una datata 5 agosto 2021 Piazzi dava la sua benedizione alla «delegazione che andrà a effettuare (che cosa non è chiaro, ndr), mediante il responsabile per le relazioni in America latina, Francesco Amato, presso la Pregiatissima Repubblica di Colombia».

 

MASSIMO DALEMA

Non è specificato nemmeno da chi fosse composta la delegazione, ma quasi certamente il riferimento è ai componenti del gruppo di lavoro citato nel resoconto del 6 settembre, compresi i due ex paramilitari. Nella lettera del 5 agosto viene citato il «presidente Francesco Maria Amoroso», ex parlamentare, anche lui pugliese, di An.

 

Peccato che questi sia stato al vertice dell'Assemblea nel 2013 e 2014 e il suo nome compaia in una missiva fotocopia di patrocinio «gratuito» del 2013 che la Apm avrebbe concesso alla Camera EuroMediterranea, altra creatura di Caruso. Ma pure di questo documento, Piazzi nega la paternità. L'ambasciatore, dopo averci inviato un format originale, sottolinea: «Qui si può leggere il nome corretto in arabo dell'Assemblea e c'è l'indirizzo vero a pie' di pagina. In più ho controllato che, per le rare occasioni di patrocinio, inviamo messaggi di posta elettronica e non pagine a sé stanti».

EMANUELE CARUSO

 

Aggiunge: «È pericolosissimo quanto accaduto e il Parlamento italiano ha contattato la Procura di Roma. Abbiamo inviato tutti i documenti disponibili». Sembra di capire che confermi di non avere mai incontrato Caruso per i patrocini «Assolutamente no e non ho mai saputo nulla della sua Camera EuroMediterranea. Ho dubbi che esista». Quando contestiamo a Caruso i documenti del patrocinio dell'agosto del 2021 e la relazione della riunione della Apm del 6 settembre, nega di averli inviati a chicchessia: «Io non conosco questi documenti. Non so chi le abbia mandato queste carte», ci assicura.

 

Successivamente ci ha inviato una richiesta di codice fiscale inoltrata all'Agenzia delle entrate un anno fa per la Polizia Mediterranea ovvero una «Polizia volontaria internazionale» con sede in via del Macello 31 F, a Perugia. «La polizia è regolarmente costituita e ha avuto la visita della Digos poco tempo fa per la verifica del patrocinio del ministero degli Affari interni (sic, ndr)» insiste.

 

MASSIMO DALEMA SILK ROAD FORUM

«E mi dispiace che iniziative sulla legalità possano screditare le persone. Forse non sono così matto e cazzaro. Se poi qualcuno vorrebbe (sic, ndr) farmi passare per questo non posso starci». In realtà all'indirizzo della nuova presunta forza dell'ordine si trova solo uno studio di commercialista che fa da sede legale dell'associazione. Caruso nega anche di aver fatto il consigliere comunale del Pd a San Pietro in Lama (Lecce), e di essersi successivamente dimesso.

 

In effetti si è candidato, ma è stato primo dei non eletti con una quarantina di voti in una civica spostata verso il centro-destra, ma rinforzata con tre tesserati del Pd, tra cui Caruso. Che nei mesi successivi ha polemizzato con gli ex compagni di partito insieme con un'altra candidata. Su Internet i due avevano scritto: «La reiterata sequela di eventi, comunicati e commenti, senza ottenere risposte ma, anzi, continuando a subire attacchi ed insulti, ci lascia spoetizzati». Anche noi, di fronte a questa storia, ci troviamo un po' «spoetizzati».

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”