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OH MY GOD! PER LA PRIMA VOLTA IN DUEMILA ANNI DI STORIA, IL VATICANO AFFRONTA UN PROCESSO IN UN TRIBUNALE INGLESE – L'ARCIVESCOVO EDGAR PEÑA PARRA, SOSTITUTO PER GLI AFFARI GENERALI, TESTIMONIERA’ SULL’ACQUISTO DEL PALAZZO DI SLOANE AVENUE A LONDRA – IL PROCEDIMENTO DELL'ALTA CORTE BRITANNICA È STATO INTENTATO DAL FINANZIERE RAFFAELE MINCIONE, IN RISPOSTA ALLE ACCUSE DELLA SANTA SEDE DI AVERE GONFIATO IL PREZZO DELLA PROPRIETÀ – IL VATICANO NON PUÒ AVVALERSI DELL'IMMUNITÀ SOVRANA PERCHÉ LA CONTROVERSIA RIGUARDA UNA TRANSAZIONE COMMERCIALE – EFFETTI DEL “PASTICCIO” COMBINATO DAL PROMOTORE DI GIUSTIZIA ALESSANDRO DIDDI...

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papa francesco e l arcivescovo Edgar Pena Parra

(ANSA) – Il Vaticano affronta oggi, per la prima volta nella sua storia di 2.000 anni, un processo in un tribunale inglese. Lo storico caso presso l'Alta Corte vede la Santa Sede sfidata per le contestate accuse secondo cui sarebbe stata indotta a pagare più del suo valore per un ex magazzino Harrods nella zona ovest di Londra, in Sloane Avenue.

 

L'arcivescovo Edgar Peña Parra, sostituto per gli Affari generali, una delle figure più potenti del Vaticano e stretto alleato del Papa, testimonierà durante il processo. Si prevede che sarà interrogato sull'investimento del Vaticano e sull'eventuale acquisto della proprietà a Chelsea che aveva ricevuto il permesso di costruire per lo sviluppo in appartamenti di lusso.

 

RAFFAELE MINCIONE

Lo storico caso dell'Alta Corte è stato intentato dal finanziere italo-britannico Raffaele Mincione in risposta alle accuse del Vaticano di aver gonfiato il prezzo della proprietà al 60 di Sloane Avenue quando gli fu venduta nel 2018. Il Vaticano, attraverso Credit Suisse e Citco che all'epoca agiva per conto del Vaticano, a condizioni ancora sconosciute, aveva investito per la prima volta nell'immobile quattro anni prima. Il Vaticano afferma di aver perso almeno 100 milioni di sterline quando successivamente ha venduto il sito.

 

Mincione è stato tra le dieci persone successivamente perseguite dalle autorità vaticane per l'accordo in quello che fu ampiamente descritto come "il processo del secolo". Il finanziere, che ha sempre negato con veemenza ogni addebito e che testimonierà nel processo dell'Alta Corte, ha presentato ricorso contro la sentenza vaticana e la sua condanna a cinque anni di reclusione.

 

stabile di sloane avenue londra

Mincione e la sua società Wrm stanno ora intentando un'azione civile nei tribunali del Regno Unito per proteggere la loro reputazione dopo aver subito "pregiudizi" a causa delle accuse. Nel 2022, gli avvocati vaticani hanno dichiarato alla Corte d'appello che un'udienza nel Regno Unito avrebbe interferito con le indagini penali e con "atti legittimi di uno Stato straniero" e non sarebbe servita a "nessuno scopo utile".

 

Tuttavia, la Corte d'Appello ha stabilito che i tribunali britannici hanno il diritto di esaminare la transazione immobiliare e decidere se Mincione e Wrm hanno operato o meno in "buona fede". La sentenza, emessa da Lord Justice Jackson, Lord Justice Males e Lord Justice Birss, ha riconosciuto che Mincione aveva un "desiderio genuino di ottenere una rivalsa pubblica" e ha convenuto che il suo reclamo era "degno di giudizio" nei tribunali del Regno Unito.

 

papa francesco bergoglio edgar pena parra

In una sentenza separata dello scorso anno, il Vaticano è stato costretto ad ammettere che avrebbe dovuto rilasciare e-mail, messaggi WhatsApp e comunicazioni crittografate inviate tra l'arcivescovo Peña Parra e il cardinale Pietro Parolin, i due più alti funzionari della Segreteria di Stato, che svolge tutte le attività e funzioni politiche della Santa Sede.

 

La Chiesa ha sostenuto, senza successo, che rivelare i messaggi tra i due costituirebbe "un peccato grave".Si ritiene che questo caso sia il primo in cui il Vaticano comparirà davanti ai tribunali del Regno Unito. L'enclave cattolica, che si estende su 0,44 kmq nel centro di Roma, ha in passato evitato azioni legali in giurisdizioni straniere rivendicando l'immunità statale.

 

ALESSANDRO DIDDI PAPA FRANCESCO

Nel 2021, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che il Vaticano è protetto dalle denunce delle vittime di abusi sessuali da parte del clero perché non può essere ritenuto responsabile per le azioni di preti e vescovi in tutto il mondo. Nel caso del 60 di Sloane Avenue, però, il Vaticano non può avvalersi della difesa dell'immunità sovrana perché la controversia riguarda una transazione commerciale.

 

All'inizio di questo mese, è emerso che il Papa affronta la prospettiva di un'indagine delle Nazioni Unite sulla sua autorizzazione personale per presunte intercettazioni illegali durante le indagini del Vaticano su Mincione e altri collegati all'affare immobiliare di Chelsea. "Diversi importanti avvocati hanno criticato l'integrità delle indagini e del successivo processo tenutosi in Vaticano", si legge in una nota fatta diffondere dallo staff del finanziere.

ALESSANDRO DIDDIRAFFAELE MINCIONEstabile di sloane avenue londraraffaele mincione

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