ristorante cinese

E ORA GLI INVOLTINI PRIMAVERA CHI SE LI MAGNA? - IL PANICO DA CORONAVIRUS INNESCA DISDETTE A RAFFICA NEI RISTORANTI CINESI DI ROMA - DA DUE GIORNI DECINE DI PERSONE ANNULLANO LE PRENOTAZIONI MA I PROPRIETARI RASSICURANO: “QUI NON C’E’ NESSUN PERICOLO, LA NOSTRA CARNE ARRIVA DALLE MACELLERIE ITALIANE. PER NOI E’ UN DANNO ENORME” - L’ASL ROMA 1: “TUTTI I CIBI IMPORTATI SONO SEMPRE MOLTO CONTROLLATI…”

Arianna Di Cori Salvatore Giuffrida per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

 

«Fino a due giorni fa eravamo tranquilli, poi all'improvviso tutti hanno iniziato a chiamare per disdire i tavoli prenotati per Capodanno». Zhou Fenxia, per tutti Sonia, gestisce uno dei ristoranti cinesi più noti della capitale, in via Principe Eugenio. Le sue foto con attori, calciatori e cantanti fanno il paio con i poster della sua terra e di Mao Tse Tung: un luogo di culto nel cuore dell' Esquilino, dove anche nei giorni feriali è difficile, se non impossibile, trovare un tavolo libero.

 

le china girl sendy hiragii sonia hang zhou e july

Figurarsi per il cenone di Capodanno, che per il calendario cinese arriva nella notte tra 24 e il 25 gennaio: in cucina fervono le preparazioni dei piatti tipici, anatra pechinese, stinco di maiale stufato, polpette di gamberi e le immancabili noci caramellate. Tutto pronto per l' anno del Topo, o quasi. Ma il telefono di Sonia squilla in continuazione, e sono tutte disdette: in pochi minuti chiamano in tre. Sonia si gira e sospira. « Colpa di questo maledetto coronavirus - continua la donna - i clienti sono terrorizzati. In un giorno e mezzo ho ricevuto una decina di cancellazioni, almeno 80 persone: il danno economico è molto grande, il ristorante era pieno».

 

ristorante cinese

Una questione di pregiudizi, secondo Sonia: «La nostra carne viene dalle stesse macellerie che riforniscono i ristoranti italiani, cambia solo il mondo di cucinarla » . Del resto non si può importare carne dalla Cina, è vietato dall' Ue e i carabinieri del Nas ne controllano la tracciabilità già al confine. Eppure i romani non si fidano. Il virus fa impressione: e certo non aiutano le notizie che arrivano da Wuhan su nuovi focolai e contagi. Non siamo ai livelli di allarme della Sars del 2003 ma si registra ansia nella comunità cinese, che a Roma vanta numeri importanti: più di 400 ristoranti e circa 20mila persone, la maggior parte dalla provincia di Zheng Yan, tra Canton e Shanghai, nel sud del paese.

 

medici a wuhan

All' Esquilino la vita scorre veloce tra il mercato, sotto i portici, i bar cinesi, i negozi di abbigliamento: il virus e Wuhan sono lontani da quella che una volta era la Chinatown romana e che ora è un melting pot di culture. Il Capodanno cinese, con il suo dragone variopinto che sfila da San Giovanni, è diventata una festa per tutti i romani, ma la psicosi da virus rischia di rovinarla.

 

« Temiamo ci sia molta meno gente alla festa del 2 febbraio - spiega Shu Jianguo, presidente dell' Associazione dei ristoratori cinesi a Roma - due clienti su tre chiamano per disdire il cenone. Ma vogliamo tranquillizzare Roma, qui è tutto sicuro».

 

 

Intanto la Polizia locale ha intensificato i controlli su tutti i bar e ristoranti, e non solo a piazza Vittorio. Controlli peraltro già frequenti durante l' anno: nel 2019 hanno interessato oltre 13mila esercizi di somministrazione - di ogni tipo ed etnia - rilevando 4000 violazioni amministrative soprattutto per quel che riguarda sporcizia, etichettature dei prodotti e rispetto della catena del freddo. Anche ieri è stato chiuso un locale in piazza Vittorio, ma nulla di nemmeno lontanamente collegabile al virus.

code in un ospedale di wuhan 1

 

Anche dalla Asl Roma 1 fanno sapere che è tutto sotto controllo: « Tutti i cibi importati sono sempre molto controllati - spiega Rosaria Marino direttore dell' area sicurezza alimentare di Asl Roma 1 - Nel centro storico facciamo in media 2000 controlli l' anno. E la comunità cinese ormai si può dire "romanizzata"». Come Gin Lai, ristoratore cinese all' Eur con accento romano: « Non andiamo a Wuhan, non andiamo in Cina, il cibo che serviamo è comprato in Italia. Come festeggio il Capodanno domani? Con una grande cena in famiglia a casa».

supermercati presi d'assalto a wuhan 1

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